Monreale e il cammino del granchio

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Araba Fenice desk

Nel 1909 Monreale aveva una filarmonica. Incredibile a credersi ma questa foto ritrae proprio questa piccola orchestra monrealese.

Era l’anno in cui in Italia si insediava il governo Sonnino, in cui su «Le Figaro» usciva il Manifesto del Futurismo, in Russia regnava ancora lo Zar. Più di un secolo fa.

Mi raccontano che, ancora nei decenni subito il dopoguerra, Monreale aveva un’orchestra che si esibiva regolarmente al Savoia, luogo in cui si tenevano feste da ballo e in cui verosimilmente si potevano degustare deliziosi sorbetti di limone o gelsomino su una delle più belle terrazze panoramiche su Palermo.

Negli anni che vanno dal 1980 al 1990, grazie a qualche politico illuminato, Monreale aveva un’accademia che si occupava principalmente di cultura, la città ospitava mostre, concerti, concorsi nazionali di musica rock, come quella organizzata dalla rivista “fare musica”, dibattiti cui erano spesso presenti docenti dell’università di Palermo o di altre città italiane; la sera Piazza Guglielmo II era piena di tavolini, ci si faceva musica dal vivo, era invasa da ospiti della vicina Palermo. Proprio così! quella piazza non era un parcheggio perimetrato da un capolavoro unico al mondo, da un Duomo di fama mondiale e da un complesso monumentale settecentesco, ma un punto d’incontro, di svago e perché no? Di svago e di cultura.

Evidentemente poi qualcosa è andato storto. Le amministrazioni succedutesi hanno favorito un lento ed inesorabile degrado culturale e sociale.

Chi oggi aspira a governare questa cittadina dovrebbe innanzitutto chiedersi perché siamo giunti a tanto degrado, perché Monreale è diventata una città fantasma lontana anni luce dalla sua antica vocazione turistica e culturale. Perché questo generale e sconsolante impoverimento, questo cammino del granchio verso il nulla più totale? 

Un consiglio ai giovani politici: Twittate di meno e studiate di più cari aspiranti amministratori, vi vedo così affannati nella raccolta di consensi, turbati da lotte intestine tra fazioni anche interne allo stesso partito. Vi vedo così tristi! Perché questa sensazione date e null’altro: di tristezza. Infinita.

Consultate gli artisti, gli uomini e le donne di cultura, teneteveli stretti, chiedete loro consigli; Monreale è piena di gente preparatissima e di grande valore che probabilmente neanche conoscete; e non la conoscete perché è gente che non vi ha mai chiesto e non vi chiederà mai nulla, perché sanno bene come trattate le questioni in termini di ripartizione di potere: questo lo mettiamo qua perché porta voti, quell’altro perchè è figlio o nipote del tal dei tali.

Non aspettatevi che vengano a bussare alla vostra porta. E’ vostro dovere cercarli, fare una sorta di censimento; 

Queste persone sono disilluse, stanche, piene di un pudore che forse vi è sconosciuto. Andate voi a cercarle!

Informatevi e studiate, se non volete ritrovarvi si amministratori, ma di una cittadina dormitorio degradata a periferia di Palermo, di cui non essere per nulla orgogliosi.

Davide Matera 

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