Campo sportivo di Aquino: nuovo intervento di Filippo Di Matteo, la risposta di Toti Gullo

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Araba Fenice desk

Monreale, 23 Maggio. Continua la questione relativa al campetto di calcio, finanziato ma non ancora realizzato, nella frazione di Aquino. È di stamane la notizia, diffusa dall’attuale Sindaco Filippo di Matteo, secondo cui il ministero delle finanze ha chiesto al Comune di Monreale, attraverso una nota della Ragioneria Territoriale dello Stato del 16 Maggio scorso, il risarcimento entro 30 giorni della somma non utilizzata, o la dimostrazione della realizzazione.

Di Matteo, nella nota inviata alla stampa, afferma che i soldi, ricevuti durante l’amministrazione Gullo (Gullo – Capizzi, secondo il candidato alle prossime amministrative), “vennero spesi per altre cose, mentre i lavori di costruzione del campo non partirono mai. Chiaramente la circostanza sopra descritta, determina la restituzione della somma non spesa di euro 3.711.311,87. E adesso il Ministero delle Finanze ha presentato il conto.”

Di Matteo ha lanciato chiare accuse sulla responsabilità di tale richiesta: “Ancora una volta il Comune di Monreale e i suoi cittadini sono chiamati a fare i conti con la pesante eredità lasciata dall’amministrazione Gullo e dal suo Presidente del Consiglio Capizzi. Dopo il 1.800.000,00 euro che abbiamo dovuto restituire alla Oninvest srl per il parcheggio mai realizzato, gli oltre 20 milioni di euro che stiamo pagando per la Caserma dei Carabinieri, adesso anche la beffa del Campo Sportivo di Aquino, per il quale pagheremo oltre 3.700.000,00 senza avere il campo. Durante il mio mandato ho dovuto fronteggiare tutti i debiti che ho ereditato dall’amministrazione Gullo – Capizzi, che è stata, senza dubbio, politicamente responsabile del dissesto finanziario del nostro Comune; ma nonostante tutto siamo riusciti a non fare fallire il Comune. Di fronte a questa ulteriore beffa l’amministrazione sarà ora costretta, in tempi di grave crisi economica, a reperire le risorse necessarie per realizzare il Campo, perché sarebbe un vero sacrilegio restituire i soldi e non avere un’opera così importante.”

Ma la questione non si può dire con questo chiusa. In merito, su precisa sollecitazione, è intervenuto anche il candidato al consiglio comunale Toti Gullo, più volte chiamato in causa da Di Matteo, che ha voluto chiarire, una volta per tutte, il suo punto di vista in merito, riconducendo le ragioni del mancato utilizzo dei fondi all’attuale amministrazione, e non alla sua. Contestualmente, Toti Gullo ha sottolineato l’estraneità alla problematica di Piero Capizzi, attuale candidato alla carica di Sindaco, che all’epoca dei fatti citati da Di Matteo ricopriva la carica “super partes” di Presidente del consiglio comunale:

“Premetto che do la mia risposta attraverso Gabriele Volpetto”, ha esordito l’ex Sindaco di Monreale.

“Tempo fa, su Monreale News, ho lanciato un comunicato in cui descrivo la situazione attuale con un parallelismo alla figura dell’Orlando furioso. Vedo ormai che il buco nero, perché non è stato un Sindaco, ma un buco nero, ha esaurito i suoi argomenti. Il politico onesto lancia le accuse e dà la possibilità di confrontarsi, ma alla mia richiesta di confronto, anni fa, ha detto no.

Il buco nero, come lo definirò d’ora in poi, coinvolge Capizzi in una storia che non riguarda lo stesso Capizzi, perché Egli era presidente del consiglio, in quanto tale super partes, e non partecipava alla gestione diretta del Comune, affidata al Sindaco ed alla giunta.

Detto questo, il campo sportivo, fu finanziato per mio preciso impegno, e quando ero Sindaco, avviai tutte le pratiche per costruirlo, pratiche che dovevano essere completate dall’attuale buco nero.

Se nel frattempo, la gestione, e per gestione intendo il dirigente, in maniera autonoma e per quelle che erano sue esclusive prerogative, utilizzò i fondi, in quel momento infruttuosi, per pagare temporaneamente i debiti, invece di incorrere in interessi passivi e spese legali, che avrebbero fatto felice qualche legale, lo ha fatto nell’esclusivo interesse del Comune.

Se il buco nero avesse continuato i miei atti il campo sportivo sarebbe una realtà e si sarebbe realizzato con i fondi che non venivano utilizzati per pagare quei debiti già pagati.

In verità il campo sportivo, appartiene a tutte quelle infrastrutture presenti nel piano regolatore da me attuato e presentato circa sette mesi prima che finisse il mio mandato, all’ufficio del genio civile per il parere di competenza. Inspiegabilmente, ma in verità una spiegazione c’è, il p.r.g. non doveva vedere luce, perché, se effettivamente c’era la volontà di visionarlo invece di interrompere l’iter del genio civile, bastava esaminare le copie che erano e sono depositate presso l’ufficio del piano regolatore stesso.

Su alcune cose, non solo la politiche deve indagare, ma anche altre istituzioni.

Nel mio impegno di consigliere comunale, andrò a spulciare, così come ho fatto da Sindaco, i provvedimenti adottati o non adottati, così come il mancato appello a sentenze che inspiegabilmente, vedevano il Comune soccombente contro alcuni personaggi, o come alcune transazioni effettuate prima ancora che cominciasse il contenzioso legale o come altre il cui risultato è stato quello di fare indebitare il Comune senza tentare di ottenere in appello sentenze favorevoli che in altri casi si erano ottenute.”

Il candidato al consiglio comunale nella lista “Alternativa Civica”, ha chiuso la sua intervista con un laconico, ma ancora pieno di contenuti, “continua…”.

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