Randagismo: Lunedì sopralluogo all’”Acetilene” per lo sgombero

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Araba Fenice desk

Si è tenuto oggi pomeriggio l’incontro programmato tra il sindaco Capizzi e i volontari delle associazioni animaliste UNA, OIPA, UGDA, LIPA, per trovare una soluzione all’annoso problema dei cani randagi. Le associazioni hanno espressamente richiesto che il locale dell’Acetilene venga adeguato per ospitare un presidio veterinario dove effettuare la microchippatura e la sterilizzazione dei cani, e per ricoverare temporaneamente gli animali feriti e ammalati.

Il sindaco ha assicurato che al momento si potrà effettuare lo sgombero dei locali propedeutico alla realizzazione dei lavori per rendere il locale fruibile.

Capizzi ha quindi immediatamente contattato il geometra Torre, incaricandolo di effettuare Lunedì 11 un sopralluogo presso i locali dell’Acetilene per provvedere allo sgombero.

Intanto sentirà il dott. Todaro dell’ASP di Palermo per verificare se in questo locale vi sono le condizioni per ospitare il presidio veterinario da assegnare all’ASP.

Durante un precedente incontro avvenuto diversi anni prima, il dott. Todaro dell’ASP di Palermo aveva espresso il suo rammarico per l’inosservanza delle prescrizioni inviate al comune di Monreale per la realizzazione del presidio sanitario.

Al momento dentro il locale dell’Acetilene, oltre a vari tipi di rifiuti, sono ospitati 12 cuccioli, affidati ai dipendenti comunali.

Le associazioni hanno evidenziato anche il problema della rimozione e dello smaltimento delle carcasse, “per il quale il comune non è adeguato”, afferma il sindaco, e che costituisce un pericolo sanitario.

Invece non è all’orizzonte ancora una soluzione per creare il canile municipale. Dovrà essere fatta una ricognizione delle aree del comune per identificare quella che ne possegga i requisiti.

Questi i dati su randagismo riportati dalle associazioni: 500 cani randagi, oltre ai 150 già adottati, 2500 cani privati microchippati, 5000 cani privati non microchippati.

L’associazione UNA, inoltre, dichiara di avere anticipato nel solo anno 2013 una cifra di 10.000€ per far fronte agli oneri derivanti dalle cure e dall’assistenza ai randagi, e di attendere ancora il rimborso di una parte di questa cifra dal comune.

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