635 preferenze: Chi è Rosanna Giannetto?

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Araba Fenice desk

Il nuovo consiglio comunale di Monreale si aprirà a Giugno con una componente rosa considerevole. Per stilare l’elenco dei trenta nomi bisognerà attendere l’esito del ballottaggio, ma è certo che uno scranno verrà occupato dall’arch. Rosanna Giannetto, secondo candidato più votato in assoluto e prima tra le donne, con 635 preferenze.

La Giannetto, 37 anni, madre di tre figli, architetto e docente, è anche conosciuta nell’ambiente sportivo monrealese perché coadiuva il padre, Carlo, negli allenamenti delle squadre di pallavolo della Gi.Ca.. Da Giugno sarà chiamata ad occuparsi dell’amministrazione di un paese con enormi problemi. 

–       Rosanna Giannetto, lei è una donna impegnata professionalmente, oltre ad essere una mamma a tempo pieno. Quali motivazioni l’hanno spinta a dedicarsi all’attività politica?

–       Per la prima volta ho deciso di impegnarmi nella politica attiva. Sono state determinanti le condizioni di degrado e di torpore in cui versa la mia città, sempre più  inquinata, trascurata, abbandonata al proprio destino, poco accogliente e difficile da vivere. Negli anni scorsi, per motivi professionali, ho conosciuto la qualità delle città del Nord Italia ed ancora  oggi non riesco a darmi una spiegazione del perché da noi tutto debba essere abbondonato a se stesso. Da mamma, da docente di scuola di “confine” palermitana, da architetto che concepisce la città come sviluppo programmato e razionale, ho deciso di candidarmi al Consiglio comunale. Come donna, da sempre impegnata nello sport, proverò a mettere tutta la determinazione e il carattere che richiedono le sfide importanti, quelle che possono segnare uno spartiacque ed aprire una nuova fase.

–       Lei si è candidata con il Partito Democratico. Qual è la sua formazione e il suo background politico?

–       Ho vissuto la politica per tanti anni di riflesso. A casa, prima con mio padre e poi con mio fratello, la passione politica non è mai mancata. Ma prima d’ora non sono stata mai impegnata in prima persona.

–       Quali competenze pensa di portare in consiglio comunale?

–       Proverò ad attingere dal mio bagaglio di esperienza professionale di docente ed architetto, dalla mia attività nel mondo dello sport, ma anche e soprattutto dal punto di vista che mi sono formata come mamma di tre bambini che vivono una città tutt’altro che a misura loro. Ho vissuto qualche anno a Vicenza e credo che quell’esempio amministrativo mi potrà essere molto utile. Mi appassionano molto i temi della tutela del territorio e del patrimonio artistico, ma anche l’infrastrutturazione sportiva e la qualità della vita e dell’educazione dei bambini e dei nostri ragazzi.

–       Le urne le hanno certificato un forte riconoscimento elettorale al quale dovrebbe corrispondere un ruolo specifico. Per quale posizione si sente più adeguata?

–       

Il mio obiettivo era di dare semplicemente il mio contributo dentro il Consiglio comunale. Non mi sono mai prefissata altri obiettivi. Ora mi rendo conto che il risultato apre nuove valutazioni. Ciò che per me appare prioritario è l’elezione di Piero Capizzi Sindaco della nostra città. Monreale è ridotta così male che non possiamo permetterci più i deplorevoli capricci dell’ambizione personale né i tristissimi spettacoli delle liti del potere per il potere. Il Pd ha un’occasione importante e deve saper mostrarsi sufficientemente adeguato. Umilmente metterò a disposizione di tutti i cittadini, la mia sensibilità di donna e di mamma, la mia esperienza professionale di architetto ed educatrice per rendere Monreale migliore in tutti i sensi. Intendo promuovere una politica attiva, fattiva e partecipata, in modo tale da avvicinare i cittadini alla “res pubblica” nel vero senso del termine.



–       635 preferenze al suo primo ingresso in politica. Com’è possibile conseguire un consenso di tale portata?

–       E’ stato un risultato eccellente, inaspettato e storico per questa città che vede per la prima volta le donne protagoniste nell’amministrazione. È il successo di un gruppo che ha creduto in un progetto politico ed ha lavorato tra la gente per realizzarlo senza risparmiare alcuna energia. Se sono la donna più votata in consiglio comunale e la seconda in assoluto tra tutti i candidati non è solo un mio successo, ma quello di un team di valore che mi ha supportata e si è speso per me. Proprio per questo mi sembra doveroso ringraziare alcune persone: innanzitutto Tonino Russo che ha fortemente voluto la mia candidatura e che mi ha incoraggiata con tanti preziosi consigli. Soprattutto mi preme sottolineare il contributo di Salvo Leto, con cui ho lavorato gomito a gomito in questi mesi. Salvo è una delle persone più preparate e generose che io abbia conosciuto. Il fatto che non sia entrato in consiglio comunale per un solo voto è il mio più grande rammarico di questi giorni. Aggiungo poi che devo moltissimo ai miei familiari, in particolare ai miei genitori, mio marito Ettore, mio fratello Ninni, i miei zii Nicola e Patrizia, persone instancabili che apprezzo tantissimo. Ho avuto modo di apprezzare la collaborazione di un amico, Giuseppe La Mantia, che per quanto giovanissimo ha saputo mobilitare diverse risorse umane. Inoltre ringrazio tutti coloro che con grande sincerità d’animo, incontrandomi, manifestavano la loro volontà e gioia nell’essere rappresentati da me in consiglio comunale. Adesso, so di portare sulle spalle la grande responsabilità di dover essere all’altezza del consenso ricevuto e di dover rappresentare degnamente non solo i miei elettori ma tutti i monrealesi.

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