Di Matteo: “Capizzi mente alla città. Ho lasciato un bilancio ingessato ma in ordine”

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Araba Fenice desk

E’ un fiume in piena l’ex sindaco Di Matteo, nell’elencare i meriti della sua amministrazione, accusata dal sindaco Capizzi durante il consiglio comunale odierno di avere lasciato il comune in una situazione finanziaria disastrosa.

Oggi, l’allarme è stato dato anche da Salvino Caputo, il Ministero dell’Economia ha proceduto ad esaminare i Piani di Riequilibrio Pluriennale di diversi comuni, accantonando quello monrealese.

Alla mia amministrazione – dichiara Di Matteo – va riconosciuto il merito di avere lasciato i conti in regola. Abbiamo elaborato il Piano di Riequilibrio Pluriennale che sarebbe stato approvato in questi giorni dal Ministero se la giunta Capizzi non avesse revocato la nostra delibera sulla pianta organica”.

“La delibera – continua Di Matteo – era stata emessa su espressa richiesta del Ministero, quale condizione necessaria per procedere all’esame del Piano di Riequilibrio. Non conosciamo le motivazioni per cui è stata ritirata. Ma, se dovesse saltare il piano di Riequilibrio, questa giunta sarà responsabile dell’inevitabile dissesto finanziario al quale il comune sarà condannato”.

Di Matteo prosegue nell’intervista rispondendo punto per punto alle accuse mosse da Capizzi durante l’apertura del consiglio comunale di questo pomeriggio (VEDI LINK ALL’ARTICOLO): “Abbiamo lasciato i conti in ordine. Il comune è stato messo nella condizione di camminare con i suoi piedi”.

Di Matteo spiega che la sua amministrazione è stata chiamata a dovere rispondere dei buchi di bilancio ereditati dall’amministrazione Gullo (“Gullo/Capizzi”, la definisce):

“Il distacco della luce nella scuola di Aquino non è avvenuto per mancato pagamento delle fatture dell’ENEL, ma per un errore nella comunicazione di un numero di contatore che i nostri uffici avevano provveduto già a correggere durante la mia amministrazione. Se Capizzi avesse chiamato gli uffici competenti si sarebbe informato che l’ENEL era stata inserita nel piano di rientro, e che non ho pagato prima il debito contratto perché ho dovuto pagare GEMMO, ACEA, SORGENE, TELECOM, i cui crediti non venivano saldati dal 2005. Io ho cominciato a sanare le posizioni debitorie del comune ereditate dalla precedente amministrazione”.

“Il debito con l’opera pia Benedetto Balsamo è stato contratto dall’amministrazione Gullo, rea di avere sospeso il pagamento delle passate spettanze perché intenzionata ad acquistare l’immobile. Al mio insediamento l’ufficio tecnico mi spiegò che l’immobile non poteva essere adibito ad uso scolastico, non ho proceduto quindi più all’acquisto ma ho dovuto fare fronte al pagamento di 5 anni di locazione arretrata”.

Altro punto, l’ATO. “Come può lamentarsi Capizzi di dovere sostenere un debito con la società di 1.400.000,00€, quando io ho ereditato un debito di 7 milioni?”

La conclusione di Di Matteo è amara: “Capizzi non dice la verità alla città. O è in malafede, o è incompetente. Come è possibile che da consigliere comunale della passata amministrazione e presidente del Consiglio nell’amministrazione Gullo/Capizzi non conosca la situazione del comune? Allora si dimetta per non creare ulteriore danno alla città”.

“Capizzi sa della presenza dei debiti e che vanno pagati in dieci anni. Sperava di non trovare debiti e fare quello che voleva? La mia amministrazione ha lasciato un bilancio ingessato ma con conti in ordine”.

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