22 discariche abusive tra Pioppo e Giacalone: emergenza o normalità?

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MONREALE, 19 luglio – Se qualcuno vi chiedesse: “Che futuro vorresti per i tuoi figli?”, ne siamo sicuri, la risposta, almeno per la maggior parte dei nostri lettori, sarebbe questa: “Vorrei per i miei piccoli un mondo pulito, senza rifiuti, senza inquinamento e senza malattie.”

Passando distrattamente da un punto di raccolta dei rifiuti stracolmo come spesso accade o scorgendo dal finestrino della nostra auto una discarica che, ne siamo certi, il giorno prima non c’era, quante volte ci siamo posti questo interrogativo? Quante volte abbiamo per davvero pensato o immaginato che cosa stiamo lasciando in eredità ai nostri figli? Oppure, possiamo ancora fare qualcosa?

La Terra dei Fuochi, quella porzione di territorio che si trova tra Napoli e Caserta, è una realtà che, soprattutto ai più distratti e superficiali, potrebbe sembrare lontanissima da noi, dalla nostra stessa vita di ogni giorno. Ai più distratti forse, ai più attenti, invece, appare inesorabilmente più vicina che mai. La realtà che i telegiornali mostrano dalla Campania è molto più vicina di quanto potremmo immaginare e di conferme a quest’affermazione se ne possono trovare numerose nel quotidiano: nei piccoli gesti e nei grandi e sporchi interessi che si celano dietro al milionario business dei rifiuti, dalla mamma che non insegna al proprio figlio a conservare la confezione della merendina per poi gettarla nel cestino, all’imprenditore senza scrupoli che, spinto da una cultura criminale e mafiosa, tra il silenzio, smaltisce illegalmente veleni nelle nostre campagne, nei nostri boschi, nei nostri fiumi, trasformandoli in vere e proprie discariche abusive.

Il disarmante fenomeno delle discariche abusive: proprio questo è il tema principale del nostro piccolo reportage.

Abbiamo fatto un giro tra le campagne del territorio di Monreale, concentrando la nostra attenzione tra Pioppo e Giacalone. Per offrire un quadro più chiaro della situazione discariche abbandonate, vi mostriamo una prima mappa del territorio di Pioppo, in cui sono stati localizzati, in una sola giornata di ricerche, ben quindici siti che potrebbero essere definiti discariche abusive. 10547761 10204162794339472 2187887667794195827 oOgni sito ha una storia a sé; alcuni nascono come punti di raccolta e si trasformano, con il trascorrere dei giorni, in discariche a cielo aperto, altri sono porzioni di territorio individuate e considerate, ormai, dalla collettività terre di nessuno, terre in cui è “lecito” portare i propri rifiuti edili, i propri tetti in amianto, copertoni, ecc. I 15 punti localizzati in mappa, ricordiamo, sono solo alcune delle discariche abusive disseminate nel territorio di Pioppo.

Dal punto numero uno al punto numero tredici è possibile ammirare unici scorci di paesaggio, con in primo piano ordinarie discariche abusive, in cui è possibile trovare materiale di ogni genere e origine. Le numero 10 e 12, in particolare, presentano “bellissime” e pericolose coperture fatte di eternit (amianto).

Anche la discarica segnata in mappa con il numero 13 fa, però, la sua bella figura: del materiale edile, in via Esterna Renda, abbellisce la strada e basta spostarsi solo di qualche decina di metri ed ecco che, tra l’erba, fa capolino una considerevole concentrazione di esemplari di sacchetti di plastica di vari colori.

Proprio questo tratto di strada, qualche anno addietro, si trovava talmente ricoperto da vere e proprie montagne di rifiuti provenienti dallo smaltimento illegale di materiale edile, da dover costringere il Corpo Forestale a sequestrare l’intera area. Sempre nel medesimo tratto fu colto in flagrante un uomo sorpreso a scaricare del materiale con un furgoncino. Quell’uomo sarebbe stato arrestato qualche tempo dopo con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso e poi si sarebbe pentito.

Continuando il nostro appassionante viaggio all’interno delle discariche abusive di Monreale, percorrendo appena qualche centinaio di metri, in tutta la sua bellezza, notiamo un’immensa, ricca e puzzolente discarica di rifiuti urbani (numero 15). In questo tratto di strada il Comune di Monreale e il Comune di Borgetto non riescono a trovare il bandolo della matassa e litigano. La discarica si troverebbe proprio al confine tra i due comuni e sembra un’operazione alquanto complicata riuscire a capire chi, tra i due litiganti, debba ripulirla. Tra i due litiganti, il cittadino…non gode. In questo tratto di Strada Statale 186 è stato addirittura necessario apporre dei cartelli che indicano un restringimento di carreggiata, segno che la discarica è ormai divenuta una presenza consueta e continua per gli automobilisti. Come se non bastasse la discarica, oltre a diventare una fonte di nutrimento per i consueti cani e gatti della zona, rappresenta, talvolta, anche un luogo di ristoro per le numerose mucche che sono solite pascolare nella zona.

Altra discarica da menzionare è quella segnata in mappa con il numero 4, la discarica si trova all’interno dell’area demaniale all’interno dell bosco di Casaboli.

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Spostandoci a Giacalone la situazione delle discariche abusive non sembra migliorare. Qui ne sono state mappate, in poche ore, ben 8 discariche abusive. Vi coesistono immondezzai che possiamo definire “classici”, costituiti da rifiuti urbani indifferenziati, talvolta incendiati, e discariche abusive frutto dello smaltimento illegale di rifiuti definiti dalla normativa come “pericolosi”: scarti edili, tubi, amianto, materassi, rottami di automobili, elettrodomestici abbandonati, carcasse di animali morti.

Riassumendo, in sole poche ore sono state rinvenute nel territorio ricadente tra Pioppo e Giacalone, in totale, 22 discariche abusive di piccole e medie entità, più o meno pericolose per l’ambiente e per la salute pubblica. E’ molto probabile che molte altre ne sarebbero state mappate con una ricerca più approfondita.

Non sappiamo se definire “emergenza” il fenomeno delle discariche abusive nel territorio di Monreale. Ci vuole coraggio, infatti, a chiamare emergenza una situazione con la quale, ormai da anni, siamo abituati a convivere, caratterizzata dalla presenza di bombe ecologiche disseminate nel nostro territorio. E’ divenuto purtroppo un sistema del tutto ordinario di cui siamo assuefatti e ne stiamo perdendo la paura.

Che cosa lasceremo in eredità ai nostri figli? Questa è emergenza o normalità?

 

Le foto sono di Nino Carlotta

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