Ist. P. Novelli: Tavola rotonda su “Scuola in TrasFormAzione, Ricominciamo da …”

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Araba Fenice desk

Si è tenuta questa mattina, presso l’aula magna dell’Istituto Scolastico P. Novelli di Monreale una Tavola rotonda sul tema “Scuola in Trasformazione, Ricominciamo da …”.

Il convegno, a conclusione del lavoro svolto, durante il corrente anno scolastico, dalla REP (Rete di Educazione Prioritaria), ha visto la partecipazione di Maurizio Gentile, coordinatore regionale per la Dispersione Scolastica, Susanna Di Salvo, coordinatrice Osservatorio distretto 11 contro la dispersione scolastica, delle Psicopedagogiste di area Smiraglia e Guarino, di Rita Borsellino, invitata a fare una riflessione sulla mafia, di Sarina Ingrassia, dell’Ass. “Il Quartiere” di Monreale, dei dirigenti scolatici degli istituti di Monreale e Altofonte, che hanno partecipato al progetto REP, assente solamente Giuseppe Russo. Infine presenti Sanfilippo, Rizzo e Miceli, sovrintendenti della Polizia di Stato.

“Scuola in trasformazione – spiega la dirigente scolastica Chiara Di Prima – è una scuola che, tramite l’azione, la testimonianza, la prassi quotidiana, offre un percorso di formazione per creare cittadini responsabili e consapevoli. La prima azione di legalità è la cultura.

Il Prof. Gentile ha sottolineato quanto sia importante la costanza, l’impegno e la perseveranza per portare avanti progetti nel segno della legalità. “Non ci può essere educazione alla legalità senza l’esercizio del primo diritto fondamentale, quello all’educazione, all’istruzione, all’andare a scuola e a trovarla accogliente, confacente ai bisogni di tutti. Questa è la condizione preliminare. Non ci sarà legalità finché ci sarà un solo bambino che non andrà a scuola”. Gentile ha evidenziato anche che per rispettare le regole è necessario che sia radicato nell’individuo un sentimento di giustizia. “Legalità e dispersione si coniugano. Per contrastare le mafie ci vuole un esercito di maestri. Il patrimonio della scuola sta nella qualità degli insegnanti, e ciò impone delle scelte politiche da parte dei governanti”.

“Basilare – dichiara Gentile – il rapporto con le forze dell’ordine, oggi molto presenti nelle scuole nel fare gli educatori a fianco degli insegnanti, nell’obiettivo comune di fare crescere i ragazzi in una società più giusta, equa, attraversata dalla legalità.

La legalità sta nei piccoli gesti quotidiani, nel rispetto nei confronti dei diversi, degli stranieri”.

L’insegnante Piera Autovino, che ha voluto fortemente l’attivazione della REP, ha declamato l’importanza dell’osservatorio, quale strumento per lavorare sulle problematiche sociali e culturali del territorio.

“Io ho attivato connessioni, sinapsi, per mettere insieme le risorse umane e materiali utili ad attivare la REP, un primo passo verso il ripristino dell’Osservatorio di contrasto alla Dispersione Scolastica a Monreale. Risorse umane che poi erano pronte, disponibili e competenti per aver voluto operare insieme, perché crediamo che la crescita culturale e sociale venga dalla scuola, regista sul territorio”.

L’insegnante Maria Rosa Buono, referente per la dispersione scolastica del P. Novelli, ha relazionato sulla condizione del territorio monrealese, condizionato da un retaggio culturale di tipo mafioso, che traspare dagli atteggiamenti e dai comportamenti, e deriva anche dalla crisi del ruolo della famiglia.

L’incontro di oggi ha visto insieme una richiesta avviata, attraverso Maurizio Gentile, al Provveditore, per il ripristino dell’Osservatorio contro la Dispersione e il progetto Legalità presentato quest’anno dalla scuola P. Novelli.

L’Osservatorio,  infatti, rispetto alla REP, avrebbe più possibilità e risorse umane e materiali per contrastare la dispersione in un territorio così difficile come quello monrealese.

Rita Borsellino ha dedicato il suo lungo intervento alla Memoria, e l’ha rivolto ai bambini delle classi quinte presenti all’incontro, “i cittadini di domani, ma anche di oggi, che si preparano con la consapevolezza di dovere gestire una società. Dobbiamo dare loro la possibilità concreta di sognare”.

Emozionante il ricordo del fratello Paolo:

“Paolo faceva il magistrato perché la società migliorasse. Paolo e Giovanni Falcone sono stati compagni di gioco nel quartiere della Magione. Sono cresciuti con gli stessi valori, insegnati dalle loro famiglie. Paolo, da bambino, possedeva un forte senso di giustizia sociale, e guardava con rabbia all’indigenza degli altri bambini che non avevano le sue stesse possibilità. Volle studiare diritto per trovare un rimedio all’ingiustizia sociale”.

“Se la memoria di Paolo e Giovanni è viva tra i bambini che non li hanno conosciuti, il merito è della scuola.

Bambini siete i custodi di qualcosa che è successo tempo fa. Questa è memoria, non semplice ricordo, perché il fatto accaduto nel passato viene ricordato e rielaborato nel presente e trasmesso per farlo diventare futuro”.

La Borsellino ha esaltato il lavoro fatto nelle scuole, nel creare cittadini responsabili e nel diffondere la cultura della legalità, facendo conoscere ai bambini i luoghi della memoria e i tutori della legge: ”E’ importante che i bambini conoscano le realtà di presenza, questo fa la differenza tra vedere uno sbirro e un poliziotto. Questa è conoscenza, condivisione, per diventare cittadini responsabili”.

Infine, ha rivolto ai bambini alcune citazioni di Paolo: “quando i giovani le negheranno il consenso, la mafia finirà, le mancherà il terreno fertile nella società.

La lotta contro la mafia non può essere solo opera di repressione, ma deve essere un movimento culturale, morale, religioso, che coinvolge tutti, che abitui tutti a sentire il fresco profumo della libertà che si oppone all’indifferenza, alla contiguità: non si possono fare patti con la mafia, concessioni.

Ancora: “Il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare. L’amore è alla base di tutto.”

Infine: “Complice della mafia è il silenzio, perché la mafia è un’associazione segreta che vive di silenzio e nel silenzio”.

A conclusione del convegno, Sarina Ingrassia, dell’ass. “Il Quartiere”, ha evidenziato i grossi problemi culturali presenti in alcuni quartieri monrealesi, anche poveri economicamente: “Ma è più importante dare cultura prima ancora del pane”.

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