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Politica

“Il randagismo, emergenza e soluzioni”: il M5S di Monreale incontra i cittadini

Riconoscimento del problema e possibili soluzioni in discussione

Pubblicato il 5 maggio 2014

“Il randagismo, emergenza e soluzioni”: il M5S di Monreale incontra i cittadini

Monreale, 5 Maggio. Si è svolto ieri pomeriggio, a partire dalle 17;30 presso i locali dell’Ex Hotel Savoia di Monreale, l’incontro dibattito del Movimento 5 Stelle locale dal titolo “Il randagismo, emergenza e soluzioni”.

Alla giornata hanno partecipato, oltre ad un buon numero di interessati, Giuseppe Palazzolo, consulente del deputato regionale Giorgio Ciaccio, Laura Girgenti, referente dell’associazione U.G.D.A. Palermo, Alessio Di Dino, volontario ed animalista, e il candidato Sindaco del M5S, Fabio Costantini.

A moderare gli interventi, Pietro Romano.

Primo relatore dell’incontro, apertosi con la proiezione del video del M5S per le prossime elezioni, è stato Giuseppe Palazzolo, il quale, dopo aver riassunto la storia della legislazione regionale in materia di randagismo, ha esposto la proposta di modifica della legge 15 del 2000 che il M5S regionale, di concerto con varie associazioni ed operatori del settore, sta stilando.

Tante le migliorie apportabili ad uno strumento legislativo il cui principale problema rimane, come più volte affermato nel corso del dibattito seguente, la mancata applicazione:

riduzione del termine di impianto del microchip di riconoscimento da 180 a 90 giorni dopo la nascita del cucciolo, cancellando l’esonero degli animali affidati alle forze dell’ordine;

divieto di vendita per i cani non regolarmente registratiI;

istituzione di un database unico regionale per l’anagrafe canina:

obbligo, per i comuni, di rendicontazione annuale sul randagismo nel proprio territorio;

controllo periodico dei “rifugi sanitari pubblici” da parte delle associazioni accreditate, ed introduzione, negli stessi rifugi, della figura del veterinario comportamentista;

– introduzione della figura del “cane di quartiere”;

promozione di campagne di sensibilizzazione nelle scuole;

obbligo, per i comuni, di istituire un numero verde ed uno sportello informativo ad hoc di concerto con le associazioni del settore;

lasciare i proventi delle sanzioni amministrative derivanti da comportamenti contrari alla legge, nella disponibilità del Comune, il quale dovrà usufruire dei fondi per interventi contro il randagismo.

Di seguito, è intervenuta Laura Girgenti, referente UGDA per la provincia di Palermo, la quale ha esposto le problematiche cui giornalmente va incontro chi opera, da volontario, nel settore, mettendo a disposizione la propria passione per gli animali.

La più grave problematica riscontrata, è l’assenza di un riscontro da parte delle istituzioni pubbliche, le quali, in molti casi, non conoscono neppure l’attuale normativa in merito. La richiesta più forte, quella dell’istituzione di un parco canile nel nostro territorio.

Dello stesso avviso, il successivo relatore, Alessio Di Dino, il quale, sottolineando come la sua opera di volontariato si svolga fuori dall’appartenenza a qualsivoglia associazione, ha posto l’accento sulle difficoltà, anche pratiche, con cui si deve confrontare quasi giornalmente, non ultimo, il mancato supporto delle istituzioni competenti.

Infine, è intervenuto Fabio Costantini, candidato Sindaco del M5S per le prossime elezioni amministrative, il quale ha esposto le proposte del gruppo locale in materia di randagismo, mettendo in luce come le stesse derivino dalla concertazione con le istanze dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore il problema. Quattro i punti principali nel programma del Movimento 5 Stelle locale in merito:

il riconoscimento del problema, fatto non scontato, dato l’attuale misconoscimento della situazione di fatto;

la sterilizzazione e l’istallazione del microchip di riconoscimento negli animali randagi;

l’istituzione del registro comunale degli animali, che renderebbe più semplice il riconoscimento degli animali con microchip, attualmente difficoltoso se il proprietario non denuncia lo smarrimento;

la creazione, nel nostro territorio, su uno dei numerosi terreni confiscati alla mafia, del “parco canile”, un luogo non di detenzione, ma deputato a garantire una sana e breve permanenza degli animali che, una volta sterilizzati e dotati di microchip, siano lasciati liberi nel territorio, ove non siano presenti problematiche relative alla loro pericolosità.

Al termine degli interventi, vi è stato spazio per il dibattito fra i presenti, che ha visto intervenire, tra gli altri, Giuseppe Lo Vecchio, di UNA Monreale.

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