Scacco Matto alla Mafia, VIDEO e FOTOGALLERY

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Araba Fenice desk

Dinanzi ad un folto numero di spettatori e alla presenza delle forze dell’ordine, circa 70 bambini hanno rappresentato “Scacco matto alla Mafia”, interpretando i pezzi degli scacchi, in una partita giocata tra i rappresentanti della criminalità organizzata e i sostenitori della legalità.

Una metafora della lotta tra il bene e il male, che ha reso i bambini protagonisti e consapevoli delle varie sfaccettature che assume il fenomeno mafioso, e delle sue ricadute sulla società e sull’economia. Da cornice alla partita di scacchi una serie di balletti condotti sulle note delle canzoni simbolo dell’antimafia, quali “I cento passi”, “Pensa”, “Nu juorno buono”.

Un’ora di spettacolo che ha entusiasmato i presenti per lo spessore della proposta culturale avanzata dalla scuola e per l’esecuzione e l’interpretazione dei personaggi da parte dei bambini.

Soddisfatta del risultato la dirigente scolastica Chiara Di Prima: “Scacco matto alla mafia è il coronamento di un anno di lavoro che vuole dare un senso particolare alla formazione scolastica, finalizzata quotidianamente anche alla costruzione di cittadini che abbiano il senso del rispetto e della legalità. Vogliamo contribuire a creare cittadini che vincano la partita della vita, che trovino le mosse giuste per vincere la partita del rispetto reciproco, dell’ascolto, del dialogo, la partita che ci porta a vincere come esseri umani. L’atteggiamento mafioso, fatto di prepotenza, chiusura, silenzio, è molto comune e dobbiamo combatterlo tutti i giorni. Noi abbiamo voluto urlare la nostra forza di volere vivere come cittadini responsabili”.

Anche il Colonnello dei Carabinieri del Gruppo di Monreale, Pier Luigi Solazzo, presente allo spettacolo, ha voluto sottolineare l’importanza di questi momenti, “necessari per fare comprendere come il fenomeno mafioso sconfigga la civiltà e la cultura. Queste iniziative, onerose, vanno sostenute perché sono testimonianza di impegno sociale e della voglia di voltare pagina. Questi momenti, assieme a quelli della memoria, possono stimolare le coscienze e la voglia di riscattarsi”.

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