Il PD e la difficile scelta del Presidente del Consiglio e dei due nuovi assessori

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Araba Fenice desk

MONREALE, 23 giugno – Si riunirà in serata il direttivo del Partito Democratico. La riunione è stata indetta per decidere sul nome del Presidente del Consiglio da proporre in aula mercoledì, e sul quale il nutrito gruppo di consiglieri del partito dovrebbe convergere. Un nodo troppo stretto da sciogliere. Il segretario locale del partito chiederà di appoggiare la candidatura del consigliere Peppe Di Verde, il più quotato al momento, forte delle 780 preferenze conseguite alle scorse amministrative. Ma quello di stasera si prospetta come un direttivo rovente. Tra i nomi pretendenti alla carica istituzionale circola da diverse settimane quello di Rosanna Giannetto, la donna più votata del consiglio, 635 preferenze, che non nasconde di essere stata solleticata da questa eventualità. L’elemento di genere giocherebbe a suo favore nell’incrociare il voto trasversale della minoranza consiliare, oltre che di una quota del PD non allineata alla segreteria, che potrebbero così fare uno sgambetto al segretario del PD.

Una terza ipotesi, tirata in ballo nei giorni scorsi, certamente fondata ma ormai decaduta, avrebbe visto il consigliere ed sx sindaco Toti Gullo pretendere alla seconda figura istituzionale del comune. Gullo appartiene all’area Capizzi ed è stato il candidato più votato della lista del sindaco. Ma è una ipotesi ormai superata. Capizzi avrebbe riconosciuto al PD la scelta sul Presidente, mentre a Gullo è stato riconosciuto il ruolo di capogruppo della lista Alternativa Civica. Altri nomi dotati di concrete possibilità non sembrano al momento esserci, ma non è detto che la decisione verrà assunta entro la sera.

La discussione sul candidato presidente si incrocerà con quella sui due nuovi assessori, in carica PD, che dovrebbero prendere il posto di Valeria Viola e Antonio Rubino, due assessori di transizione, come spiegato in un precedente articolo (VEDI LINK).

Viola e Rubino con molta probabilità cederanno la poltrona per fare posto a due nuovi nomi che permetteranno di fare quadrare il cerchio in casa PD. La discussione si presenta lunga ed animata. La rosa dei pretendenti alle cariche assessoriali sono numerose e tante le esigenze da esaudire.

Un punto fondamentale è che l’eventuale consigliere comunale nominato assessore debba rinunciare alla carica di consigliere. Si vuole fare scorrere così la graduatoria, permettendo ai primi due candidati non eletti, Nadia Olga Granà e Giuseppe Massaro, di entrare in consiglio.

Altra esigenza è di scegliere soggetti dotati di spessore culturale e di preparazione adeguati a garantire la nascita di una giunta di qualità capace di affrontare le enormi problematiche di questo comune.

Tanti i pretendenti al trono: Sandro Russo, Ignazio Davì, Nadia Granà, Aurelia Di Benedetto sono tra i nomi più gettonati. Non sembrano interessati Peppe Di Verde e Rosanna Giannetto, nonostante il riconoscimento assegnatogli dagli elettori dovrebbe essere un elemento da tenere nel giusto conto.

Non sembra invece essere stata posta sul tavolo una quarta opzione, forse la più importante. Quella di scegliere due nomi non necessariamente interni alla politica locale. Individui il cui alto spessore sia universalmente riconosciuto, capaci di garantire alla neonata giunta quel salto di qualità che le si richiede.

Dall’incontro di stasera una decisione in netta discontinuità con il tradizionale modo di fare politica potrebbe però venire fuori. Il segretario Toti Zuccaro e tutto il direttivo del PD si accrediterebbero nei confronti della cittadinanza di una maggiore credibilità anche nei confronti di chi non li ha votati. E la città avrebbe più chance di uscire fuori dal pantano.

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