Di Matteo: “Penalizzato da una politica impopolare ma necessaria”. (L’intervista Video)

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Araba Fenice desk

L’Avv. Di Matteo, ex sindaco di Monreale, mi rilascia una breve intervista all’interno del suo studio legale. E’ tornato a svolgere la sua professione, trascurata negli ultimi cinque anni impegnati nell’amministrazione del paese. L’attività politica non sembra però appartenere al passato.

Intervista all’ex sindaco di Monreale Filippo Di Matteo – Filodirettomonreale.it

Il 17,58% delle preferenze, tra i voti validi, è un risultato deludente, che probabilmente non si aspettava. La percentuale, se commisurata al numero totale degli elettori, scende ad un ridotto 7,4%. Ciò significa che il 25 Maggio solo un elettore su 13 è uscito di casa per confermare la propria fiducia a Di Matteo. Gli altri dodici hanno votato per altri candidati o sono rimasti a casa. E’ su questo dato che chiedo una prima riflessione all’ex sindaco.

R.: Il risultato era prevedibile. Abbiamo avuto il compito di riequilibrare i conti di questo comune, e l’abbiamo fatto con serietà, a costo di scelte impopolari. Ci ha penalizzato essenzialmente la questione rifiuti. Se prima una quota del costo del servizio di raccolta e smaltimento era a carico dello Stato, la nuova norma, intervenuta durante la mia sindacatura, ha stabilito che l’intero costo del servizio venisse trasferito sul bilancio del comune, e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini. Ho quindi dovuto aumentare le tasse di oltre il 100%. Non sono riuscito a spiegare ai cittadini che era un atto dovuto, previsto da legge. Questa la prima causa penalizzante. Inoltre, una settimana prima di votare abbiamo dovuto notificare la rata della TARES. La gente ci ha visto come l’amministrazione delle tasse.

D.: È stato solamente un problema di comunicazione? Il programma del 2009 è stato disatteso. Ha deluso le aspettative.

R.: Non potevo risolvere i problemi del comune. O dichiaravo il dissesto o avviavo la procedura di predissesto aumentando le tasse. Non ho potuto portare avanti il programma per un’oggettiva impossibilità economica e per la mole di debiti che gravavano sul comune. Ma abbiamo conseguito importanti risultati.

Ad esempio abbiamo messo in sicurezza la scuola P. Novelli con fondi comunali, abbiamo portato avanti il progetto del complesso monumentale Guglielmo II. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 2.700.000 € negli ultimi giorni della mia sindacatura che si aggiunge al finanziamento di oltre 4 milioni di euro per la riqualificazione del quartiere Carmine. Inoltre abbiamo messo in sicurezza diverse scuole. Al mio insediamento avevo trovato un comune abbandonato da oltre dieci anni.

Sono sicuro che nei prossimi cinque anni il comune sarà abbandonato al suo destino, lo vedo dal disinteresse e dall’impreparazione dei nuovi amministratori.

D.: Le sue dichiarazioni rilasciate nell’ultimo periodo di campagna elettorale, ma anche quelle ai nostri microfoni, lasciavano intravedere la concreta possibilità di una sua convergenza con il candidato Arcidiacono in fase di ballottaggio. Dopo il 26 maggio invece Lei dichiara che rimarrà a guardare. Cosa è successo?

R.: La gente ha votato centro sinistra. Capizzi candidato del PD, Arcidiacono candidato del Presidente della regione Crocetta. Quindi, a seguito di una riunione con la base, abbiamo deciso di non appoggiare nessuno.

D.: Questa sua mossa avrebbe avvantaggiato Capizzi, dicono i suoi detrattori, che ritengono ci sia stato un accordo sottobanco tra lei e l’attuale sindaco per garantirle la conferma della Presidenza dell’SRR.

R.: Io sono stato nominato Presidente da un’assemblea costituita da 23 sindaci. Non sono delegato del sindaco di Monreale. Quindi Capizzi non può decidere da solo della mia nomina.

D.: La sua decisione di non appoggiare il candidato Arcidiacono l’ha portata a rompere con molti big di FI che erano scesi al suo fianco durante tutta la campagna elettorale, ma soprattutto con i suoi assessori e consiglieri, alcuni dei quali oggi siedono in consiglio comunale. E’ rimasto isolato su tutti i fronti? In che modo, con quali riferimenti potrà riprendere a fare politica a Monreale?

R.: C’è stato un momento di sbandamento, perché è stato sottoscritto involontariamente quell’accordo che io ho contestato, perché la base non l’aveva condiviso. Si tratta solamente di un equivoco, di una divergenza che in politica si sana. Ed anche con l’on. Scoma i rapporti sono buoni. I miei riferimenti in consiglio comunale ci sono, i rapporti con i consiglieri eletti nel mio gruppo sono saldi.

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