Una spremuta con: Fabio Costantini

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Araba Fenice desk

Il Movimento 5 Stelle Monreale non ha del tutto definito la lista dei candidati al consiglio comunale. Alcune candidature sono ancora al vaglio, mentre a breve dovrebbe essere fornita un’anticipazione sulla squadra di governo. Fabio Costantini, il candidato sindaco del Movimento, spiega all’inizio dell’intervista le motivazioni che hanno condotto gli attivisti a presentarsi alla competizione elettorale e a rifiutare aggregazioni con altre forze politiche. Quindi chiediamo una valutazione sull’amministrazione di questo paese degli ultimi 5 anni?

Siamo consapevoli della criticità economica di questo periodo storico che ha avuto anche riflessi sul bilancio della nostra città. Siamo però critici sull’attività che quest’amministrazione ha svolto su altri fronti. Penso alle uscite di bilancio. Si sarebbe dovuta avviare un’operazione di riqualificazione della spesa, tesa a migliorare alcuni servizi abbassando i costi, come quello dei rifiuti.

In che modo concretamente si sarebbe potuta ridurre la spesa dell’Ente?

Noi presentiamo il progetto “No cart”. E’ assurdo, è anacronistico che il comune debba ancora sostenere spese di toner e di carta, oggi del tutto superflue con l’avvento della comunicazione digitale. E’ inconcepibile che la comunicazione tra gli uffici debba avvenire tramite il doppino telefonico, quando esiste il “Voice IP”. Ci sono comuni che lo adottano tranquillamente. Ridurremmo la spesa telefonica annua che si aggira intorno ai 400.000 €. Dobbiamo abbandonare la logica che i soldi non ci sono. I margini per la riqualificazione della spesa esistono.

Ha condiviso la scelta dell’amministrazione di aderire al Piano di Riequilibrio Pluriennale?

Non ci saremmo mai dovuti trovare a quel bivio, quando la scelta era ormai ineludibile. Se si fossero affrontati a tempo debito gli sprechi e le clientele alimentate dalla spesa comunale, non ci saremmo oggi posti questo problema.

Rifiuti: come affrontare la questione?

Abbiamo un problema che spesso si manifesta sotto forma di emergenza igienico-sanitaria. L’Europa ha imposto degli obiettivi in termini di raccolta differenziata che sarebbe utili anche per il bilancio comunale. Invece siamo alla situazione di partenza. Più volte sono stati presentati i progetti di raccolta differenziata, di fatto non sono mai partiti, ad eccezione di quella forma volontaria che spinge i cittadini, per amore verso l’ambiente, a recarsi all’Ecocentro. E’ inaccettabile. Il M5S è promotore assieme ad altri comuni della strategia “rifiuti zero”.  Comprende la riduzione dei consumi di materiali d’imballaggio e delle forme di oggetti monouso. E’ una strategia già adottata in alcune aree della Sicilia e anche in alcuni paesi serviti dall’ATO, che riescono a conseguire risultati di raccolta differenziata superiori al 70%. Il Comune di Monreale, oltre a fornire un cattivo servizio ai suoi cittadini, incide negativamente sui bilanci dell’ATO e di conseguenza sulla pressione fiscale di quei paesi virtuosi, come Bisacquino e Giuliana, che raggiungono percentuali di raccolta differenziata del 70%.

Come può diventare il turismo motore dell’economia monrealese?

Il problema del turismo va affrontato in maniera strutturale, e non su singoli temi. Il museo multimediale sarà un valore aggiunto, ma non è l’unica soluzione. Deve essere messo in moto un meccanismo virtuoso. Il turismo è la priorità per l’economia del paese. Dobbiamo essere attrattivi. Il comune deve divenire un creatore di eventi, nei confronti del turista, ma anche dei visitatori, entrambi portatori di risorse economiche. Sono categorie distinte: I turisti, come quelli delle navi da crociera, fanno registrare durante la giornata picchi di flusso alti, ma con una permanenza media. Invece dovremmo concentrarci sui visitatori, che garantiscono una permanenza maggiore nell’arco della giornata. Il complesso storico e monumentale del paese è vario e andrebbe rivalutato, come il Castellaccio e l’Abbazia dei Benedettini a San Martino. Bisogna creare un itinerario interno e deve farlo il comune. Non basta allestire il mercatino di Natale e aspettare che il turista arrivi. Ci vuole una fase di progettazione e la pubblicizzazione degli eventi. Abbiamo l’idea di raccogliere gli operatori del turismo all’interno di un “portale turistico” per Monreale, che costituisca un punto d’appoggio per il turista che approda nella nostra città. Proponiamo il Wi-Fi gratuito, cosicché, non appena il turista accede alla rete pubblica, viene veicolato sul portale turistico dove ritrova tutti i servizi offerti dal comune.

Politiche per i giovani. Quali proposte?

I Giovani vanno impegnati e stimolati, dal punto di vista culturale e professionale. Vogliamo lanciare il progetto Erasmus interculturale monrealese. Il comune deve organizzare, tramite una partnership con altri paesi europei, forme di gemellaggio, che prevedono costi ridotti per il comune stesso. Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo, a Monreale viviamo la difficoltà di intercettare i fondi europei e regionali. Esistono fondi regionali per incentivare l’autoimprenditorialità e per l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Nella nostra squadra abbiamo tecnici che si occupano di progettazione europea e di fondi strutturali.

Quindi assegnerete ad esperti questo compito?

Assolutamente no. Bisogna ripartire dalla riqualificazione del personale del comune. Riteniamo che ci siano personalità valide, in questo momento demansionate o dequalificate e quindi demotivate. Il personale va impiegato al meglio.

Piano viario. Quali progetti?

Prevediamo l’intera riorganizzazione di tutto il territorio di Monreale, non solo del centro storico. Una revisione strutturale del traffico monrealese. Il centro storico va chiuso, senza se e senza ma. La chiusura del centro storico è d’altronde un passaggio che va fatto ai fini del riconoscimento dell’UNESCO.

Vi siete confrontati con i commercianti?

Le categorie dei commercianti vanno coinvolte nel processo decisionale. Il nostro progetto va anche nel loro interesse, perché teso ad incrementare il turismo, a rendere il comune più ricettivo, a creare un’offerta migliore. Non potremo che trovare un accordo. Le nostre idee vanno condivise con la cittadinanza. Noi siamo per la democrazia diretta e partecipata.

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