Il Parlamento della Legalità, a San Cipirello, ricorda l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo

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Ricordando il piccolo Giuseppe Di Matteo imprigionato e poi ucciso dai suoi aguzzini l’11 Gennaio 1996, l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato Sez.di Monreale, con una nutrita rappresentanza, ha partecipato alla cerimonia organizzata dal centro studi “Parlamento della Legalità” a San Cipirello, la mattina del 9 maggio, nella ricorrenza dello storico discorso di Karol Wojtyla pronunciato contro la mafia nella Valle dei Templi.

Diciotto anni fa la mafia uccideva, sciogliendone poi il corpo nell’acido, il piccolo Giuseppe Di Matteo figlio dell’allora collaboratore di giustizia Santino, boss di Altofonte (PA).

Il ragazzo fu la vittima di una spietata ritorsione nel tentativo, per altro fallito, di far tacere il padre.

“LA MAFIA NON PERDONA E NON DIMENTICA”.

E questo è fra i rigidi principi, fondamento del suo arcaico codice, al quale i suoi adepti prestano fedeltà e cieca obbedienza con cosciente condivisione dei suoi spietati metodi.

Giuseppe venne rapito al maneggio di Altofonte per ordine di Giovanni Brusca, notissimo boss della Famiglia di San Giuseppe Jato, e venne strangolato dopo 779 giorni di prigionia. Aveva 14 anni. Nel tempo a seguire emerse l’agghiacciante calvario del ragazzo ed il suo inevitabile tragico epilogo dal macabro conclusivo rituale tribale. E stando al racconto di uno dei carcerieri il giovane, costretto ad una perenne benda, aveva chiesto di poter ancora vedere il mare.

Nella stessa mattinata, a seguito di un mesto e sofferto pellegrinaggio si è raggiunta, attraverso la vecchia ed impervia “trazzera”, la casa rurale esistente nella tenuta già proprietà di Cosa Nostra ed, oggi, “Giardino della memoria”, dove Giuseppe Di Matteo subì il martirio e l’oltraggio del suo cadavere.

Lì, nel sinistro lager, già prigione e tomba, è stata posta la “CROCE del PERDONO e del RISCATTO”, dono dell’Istituto comprensivo di APRICENA (FG) assieme a due cuscini di fiori bianchi. Raccolti tutti in un caldo ideale abbraccio attorno all’altare dove si è celebrata la  messa e si è pregato, uniti a tanti, tanti bambini; autentica, significativa, innocente presenza codesta.

L’A.N.P.S. Monreale ringrazia la QUESTURA DI PALERMO, per avere concesso il mezzo per il trasporto delle scolaresche in loco, e le Autorità militari, civili e religiose e la banda musicale.

L’A.N.P.S. Monreale non avrebbe potuto senza il supporto e l’ausilio dei succitati, realizzare il suo doveroso progetto.

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