AST: protestano i pendolari di Pioppo

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Dopo AMAT e Giordano si parla di AST. Il servizio di trasporto pubblico che, oltre a servire Monreale centro, garantisce la frazione di Pioppo, è al centro delle lamentele da parte dei pendolari di quest’ultima frazione. In una lettera inviata al sindaco di Monreale, al Direttore Generale dell’AST e al Direttore Generale del Dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti, un gruppo di genitori residenti a Pioppo lamenta i disservizi che limitano il diritto dei propri figli a frequentare la scuola dell’obbligo.

Pioppo-Palermo, una tratta di 15 km si trasforma giornalmente in un’Odissea, lamentano gli scriventi: incertezza del servizio, poca igiene dei mezzi, ma soprattutto ritardi.

–          Sul sito ufficiale dell’AST, spiegano i genitori, si legge che il mezzo dovrebbe transitare da Pioppo in direzione Palermo alle 06,50. In realtà è solito passare tra le 07,05 e le 07,20. Un ritardo tra i 15 e i 45 minuti che costringe spesso i ragazzi a saltare la prima ora di lezione.

–       I ragazzi sono costretti in inverno ad attendere al freddo e a volte sotto la pioggia, non esistendo una pensilina.

–       Sovente e senza alcuna spiegazione, lamentano ancora i genitori, il pullman attraversa Pioppo ma salta la fermata. I ragazzi così rischiano di perdere l’intera giornata scolastica.

–       Il pullman arriva già pieno di studenti provenienti dal territorio di Partinico, e i ragazzi sono costretti ad affrontare il viaggio in piedi, quindi non in sicurezza, in un ambiente non climatizzato e in condizioni igieniche scarse.

–       L’autobus inoltre termina la corsa nei pressi di Viale delle Scienze, invece di giungere alla Stazione Centrale, con ulteriore perdita di tempo per gli studenti che devono coprire un lungo tragitto a piedi.

I genitori chiedono che si provveda all’aumento delle corse giornaliere e a garantire maggiore puntualità nella fornitura del servizio. “I nostri figli – sottolineano – sono forniti di regolare abbonamento che, nelle more di un eventuale rimborso da parte del comune, sosteniamo di tasca nostra”.

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