Dal Texas a Monreale su otto ruote

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Araba Fenice desk

Nella mia vita ho sempre praticato sport, da quando sono nata vivo a Monreale e ho frequentato tutte le palestre del paese, ma non ho mai praticato uno sport di squadra, pensavo di non essere adatta. Fino a quando nell’autunno 2012, una mia amica, una sera al pub, mi ha invitata ad unirmi alla sua squadra per provare a praticare uno sport dal nome mai sentito, sarei stata una “fresh meat”, letteralmente carne fresca, così si dice nel gergo del Roller Derby, mi dice che è uno sport femminile di contatto che si pratica sui pattini quad, ovvero i pattini classici a quattro ruote.

Incuriosita, una volta a casa faccio una ricerca su internet e scopro che questo sport è nato negli USA intorno agli anni ’30 e che si è sviluppato in particolare tra gli anni ’50 e ’60. Si è diffuso inizialmente come gara di velocità fra pattinatori a rotelle, uomini e donne lanciati in folli corse e privi di protezioni, ma dalle sue origini ai giorni nostri ha subito parecchie trasformazioni. Dopo essere rimasto in letargo per parecchi anni, è tornato in auge intorno al 2000 in Texas, tramutatosi in un vero e proprio gioco di squadra quasi esclusivamente al femminile che si diffonde velocemente anche oltreoceano. In Europa, specialmente in Inghilterra, Francia e Germania, cominciano a nascere le prime squadre.

Non avendo mai sentito parlare di questo sport continuo le ricerche e inizio a tartassare di domande la mia amica che vuole coinvolgermi in questa attività e mi dice che in Italia questo sport ha da poco iniziato a diffondersi e che grazie al web il Roller Derby italiano ha mosso i suoi primi passi, infatti online si sono incontrate altre persone interessate a praticare questo sport e attraverso passaparola, forum, scambi di informazioni e pagine facebook, si è sviluppata una vera e propria rete, da una città all’altra. La mia amica mi spiega che le prime città ad attivarsi sono state Napoli (presso la base militare americana), Milano e Palermo nel 2012 e a seguire tante altre città italiane, oggi esiste persino una Nazionale italiana che a dicembre andrà a Dallas a disputare i mondiali di Roller Derby.

Dunque incuriosita ma ancora con le idee poco chiare vado in soffitta a cercare i miei vecchi pattini che utilizzavo per giocare alle scuole medie, ovviamente due misure più piccoli rispetto alla mia attuale misura del piede, trovo a casa anche un caschetto e protezioni che usava mio fratello per andare in bicicletta, dunque una volta trovato tutto ciò che serve decido di tuffarmi in questa esperienza.

Guardando diversi video presenti in rete e studiando il regolamento ho imparato che nel Roller Derby due squadre di pattinatrici giocano su un tracciato circolare, che la squadra è composta da  venti giocatrici. Una partita si gioca nell’arco di 60 minuti divisi in due periodi da 30 minuti, la squadra che totalizza il maggior numero di punti alla fine della partita vince; ogni squadra impegnata sul track (pista) è composta da cinque ragazze, un pack (gruppo) di quattro blocker e una jammer. Le blocker di entrambe le squadre devono pattinare insieme in una formazione compatta, il pack. Il compito delle blocker è aiutare la propria jammer a conquistare punti, bloccando, attraverso delle hit (colpi di spalla, fianco o full body) la jammer avversaria. La jammer non è altro che la ragazza più agile e veloce del gruppo, il cui ruolo è sorpassare le blocker nemiche per guadagnare punti.

Da quando ho praticato per la prima volta questo sport convinta o meglio quasi costretta dalla mia amica è passato più di un anno e mezzo, molte cose sono cambiate all’interno della squadra e sicuramente molte cose ancora cambieranno. Il nome della mia squadra è Poison Kittens – Roller Derby Palermo, siamo in 17 più un preparatore atletico che organizza per noi degli allenamenti senza pattini, ci alleniamo in via Giuseppe Mulè il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 19.00 alle 21.30 circa, spesso preferiamo andare al parco a correre e a fare esercizi senza l’uso dei pattini.

Mediante questa rubrica, ogni penultimo venerdì del mese vi racconterò le rocambolesche avventure che spesso ci troviamo a vivere, visto che il nostro è uno sport sconosciuto e la nostra città è priva di strutture idonee spesso tutto risulta essere più complicato. Inoltre vi farò conoscere tutti i membri della mia squadra, che è tanto povera economicamente quanto ricca a livello umano. E cercherò di farvi appassionare a questo fantastico sport.

Intanto se volete potete contattarci tramite il nostro indirizzo mail poisonkittenspalermo@gmail.com oppure tramite la nostra pagina Facebook Poison Kittens Palermo.

Robby Trenta

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