Salvino Caputo e la sinistra monrealese

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Il professore Salvino Caputo appartiene alla vecchia guardia della sinistra monrealese. Esponente del partito socialista, tesserato dei DS, non ha aderito alla nascita del Partito Democratico. Negli ultimi anni ha preferito osservare e studiare la politica nazionale e locale.

La fotografia che ha scelto a corredo di questa intervista risale al 2007, all’esperienza dei DS, quella che, secondo lui, meglio di altre lo rappresenta.

A Salvino Caputo ho chiesto una riflessione sulla sinistra monrealese.

Esiste ancora un elettorato di sinistra? C’è l’esigenza e l’utilità di avere nel consiglio comunale monrealese una rappresentanza dell’elettorato di Sinistra. E con quali uomini e donne?

Tre interrogativi che fanno tremare le mie gambe usurate dal tempo e dal suo scorrere implacabile. Mi soccorre, grazie al cielo, la mia creatura innocente che si chiama “La Congiura degli Onesti”, dove ho avuto modo di chiarire gli interrogativi drammatici della querelle politica monrealese, sulla mia sinistra dei valori e dei bisogni. La nostra città, sine mora, ha bisogno estremo di un’area politica espressa senza indugi da un vero e libero elettorato di sinistra. La gente, magari, si chiederà dove sono ancora ubicati questi matti utopisti, che sognano e credono ancora ad una svolta radicale del governo della nostra città, per uscire dal pantano, dalla palude, dal dissesto finanziario comunale o dal baratro in cui potremmo seriamente precipitare senza una terapia immediata ed urgente sul campo”.

Ha trovato, tra i programmi elettorali dei candidati alla carica di sindaco, proposte con contenuti riconducibili ad un pensiero di sinistra? Esiste a Monreale la sinistra?

Ho letto tutte le bozze di programma elettorale, elaborate dai candidati-sindaci; non le ritengo esaustive né tanto meno risolutive, considerato il contesto drammatico, economico e finanziario in cui dovrebbero innestarsi ed essere operative ed attuabili. Apprezzo lo sforzo di fantasia, spesso inutile nella scala delle urgenze del nostro bene comune, ma pur sempre identitarie e referenziali al progetto dei candidati-sindaci. Diceva il mio adorabile “Contrera”, nella congiura,: < Quannu nta na machina un c’è benzina, a machina non camina. Comu un curnutu, sudatu, ti tocca r’ammuttari! E nta cchianata sù cavoli cappucci, megghiu chiamari u 113, prima c’arrivanu i surci>. Emblematico e realista il mio Contrera. I compagni della sinistra monrealese esistono ancora ed hanno un’identità certificata e storica. I guai e le contraddizioni emergono all’interno dei partiti politici di riferimento. Li conosco tutti a memoria, vecchi degli ultimi 40 anni e giovani adorabili, uomini e donne, che si sentono tutti in una trappola ideologica e strategica, rispetto al contributo di partecipazione nella bagarre elettorale, che il 25 Maggio p.v. eleggerà i nuovi consiglieri della suprema istituzione cittadina, ovvero, il consiglio comunale di Monreale. Sono uomini e donne con le spalle al muro, disorientati, sfiduciati e pessimisti; conoscono a memoria l’irrazionalità del consenso popolare; sanno bene che senza “Putii”, promesse e favori, la gente difficilmente ti esprimerà il suo consenso di stima. Sanno bene che non paga la serietà e la capacità politica in campagna elettorale, ma non demordono e continuano imperterriti la folle corsa al cambiamento. Mi fanno tenerezza! Utopisti in via di esaurimento nella nostra città, ma sani utopisti che si sforzano di dare corpo e attuazione alle speranze e ai veri progetti utili per l’intera collettività monrealese. Sono quattro gatti adorabili, con tanto di curricula professionali, di capacità e di provata esperienza e fede progressista. Complessivamente, il partito di centro-sinistra in cui tutti militano non andrà in bianco in questa tornata elettorale. Ci sono in lista candidati forti e con ottima proiezione di consenso. Penso, (ma ufficializzerò i miei dati di sondaggio elettorale, <un campione di 2500 interviste de visu e 3000 interviste telefoniche>, soltanto Domenica 11 Maggio 2014, ore 21,30 su Facebook), che il PD si attesterà sui 2000 voti. La questione di fondo resta l’area di sinistra progressista, in nettissima minoranza nel PD. Mi auguro di cuore che almeno una donna di questo schieramento possa essere eletta, ha tutte le carte in regola”.

Quale futuro aspetta Monreale?

“Quanto al futuro di Monreale, confesso di essere pessimista. Ci vuole una terapia d’urto che non guardi in faccia nessuno, ed una proiezione graduale che a costi modestissimi rilanci l’immagine di Monreale, fortifichi la macchina amministrativa, decentri il più possibile i servizi, attinga alle grandi risorse dei fondi europei, rilanci una soglia minima dell’occupazione e dei cantieri pubblici, restituisca decoro all’immagine della città, bonifichi il territorio, risolva la questione drammatica dei rifiuti solidi urbani (differenziata e impianti di smaltimento competitivi e sicuri) ed avvii finalmente il grande progetto di svolta storica: <Promuovere una cultura laica che guidi il nuovo processo di superamento del degrado antropologico e culturale>”.

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