Capizzi sindaco: le ragioni di una vittoria di un grande stratega

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L’avv. Piero Capizzi ieri è stato incoronato primo cittadino della città di Monreale, al termine di una lunghissima campagna elettorale che ha visto la sua proposta permeare i vari strati dell’elettorato monrealese.

La strategia messa in campo è stata vincente. Da politico navigato, ha raccolto i frutti di una campagna elettorale avviata da anni, che ha fatto leva innanzitutto sul malessere diffuso tra la popolazione monrealese, vessata da una eccessiva pressione fiscale e sofferente di vivere in un territorio con una qualità dei servizi scadente.

Un malessere cavalcato e sfruttato a proprio vantaggio tanto da consentire, forte anche dell’appoggio del gruppo consiliare del PD, che l’amministrazione Di Matteo venisse cotta a fuoco lento per cinque anni nel brodo di una politica fatta di sacrifici per la cittadinanza. Non gli è venuto difficile così trovare il consenso dei tanti cittadini desiderosi di trovare e di credere all’esistenza di un’alternativa politica e amministrativa che potesse portare il comune verso lidi più sereni. E nulla ha potuto, i numeri lo dimostrano, il continuo tentativo di Di Matteo di scaricare sulla gestione delle precedenti amministrazioni, e su quella Gullo in particolare, la causa di tutti i mali finanziari del comune, e di spiegare che un percorso di risanamento virtuoso era stato avviato. Un Di Matteo, lo ricordiamo, che nel 2009 al ballottaggio vinse con 7.958 preferenze (su 30.858 elettori), mentre Capizzi ha vinto oggi con meno preferenze, 7.750 preferenze (su 32.533 elettori) (Vedi link all’articolo sulle statistiche).

Ma Capizzi ha vinto anche grazie alla strategia che gli ha permesso di ricevere in dote l’elettorato del Partito Democratico, facendone fuori il candidato naturale, quel Vittorio Di Salvo uscito vincente dalle primarie del PD, legittimandosi così candidato del centro sinistra. Un’assalto ben riuscito ad un elettorato corposo, al quale è riuscito con destrezza a fare digerire l’incongruente presenza di componenti di centro destra nella coalizione a suo sostegno, così come la recente nomina in giunta di Pippo Lo Coco, consigliere uscente del PDL.

Ha vinto riuscendo a schivare gli attacchi degli avversari che hanno cercato di togliergli di dosso la maschera del nuovo che avanza per bollarlo come l’alter ego dell’ex sindaco Toti Gullo, o rivolti a dimostrare l’inesistenza di un valido programma di rinascita per il comune, fatto di promesse elettorali senza contenuti concreti, o ancora quelle critiche che lo volevano stigmatizzare come il grande assente del consiglio comunale degli ultimi cinque anni. L’armata Capizzi-PD ha sfondato, respingendo qualsiasi attacco, senza mai scalfirsi.

Adesso si ritroverà a gestire un paese con una situazione finanziaria certamente migliorata rispetto a quella di 5 anni fa, quando ha lasciato la poltrona di Presidente del Consiglio, ma ancora critica. Vedremo se riuscirà a dare seguito alle promesse di rilancio del paese sciorinate in campagna elettorale e dimostrerà di possedere un programma valido ed una squadra di governo capace di portarlo a termine.

Perché tra cinque anni sarà sottoposto al nuovo giudizio degli elettori.

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