Per quali risultati Di Matteo ottiene la conferma al Patto Territoriale Alto Belice Corleonese?

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La riconferma alla guida del Patto Territoriale Alto Belice Corleonese dell’Avv. Filippo Di Matteo ha innescato una serie di polemiche. Il primo cittadino della città di Monreale, Piero Capizzi, uno dei soci della società, aveva tuonato contro questa nomina, non condividendo la scelta di quasi tutti gli altri sindaci di optare per un ex primo cittadino. In fase di discussione prevoto, Capizzi aveva chiesto ai colleghi di non riassegnare la Presidenza della società a Di Matteo. L’esito del voto è noto.

I commenti dei lettori al nostro articolo hanno assunto diverse sfumature. Agli auguri per la riconferma, indicativa di un lavoro proficuo, si sono alternati toni critici, che chiedevano di conoscere i risultati finora conseguiti dalla presidenza Di Matteo.

Sulla questione si è anche inserito Salvino Caputo che, quando rivestiva il ruolo di Presidente della Commissione Attività Produttive all’ARS, aveva avuto modo di relazionarsi con il Patto Territoriale. Caputo manda un messaggio augurale a Di Matteo, non lesinando critiche a Capizzi.

“Prima la Presidenza della Società Srr che gestirà i servizi integrati dei rifiuti negli oltre 30 comuni della Provincia di Palermo, affidata dai Sindaci del comprensorio all’ex Sindaco Filippo Di Matteo, nonostante la ferma presa di posizione del neo Sindaco di Monreale Piero Capizzi. Adesso arriva per Di Matteo anche la riconferma alla guida del prestigioso Patto Territoriale “Alto Belice Corleonese”.

Evidentemente il Sindaco Capizzi non riscontra nei suoi colleghi né affidabilità né prestigio, requisiti indispensabili per guidare un progetto così importante.

Se i Sindaci preferiscono nominare o riconfermare un ex Sindaco evidentemente la nuova Amministrazione non viene considerata all’altezza della gestione di programmi extracomunali così importanti. Forse perché il messaggio che filtra all’esterno è quello della non completa autonomia amministrativa e politica dell’Avv. Capizzi. Anche se sono certo che l’Avv. Di Matteo – ha concluso Caputo – saprà rappresentare gli interessi di Monreale all’interno delle due strutture, non vi è dubbio che per Monreale è una grave deminutio politica ed istituzionale ed uno smacco politico per Capizzi”.

Ma quali risultati avrebbe conseguito Di Matteo per meritarsi la riconferma?

Abbiamo esaminato la relazione consuntiva che il Presidente uscente ha sottoposto ai soci dell’Alto Belice Corleonese prima di chiedere la riconferma della carica.

Di Matteo si era insediato il 21 Novembre 2012, e si era trovato subito a dovere gestire dei contenziosi in itinere: Ceab (tre progetti), Italpharma (due progetti), Valdibella (due progetti), Stefilat e Makellon;

Con la ditta Stefilat S.r.l. il procedimento è stato poi definito mediante un concordato fallimentare che prevedeva la restituzione dell’importo di € 109.420,02. “A seguito di un incontro tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma – spiega Di Matteo – si è proposto di utilizzare parte di tali somme, € 90.000,00, per la predisposizione di un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile comprensoriale. Il residuo importo di € 19.420,02 è stato utilizzato per il pagamento dei debiti maturati nei confronti dei legali per i contenziosi, e per la prosecuzione degli stessi”.

Con la Ditta Italpharma S.r.l è stata concordata la restituzione della somma di € 40.000,00 a titolo di acconto sulle somme complessive. Poiché la ditta non ha dato seguito all’impegno assunto, il C.d.A. della società ha deliberato di insistere nell’azione esecutiva, anch’essa infruttuosa, e quindi nella procedura esecutiva immobiliare.

Con le ditte C.E.A.B., Valdibella e Makellon i contenziosi sono ancora in corso.

Relativamente al Patto Agricolo – si legge nella relazione – diversi progetti imprenditoriali erano in attesa del decreto definitivo, che non era stato precedentemente emesso, a causa della difficoltà nello stabilire i criteri di revoca per il mancato raggiungimento dell’obiettivo occupazionale. “A seguito dell’emissione – spiega Di Matteo – di alcune circolari che hanno permesso di superare tale fattispecie, si è provveduto all’emissione di quasi tutti i decreti definitivi”.

Al momento del mio insediamento era in cantiere la proposta di adesione al Patto dei Sindaci, nonché la possibilità di presentare un PAES comprensoriale. Relativamente al PAES, a seguito dell’approvazione ministeriale della rimodulazione presentata, è in atto la realizzazione di quanto programmato.

Attualmente, in vista della nuova programmazione, e anche al fine di creare nuove prospettive future, in continuità con le azioni svolte, ma anche con aperture a nuove possibilità di sviluppo, sono stati avviati i seguenti incontri con:

– Ambiente Italia, nella persona dell’Arch. Simonetti, il quale ha proposto la realizzazione di interventi per la promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici del territorio. Intervento che si potrebbe proporre all’interno del programma comunitario Horizon 2020;

– I docenti dell’Università di Palermo, Prof.ssa D’Amico e Prof. Corso, i quali proponevano la possibilità di adesione alla strategia regionale dell’innovazione 2014-2020, ma anche la possibilità di partecipare all’EXPO 2015 attraverso il programma “adotta un alimento”, nel pieno rispetto della valorizzazione territoriale e in continuità con la progettazione presentata dall’Arch. Simonetti;

– L’Ing. La Manna, il quale proponeva la possibilità di accompagnamento alla progettazione del PAES, rendendo lo stesso esecutivo non soltanto a livello di progettazione ma anche di attuazione degli interventi previsti nel piano.

Queste prospettive, che prevedono la possibilità di partnership con i suddetti enti, tengono conto della carenza attuale di disponibilità finanziarie della Società, pertanto anche se ci avvaliamo di una progettazione esterna, la stessa sarà corrisposta solo in caso di finanziamento del progetto stesso.

Nella relazione, Di Matteo spiega che la sua gestione oculata ha consentito alla società di migliorare la propria situazione finanziaria:

“La società vantava crediti nei confronti dei Comuni, a vario titolo maturati, per € 133.892,30. Ad oggi si sono ridotti ad € 71.018,94.

A fine 2012 la società aveva tre dipendenti, di cui uno in forza full time, uno part time e l’addetta alle pulizie, che vantavano crediti per circa 5 mensilità maturate. A seguito delle dimissioni dell’addetta alle pulizie, i dipendenti in forza alla società si sono ridotti a due, entrambi full time. Sono stati corrisposti gli arretrati ed i dipendenti sono in regola col pagamento delle retribuzioni”.

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