Galleria Civica di Monreale, patrimonio unico non ripetibile, che appartiene all’intera società

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Tratto dal blog “Movimento Monreale futura Città e Territorio”, dell’arch. Natale sabella, pubblichiamo uno stralcio di un articolo sulla Galleria Civica monrealese e sul valore dell’opera d’arte. L’intero articolo su questo link: Outlet. Fuori quasi tutto: giù le mani dalla galleria d’arte Sciortino.

L’opera d’arte è un bene culturale sottoposto a salvaguardia da porre in sicurezza, proteggere e tutelare.

E quindi non bisogna mai dimenticare che l’opera d’arte è una risorsa non solo non rinnovabile ma è un patrimonio materiale e culturale, un bene che per sua natura ha valenza non solo artistica e storica, ma ha un valore documentario,  simbolico, ed economico.

Natale Sabella 2La galleria civica di Monreale, con le sue collezioni, documenta la storia, ne contrassegna il periodo, illustra le qualità artistiche non solo dell’opera in se ma dell’autore, dell’autrice che l’ha generata, attraversando la dimensione temporale.

L’opera artistica esprime peculiari validità di tipo sociale, culturale, antropologiche, politico, religiose, spirituali, rafforza e alimenta ragione, animo e coscienza, stimola la capacità critica, muove forze sconosciute, incita singoli gruppi, ha la capacità di esortare masse umane, di scaldare e sedare animi, esercita la contemplazione, rigenera lo spirito.

Raffigura ambienti, luoghi, figure, volti umani, animali e antropomorfi, paesaggi e nature, corpi, evoca fantasmi, rappresenta città immaginarie, futuristiche, avveniristiche, vedute e visioni di paesaggi, geometrie e forme astratte.

Frutto della espressione di una volontà ben precisa non nata per caso, all’improvviso, e non  sempre figlia della storia, del tempo in cui è stata generata.

Generatrice di se stessa, ama la solitudine, non disdegna la compagnia, narra avvenimenti conosciuti e storie di vita, illustra fatti vissuti, altera il destino, anticipa i tempi, alle volte li scandisce o se ne sottrae restandone fuori.

Glorifica, santifica, mortifica, suscita blasfemie, alle volte impreca, diventa ipocrita, preoccupa, rappresenta forme eterogenee di culture, si esprime per simboli, ha suoi vizi e sue virtù.

La sua espressività anticipa la scrittura, coesiste in parallelo alla parola, frutto del pensiero, si manifesta in forma disegnata, con il colore, si combina con la scrittura, si materializza, si mescola e si trasforma in scultura.

Aborrisce il peccato, lo evidenzia, suscita emozioni, interpreta messaggi, esprime passioni, sentimenti, amore, disappunti, violenza, incredulità.

Codifica gestualità, anticipa insidie, diventa beffarda, accentua rancori e tensioni, placa e rasserena animi, chiarisce dubbi, li alimenta, si affida all’immagine, alla trasposizione, al simbolismo, alla rappresentazione, alla parola, al linguaggio che impersona e che rappresenta.

Sprofonda nel subconscio, fino ad elevarsi in cielo, incide sulla fede, sulle coscienze.

Altera e rafforza la mente, la condiziona, la libera, la nutre, evoca passioni, opinioni, curiosità, incredulità, conoscenza, fa impazzire di gioia, emana sublimi bellezze.

L’opera d’arte, arricchisce, impreziosisce, rivitalizza, entusiasma, introduce la bellezza nei luoghi, negli ambienti in cui prega, vive e opera l’uomo.

Ha la capacità di penetrare, insinuarsi nel pensiero della mente umana, soddisfare e ricreare la vista, di raggiungere spazi remoti, imperscrutabili e sa in che modo interagire con l’inconscio, evoca sogni, sino a che si materializzino, lenisce i disagi, sconfigge le illusioni, agita e seda rivoluzioni.

Le Opere d’arte costituiscono un bene sensibile, vanno protette per resistere al tempo e sopravvivere al loro concepimento e alla loro realizzazione e proiettarsi oltre la vita del loro autore e di quella società che inconsapevolmente le hanno accolte.

