Incarico all’avvocato Scialdone, la replica del sindaco Capizzi

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Araba Fenice desk

La scelta dell’amministrazione comunale di affidare ad un avvocato parente di un consigliere comunale l’incarico di impugnare una cartella esattoriale inviata da Riscossione Sicilia al comune di Monreale aveva fatto sorgere al consigliere comunale Giuseppe Guzzo (capogruppo di CambiAmo Monreale) seri dubbi sulla trasparenza di tale decisione. L’articolo pubblicato martedì scorso (VEDI LINK) aveva sollevato un vespaio di polemiche tra i lettori.

L’avvocato Enrico Scialdone, nipote del consigliere Gullo (capogruppo di Alternativa Civica), è uno dei 50 legali inseriti nell’elenco stilato e approvato a Gennaio 2012 presso l’ufficio “Area Affari Istituzionali e Generali” del comune, dal quale il dirigente dell’ufficio, dott. Giancarlo Li Vecchi, attinge per assegnare le cause. La scelta del legale, aveva spiegato in un precedente articolo il dirigente (VEDI ARTICOLO), viene fatta di norma scorrendo l’elenco, salvo i casi in cui la materia e l’importo della causa richiedano una particolare professionalità e competenza. In questi casi il dirigente stesso propone alla giunta dei nomi ben precisi. Ed il 25 Luglio il dott. Li Vecchi aveva proposto alla giunta il nome di Scialdone (VEDI LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE).

Dopo la replica del consigliere Gullo, anche il sindaco Piero Capizzi, invitato dal consigliere Guzzo a fornire spiegazioni, ha rilasciato una dichiarazione:

“La scelta del legale è stata proposta dall’ufficio in assoluta trasparenza e nel rispetto delle regole, tenuto conto della particolarità della materia che andava affrontata. Si tratta di una cartella esattoriale di 516.947 euro, con preavviso di iscrizione di ipoteca per tutta una serie di tributi che risultavano non versati dal comune. Rischiavamo l’iscrizione di ipoteche o il pignoramento verso terzi”. Il pignoramento avrebbe potuto mettere a rischio il pagamento degli stipendi.

“Sulla base delle tariffe forensi – continua Capizzi -, la parcella per il legale sarebbe stata di circa 47.200 euro. L’avvocato Enrico Scialdone, interpellato dall’ufficio, ha fatto pervenire una proposta scritta con la quale si è dimostrato disponibile a ridurre il compenso addirittura a 25.000 euro. Dobbiamo considerare che questo tipo di impugnazioni sono rivolte dinanzi diverse autorità giudiziarie. Le sole spese che verranno affrontate dal legale abbatteranno il suo compenso di almeno il 30%”. La controversia verrà discussa presso il Tribunale del Lavoro, la Commissione Tributaria, il Giudice di Pace e il Tribunale Ordinario.

Il sindaco con la giunta avrebbe quindi solamente avallato la proposta del dott. Li Vecchi:

“Attingendo all’albo degli avvocati a disposizione del comune – prosegue il primo cittadino – l’ufficio ha ritenuto di proporre il suo nome, sulla base dell’esperienza maturata e dimostrata negli anni, dato che l’avvocato Scialdone ha ricevuto incarichi legali anche durante la precedente amministrazione. Un avvocato andava necessariamente nominato e si è fatta una scelta basata unicamente sulla professionalità.

Ritengo che la capacità di un professionista non possa essere limitata o valutata in funzione del fatto che possa essere parente o meno di un rappresentante delle istituzioni, ma in base a cosa abbia dimostrato di sapere fare. Altrimenti andremmo alla negazione della professionalità della persona”.

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