Lo Coco: Raccolta diferenziata, ecocentri, CCR, ispettori ambientali. Opposizione: “Non è in grado di occuparsi dei problemi contingenti”

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Araba Fenice desk

E’ stato presentato oggi in consiglio comunale il piano d’intervento dell’ATO, redatto da un gruppo di lavoro costituito da dipendenti ATO e da esperti scelti dall’amministrazione. L’assessore Giuseppe Lo Coco ha presentato in aula il contenuto del piano: “Abbiamo rimodulato il piano d’intervento dell’ARO per migliorarlo. E vogliamo renderlo pubblico per rendere partecipi tutte le organizzazioni e tutti i cittadini del Comune, perché è necessario un loro pieno coinvolgimento per la riuscita del piano”.

Il piano verrà presentato al dipartimento rifiuti dell’assessorato regionale giorno 13 novembre.

“E’ un piano di 90 pagine, per la cui redazione ringrazio il gruppo di lavoro che si è adoperato.  Raccolta differenziata, efficienza del servizio, abbattimento dei costi al centro del nuovo piano d’intervento dell’ARO. Abbiamo seguito le leggi, come la direttiva n. 2/2013 che detta le linee d’indirizzo per la sua attuazione. E dovremo raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2015”.

Lo Coco ha spiegato che vanno potenziati gli Ecocentri: “Sono carenti e posizionati in posti non idonei, come sotto i palazzi, e creano difficoltà al piano viario. Troveremo nuovi locali, ad esempio valuteremo l’edificio Mulé”. Lo Coco ha inoltre spiegato l’importanza di creare un CCR (Centro Comunale di Raccolta), un’area comunale di raccolta di rifiuti differenziati dai cittadini. “La sua presenza nel territorio è indispensabile, altrimenti verrebbe vanificato il piano. La sua mancanza è l’anello debole della catena. Va subito individuata, tramite evidenza pubblica, l’area idonea dove ubicarlo”.

Altro aspetto importante è l’istituzione degli ispettori ambientali, “Necessari per la buona riuscita del piano”. Avrebbero compiti di informazione nei confronti dei cittadini, di vigilanza e di segnalazione alla polizia municipale in caso di inottemperanza alla normativa.

Critica la posizione del consigliere Romanotto (Per Monreale), che ha trovato molto povera la relazione dell’assessore Lo Coco. “Avrebbe dovuto ringraziare anche chi ha istituito l’ARO, senza il quale Lei oggi non potrebbe parlare di piano di intervento”.

Romanotto ha inoltre criticato l’incapacità dell’assessore di occuparsi dei problemi contingenti legati alla questione rifiuti: “A Grisì e Villaciambra si sfiora l’emergenza sanitaria. Faccia un giro anche in via Cannolicchio o in Via Benedetto Balsamo. I residenti sono costretti a stare con le porte chiuse”.

Romanotto ha anche chiesto spiegazioni sul proliferare di contenitori per la raccolta degli indumenti usati in giro per Monreale e frazioni, che si affiancano a quelli già presenti e gestiti da due ditte.

Al consigliere Romanotto ha fatto eco il consigliere Antonella Giuliano (Cambiamo Monreale), che ha rimarcato come sia evidente una differenza di trattamento sulla pulizia delle frazioni. “Pioppo (dove risiede l’assessore, ndr) appare molto pulita, a Grisì non si svolge la raccolta da almeno dieci giorni”.

Il consigliere Fabio Costantini (M5S) ha segnalato come il consiglio comunale non abbia competenza per effettuare modifiche al piano stesso. “E’ una falla grave. Avevo anche chiesto di partecipare al tavolo tecnico per la redazione del piano ma non sono stato coinvolto”.

Diverse le criticità del piano: “Sono mancate le linee guida politiche che l’amministrazione avrebbe dovuto tracciare, lasciando invece facoltà ampia al gruppo di lavoro su come operare. Il piano d’intervento lascia aperta la questione di adottare la gestione in house o tramite ditta esterna, o tramite una partecipata. Questa è una decisione politica che non può essere demandata al tavolo tecnico.

Mi fa piacere inoltre che l’amministrazione abbia adottato la “Strategia Rifiuti Zero”, che invece durante i confronti elettorali ci era stata criticata.

Nel piano si parla di abbattere il risparmio per i cittadini che effettuano il compostaggio domestico nelle periferie dal 30 al 20%, un valore comunque già esiguo perché agisce sulla parte variabile. I cittadini delle periferie, che contribuirebbero in modo importante alla riduzione dei costi dell’ATO, non ne trarrebbero un adeguato riscontro”.

Costantini ha infine rilevato una grave criticità del piano proposto, forse non attenzionata da chi l’ha elaborato, con  l’eliminazione dei cassonetti. “In base al DL 507/93, se una zona non è servita dai cassonetti, ed è distante dai centri di raccolta, si può arrivare fino al 60% di sconto sulla tariffa. Guardi le periferie. Si verificherebbe un grave problema tributario”. 

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