I monrealesi al voto. Dalla loro scelta dipenderà il futuro della città

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Araba Fenice desk

Il sindaco uscente, Filippo Di Matteo, ha impegnato tutte le sue energie per dimostrare ai concittadini di essere riuscito a salvare un comune malato da morte certa, di essere riuscito a tirare fuori il paese dalle sabbie mobili nelle quali, sostiene, era rimasto impantanato a causa delle amministrazioni precedenti, soprattutto quelle a firma Caputo e Gullo, sforzandosi di allontanare dalla memoria dei cittadini il suo passato legame con Salvino Caputo.

La politica di rigore adottata nel corso di questa legislatura permetterà, promette Di Matteo, l’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale e il rispetto del patto di stabilità, condizioni che garantiranno la ripresa della spesa e quindi dei servizi sociali, assunzioni pubbliche, manutenzione delle strade e investimenti in opere pubbliche nei prossimi cinque anni. Chiunque sarà il sindaco chiamato a gestire il comune per i prossimi cinque anni si troverà la strada spianata, assicura Di Matteo.

Il sindaco uscente ha puntato molto, durante i comizi, a fare passare il messaggio che la candidatura di Piero Capizzi rappresenterebbe senza soluzione di continuità il naturale prosieguo della passata amministrazione Gullo, alla quale imputa grosse responsabilità politiche.

Capizzi, ex Presidente del consiglio durante l’amministrazione Gullo, ha sostenuto sempre la sua autonomia decisionale – “Il sindaco sarò io” – ed ha voluto focalizzare l’attenzione dei cittadini sulla sua proposta di rinascita del paese avanzata in tutti gli ambiti. A Di Matteo ha replicato presentandogli il conto di un paese in difficoltà, con emergenze e problemi ancora irrisolti, nonostante gli ultimi cinque anni di amministrazione di centro destra.

Capizzi dichiara di lavorare per vincere al primo turno, sapendo che, in caso di ballottaggio, un leggero vantaggio potrebbe non essere sufficiente per vincere sull’avversario, che più facilmente potrebbe attrarre consenso dalle altre aree. Ed ha stigmatizzato il sodalizio Arcidiacono-Di Matteo che si potrebbe consumare durante l’eventuale ballottaggio.

Alberto Arcidiacono, attuale Presidente del consiglio, si è contraddistinto per una campagna condotta con toni pacati. Raramente ha accusato o addirittura nominato gli avversari, non celando il sostanziale appoggio dato in questi anni all’amministrazione Di Matteo, della quale ha votato spesso le delibere in consiglio. Con tre liste civiche a suo sostegno intende fare passare, nella sua proposta, un messaggio di rinnovamento della politica, anche se si è presentato forte dell’appoggio di deputati regionali navigati.

Natale Sabella, Fabio Costantini, Ferdinando Arena, hanno cercato, durante tutta la campagna elettorale, di trasmettere un messaggio di netta discontinuità con le precedenti amministrazioni. Una strategia elettorale che fa leva sul sentimento anti politica diffuso tra i cittadini e si nutre delle difficoltà visibili e palpabili di un paese che ha tutti i sintomi di un malato terminale. “Mandiamo i vecchi politici a casa” sembra essere lo slogan comune, arricchito anche da progetti, analisi, idee. Costantini e Sabella hanno cercato il confronto con i cittadini intorno a temi importanti, dando così corpo al loro progetto sulla Monreale di domani. Fondamentalmente i tre candidati pescano su un elettorato comune, e non avere trovato una sintesi intorno ad un progetto condiviso non giocherà a loro vantaggio. Lo sbarramento del 5% rappresenta per le loro liste un ostacolo serio, e superarlo è ambizioso. Per la lista a 5 Stelle l’election day costituisce un vantaggio per l’effetto trascinamento, ed un posto in consiglio comunale non è una chimera. Più difficile da conseguire l’obiettivo per le liste di Sabella e di Arena che, in caso di risultato significativo, potrebbero essere invitati già dal 26 maggio al tavolo dei due possibili vincitori per fornire un contributo e soprattutto per stabilire alleanze in vista del ballottaggio.

Tocca adesso agli elettori riflettere oculatamente e tirare le somme. Dal voto che esprimeranno dipenderà il futuro di Monreale.

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