Ferdinando Arena: “Dobbiamo decidere se votare chi ha fatto macelleria sociale o sostenere chi ha in progetto di portare la normalità in paese”

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Araba Fenice desk

“Il sindaco non perde tempo per mostrare la sua scorrettezza in questo palco. Si dicono porcherie in questo palco come se non fossero mai esistiti. Si autotutelano, si spalleggiato ma sono solo dinosauri che dobbiamo mandare a casa”. Con questo incipit Ferdinando Arena, il candidato sindaco di “Vele del Sud”, ha cominciato il comizio. Una serie di frecciate rivolte contro la classe politica tutta, rea di accorgersi solo adesso dei soldi che il Ministero chiede indietro per la struttura di Aquino non realizzata. “Dove sono stati i consiglieri comunali? Perché se ne parla solo adesso? Hanno tenuto tutto nascosto per convenienza?”

Ma le maggiori critiche di Arena sono rivolte soprattutto contro il sindaco uscente, che avrebbe messo in campo negli ultimi giorni mosse esclusivamente elettorali: “Di Matteo non ha parlato di solidarietà, di lavoro, non ci stiamo alle menzogne, ai vecchi programmi rispolverati”.

“Vogliamo l’abolizione del 30%, norma appartenente al sistema feudale. Ci sono candidati che si permettono di promettere agli amici la manutenzione delle loro strade. Noi vogliamo riprenderle tutte. E’ quindi il metodo clientelare alla base della loro strategia politica. False promesse di lavoro con lauti stipendi. Di vero lavoro non ne avete parlato. Qualcuno ha fatto firmare documenti alle persone. La dignità delle persone passa dalla programmazione necessaria per fare convogliare finanziamenti di cui possano avvantaggiarsi tutte le categorie. Il comune non ha dato contributi per le fasce deboli che saranno da noi attenzionate. Il sindaco parla di tasse che hanno salvato i comune? Ha salvato solo la sua poltrona. Le tasse vanno diminuite per salvare la categoria dei commercianti”.

Arena continua con le sue intenzioni da sindaco: “Prenderemo i soldi dai tagli della spesa politica, dalle privatizzazioni fallimentari di aziende gestite dai loto amici. Dobbiamo riprendere i soldi da chi ha causato i debiti di bilancio. Avvieremo procedure e progettazioni per attingere ai fondi, che ci sono ma che devono essere ben amministrati. Garantiamo trasparenza nei bilanci, che vedranno inseriti fondi per l’associazionismo e l’imprenditoria giovanile. Le frazioni sono abbandonate, non ne parlano e vengono a chiedere i voti. La sicurezza non esiste, sono pochi i vigili urbani, non funzionano le telecamere. Ripristineremo i trasporti pubblici. Rimoduleremo i regolamenti vigenti, soprattutto della commissione elettorale, al centro di critiche e oggetto di denunce. Questa classe politica ha nascosto la verità ai cittadini e ci ha caricato di tasse”.

“Dobbiamo decidere – conclude Arena – se votare chi ha fatto macelleria sociale o sostenere chi ha in progetto di portare la normalità in paese”.

Quindi lo slogan: “Noi siamo voi, voi siete noi, insieme siamo Monreale. Ora o mai più”.

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