Salvino Caputo: “Revisione della chiusura dell’ufficio del giudice di pace”

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MONREALE, 8 luglio – “Prima di valutare la destinazione alternativa dei locali dell’ex ufficio del giudice di pace, valuterei, come amministrazione comunale, la possibilità di chiedere al ministero per la giustizia e al Presidente del Tribunale di Palermo di rivedere il provvedimento di chiusura dell’ufficio del giudice di pace e il suo già avvenuto trasferimento presso la città di Palermo”. E’ questo l’invito di Salvino Caputo, ex parlamentare regionale, rivolto al sindaco Piero Capizzi.

Salvino CaputoLa perdita della sezione distaccata del tribunale e dell’altro ufficio giudiziario del giudice di pace, rappresenta una “diminutio” per la comunità monrealese  in termini di prestigio e la perdita di due uffici di enorme importanza dal punto di vista del presidio dello stato in un comprensorio che ancora oggi presenta sacche di influenza mafiosa.

Caputo, del dipartimento regionale per le attività produttive del coordinamento siciliano di Forza Italia, ha invitato il sindaco di Monreale, a chiedere un incontro col presidente del tribunale per valutare la possibilità di riavere a Monreale l’ufficio giudiziario che ha rappresentato per i cittadini e gli operatori di giustizia un importante punto di riferimento. Oggi, infatti, per avvalersi delle competenze del giudice di pace è necessario raggiungere Palermo.

“Molti comuni della provincia di Palermo – ha continuato Caputo – sono riusciti a mantenere il presidio giudiziale assicurando al ministero sia la disponibilità dei locali che il parallelo utilizzo del personale, decisione adottata certamente per evitare, come invece successo a Monreale la perdita di un importante presidio di legalità e giustizia, oltre che un punto di riferimento per l’intero comprensorio. Sono certo che se verrà manifestata la disponibilità, in precedenza negata ai vertici del distretto giudiziario di Palermo e anche ai competenti uffici del ministero, probabilmente si è ancora in tempo a evitare la definitiva perdita dell’ufficio del giudice di pace che rappresentava anche una riscorsa economica e dal punto di vista commerciale perché richiamava un’utenza quotidiana che usufruiva anche dei servizi offerti dagli operatori commerciali di Monreale”. 

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