Carlo Alberto Dalla Chiesa. 32 anni fa l’omicidio

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32 anni fa l’omicidio del Generale dell’Arma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Oggi si commemora la tragica scomparsa del Prefetto e della moglie Emanuela Setti Carraro, uccisi alle ore 21,15 a Palermo, in Via Isidoro Carini, all’interno della A112 bianca, di ritorno verso la propria abitazione. Con loro venne ucciso anche Domenico Russo, che scortava Dalla Chiesa a bordo di un’altra autovettura.

Per i tre omicidi sono stati condannati all’ergastolo come mandanti i vertici di Cosa Nostra: i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

Nel 2002 sono stati condannati in primo grado, quali esecutori materiali dell’attentato, Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia entrambi all’ergastolo, Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci a 14 anni di reclusione ciascuno.

Anche i Poliziotti del Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, Sez. Prov. Monreale, renderanno gli Onori ai Caduti questa mattina, alle ore 9.30, in via Isidoro Carini.

Il Presidente, Santo Graziano:

“La strage di via Carini ci richiama a uno straordinario atto di eroismo civile, il sacrificio di uomini che sono stati un esempio di adamantina dedizione alla legge e alla lotta contro chi opprime le coscienze e soffoca la vita.

La strage di via Carini fu una ferita, profonda per l’Italia, ma fu anche un segno indelebile, una pagina fondamentale della lotta dello Stato contro la Mafia.

La forza e il coraggio non comune del Generale Dalla Chiesa hanno spinto l’intero Paese a reagire e a combattere con fermezza e senza quartiere questo cancro della società Civile.

La libertà di pensiero di Dalla Chiesa, il suo rigore e il suo senso dello Stato hanno guidato e tuttora devono guidare questo lungo e difficile cammino verso la definitiva sconfitta del fenomeno mafioso.

Sono prima di tutto i cittadini che devono volere il cambiamento, basandolo su principi come legalità e rispetto delle regole.

Il Generale Dalla Chiesa affermava che “se è vero che esiste un potere questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi. Non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti.”

La grandezza Morale di tale insegnamento non può essere dispersa ed è anzi oggi resa viva ed operante grazie alla presenza attiva delle energie sane del nostro Paese, Pubblici Poteri, Forze Dell’Ordine, Cittadini, che sono quotidianamente impegnate in prima linea nell’intransigente lotta alla criminalità organizzata”.      

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