Confronto dei programmi: servizi sociali

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Araba Fenice desk

Vediamo in che modo affrontano la tematica i nostri candidati e con quale visione del bisogno:

Arena pone al centro del programma la famiglia. Tra le azioni che intende intraprendere vi è l’istituzione della Carta Famiglia con cui prevenire i disagi con interventi mirati; sperimentare progetti di asili nido domiciliari implementando la rete pubblico/privato e consolidando il ruolo di regia e il presidio del Comune.

Inoltre, prevede l’istituzione di più sportelli d’ascolto per la rilevazione dei bisogni.

Arcidiacono fa riferimento alla legge quadro n. 328/2000, per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali,prevedendo una reale applicazione della normativa e definizione dei piani di zona.

Gli obiettivi che si pone in tal senso sono volti al soddisfacimento dei bisogni primari e secondari dell’individuo, potenziando la sua scolarizzazione e la libera iniziativa.

Le attività ipotizzate per il raggiungimento degli obiettivi sono orientati all’innalzamento della scolarizzazione e alla qualità della vita sul territorio.

Capizzi parte dal presupposto che gli interventi rivolti ai soggetti in difficoltà oggi vengono erogati in maniera sporadica e in caso d’emergenza.

Pertanto ipotizza un programma di assistenza economica per i cittadini in difficoltà e assistenza domiciliare per le persone non autosufficienti.

Per gli anziani dei centri aggregativi immagina di riprogrammare le attività ad esso legate.

Rimane oscuro, in questi termini il modo con cui si passerà da una erogazione d’emergenza ad un sistema integrato a sostegno delle famiglie.

Costantini, parte dal principio della felicità del cittadino all’interno del contesto territoriale in cui è chiamato ad espletare la cittadinanza attiva, quindi a concorrere al miglioramento della società.

L’impegno del cittadino è essenziale per la realizzazione dei servizi proposti, come ad esempio l’istituzione del servizio affidi, la banca del tempo, la banca della memoria, gli orti urbani condivisi.

Questi, ed altri, sono tutti progetti che hanno bisogno del pieno sostegno e della partecipazione dei cittadini per potersi realizzare.

Di Matteo dedicherà attenzione ai servizi di carattere sociale in particolare concentrerà le risorse per le categorie più deboli, economicamente indigenti, anziani e bambini.

Per i giovani, tiene a precisare, ha sempre avuto un interesse speciale, tant’è che prospetta di coinvolgerli nelle scelte amministrative, nella pianificazione delle risorse e nelle politiche del lavoro.

In particolare vorrebbe avviare una collaborazione con loro per contrastare il fenomeno dell’uso di sostanze stupefacenti e di alcol.

Permane una visione assistenzialistica dei servizi sociali.

Sabella sotto la voce “supporto e assistenza alle fasce più deboli della popolazione”, del suo programma, fa riferimento a tre categorie: Diversamente abili, anziani, disoccupati.

Per i primi si impegna all’abbattimento delle barriere architettoniche e all’istituzione di un comitato che si faccia promotore delle loro esigenze con l’amministrazione.

Per gli anziani, visti non solo come beneficiari ma come risorsa, si prospetta il servizio domiciliare gratuito e l’incremento di spazi di incontro e socializzazione.

Infine per i giovani e i disoccupati in genere si prospetta l’affido delle terre incolte. Si istituirà inoltre uno sportello che si occuperà delle occasioni provenienti dai progetti europei.

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