Quello che non sanno fare è auto proteggersi, difendersi dall’ambiente nel quale sono inserite e di cui fanno parte.

Non amano la luce solare, gli ambienti umidi, sensibili al deterioramento, al degrado biologico, in cui si sviluppano microorganismi, enzimi rilasciati da funghi e batteri.

Non amano le forti luci, l’umidità eccessiva che genera un aumento del vapore acqueo, non amano il pulviscolo, e le polveri che su di essa si depositano, le fonti di calore, tutti gli agenti patogeni che in esse trovano luogo fertile.

Non sanno difendersi da chi ad ogni costo la vuole prendere, toccare, spostare, trasportare, senza i necessari accorgimenti a qualunque costo.

Non sanno come ci si difende dai ladri, dai maniaci, dagli incompetenti, dagli ignoranti, dai flash fotografici, dalle bombe, dalle guerre, dai vandali, dai malfattori, dai mafiosi.

Dai danni diretti e indiretti che genera l’ambiente, in particolar modo l’acqua che in diversi modi e sotto diverse forme in qualsiasi momento le può aggredire e danneggiare.

Di norma le opere d’arte sono conservate e mantenute all’interno di ambienti in cui il microclima è regolato, tenuto severamente sottocontrollo.

Norma che vale ancor più se le opere sono state eseguite su materiale organico particolarmente sensibile, come quello cartaceo, fortemente sollecitato dal variare della temperatura e dall’ingiungere di agenti aggressivi.

Ed è per tali motivi che non possono rimanere in un ambiente non protetto.

Soprattutto come nel caso in esame, quando sono esposte per la strada, sottoposte, seppur per poco tempo, a sbalzi di temperatura, all’umidità, che sono causa del loro deterioramento.

Una cosa che vale anche per quelle opere destinate a stare in ambiente esterno, all’aperto, sculture singole e gruppi marmorei, di metallo, soggette allo stress, allo smog, al guano acidulo dei colombi, ad una infinità d’insidie che prima o poi portano e contribuiscono al deterioramento dell’opera.

Qualcuno potrebbe pensare che l’ambiente interno di per sé protegge l’opera d’arte, ma in effetti non è così, le insidie anche in questo caso ci sono e avanzano inesorabilmente.

E allora non dobbiamo dimenticarci che le opere d’arte fanno parte di un patrimonio unico non ripetibile, che appartiene sia alle generazioni presenti che a quelle future.

Sono beni che vivono una loro specifica dinamicità, vivono in funzione di un delicato equilibrio, anche se fanno parte di un contesto, in apparenza privo di insidie, ambiente esterno o interno che sia.

Se quindi si modificano le condizioni ambientali, l’opera anziché essere protetta si altera, si modifica, si compromette anche se tutto quel che accade non è visibile immediatamente.

I processi agiscono in modo diverso secondo il materiale con cui l’opera è stata realizzata, in relazione alla qualità del colore utilizzato, al tipo di supporto sulla quale è stata eseguita.

Processi che quando innescati, diventano irreversibili, che seppur lenti non arrestano il degrado e per i quali non rimane altro che intervenire attraverso un intervento di restauro.

Restauro per il quale necessitano professionalità e soprattutto risorse.

La donazione Posabella ha dato vita alla nostra galleria d’arte moderna, è destinata ad arricchire il patrimonio della istituzione comunale che l’ha ricevuta, la cui missione è  testimoniare l’operato di chi l’ha donata ed assicurane la tutela contemporaneamente alla fruizione e valorizzazione, non  trascurando il valore economico intrinseco delle opere d’arte.

Monreale e la sua Galleria d’Arte Moderna, restano ad oggi fuori da qualsiasi modello, da qualsiasi protocollo di gestione organizzativa, cura e mantenimento delle opere.

Le opere che detiene rientrano a pieno titolo nel novero dei Beni Culturali che sempre e comunque vanno salvaguardati, tutelati e sottoposti a protocolli di sicurezza.

Un patrimonio unico non ripetibile, che appartiene all’intera società”.

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