Randagismo, ancora una vittima all’Acetilene

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Araba Fenice desk

Monreale, 27 Agosto. Un altro cane ritrovato morto dentro i locali dell’Acetilene. Sono già 4 nel giro di pochi giorni. A dare notizia dell’accaduto Alessio Di Dino, che insieme ad altri volontari è da tempo impegnato nella cura dei cani randagi nel nostro territorio.

Il cane in questione era stato abbandonato Domenica scorsa a Poggio San Francesco, con evidenti ferite da aggressione di molossoide (probabilmente a seguito di un allenamento o una lotta fra cani), accerchiato dal branco di Poggio che intendeva difenderlo. Il veterinario ASP recatosi sul posto, dopo aver constatato le condizioni dell’animale, avrebbe portato, con gli addetti del Comune, il cane presso i locali dell’Acetilene, dove il cane è stato curato.

Lasciato lì il cane, operato e con copertura antibiotica per 48 ore, lo stesso era sotto controllo del responsabile del luogo.

Di Dino racconta dei contatti telefonici avuti con lo stesso responsabile che lo aggiornava sulle condizioni del cane, difficilmente valutabili data l’operazione subita ed il risveglio dall’anestesia. Fatto sta che, giunti sul luogo ieri alle ore 20.00 , Di Dino ed il responsabile hanno trovato il cane deceduto.

Sono quindi intervenuti i Carabinieri, i quali hanno chiamato il veterinario ASP per constatare le condizioni dell’animale, e oggi si sta provvedendo allo smaltimento della carcassa.
“In mattinata contatterò il ministero della salute che già aveva intenzione di inibire l’accesso agli animali all’Acetilene”, dichiara Di Dino, “ nella giornata odierna prepareremo una lettera da inviare alle autorità competenti, e le Associazioni Liv Palermo, Lida Palermo e Ugda Palermo si recheranno presso la Stazione dei carabinieri di Monreale per formalizzare denuncia contro l’Amministrazione Comunale e il Veterinario ASP intervenuto la notte del recupero e responsabile del ricovero presso l’Acetilene”.

Di Dino chiosa poi le sue dichiarazioni sottolineando come non si può continuare ad accusare l’amministrazione comunale per una situazione evidentemente ereditata dagli anni precedenti, chiedendo perché quest’emergenza non venga considerata dai vari governi nazionali e regionali come uno stato di calamità naturale.

Si susseguono le amministrazioni, ognuna parte con la volontà di voler fare (come l’attuale sindaco), e alla fine sono costretti a rinunciare: perché?
A Monreale c’è attualmente un Sindaco che vuole fare, vuole aiutare questi animali: il ministero, lo Stato, che aiuti possono dare? Quegli 80.000 euro non ci sono più e mai più ci saranno, possiamo ripartire da zero? Possiamo evitare per una volta che anche questa amministrazione diventi vergognosamente insensibile al problema randagismo come la precedente?

Non e’ mia intenzione difendere il sindaco, il mio scopo e’ approfittare della sua disponibilità.”

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