Monreale, consegnati i lavori per la cantina kaggio

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Araba Fenice desk

Sorgerà un centro di stoccaggio per la commercializzazione dei prodotti delle coop sociali Lavoro e Non Solo, Libera Terra e Placido Rizzotto nella cantina Kaggio, confiscata al capo dei capi Salvatore Riina, piu’ di 20 anni fa.  

Il progetto  già finanziato,  con fondi del PON Sicurezza 2007 – 2013, per un importo di 2 milioni e 77 mila Euro, è stato realizzato dall’architetto Enzo Affranchi che si occuperà anche della direzione dei lavori che saranno realizzati  dal raggruppamento temporaneo di imprese, costituito dalla COFEDIL e dalla TECNO COSTRUZIONI.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consorzio “Sviluppo e Legalità” Filippo Di Matteo che voluto leggere un messaggio del prefetto Giancarlo Trevisone, che nel corso della sua guida alla Prefettura di Palermo si pose come obiettivo il riutilizzo di questa struttura e riuscì ad ottenere il finanziamento da parte del Ministero dell’Interno .

Questa mattina si è svolta la consegna dei lavori davanti la sede della Kaggio e vi hanno preso parte fra gli altri, il presidente del Consorzio Filippo Di Matteo sindaco di Monreale e l’assessore Giangreco, il Vicario-Coordinatore della Prefettura di Palermo Maria Rosa 
Trio, il sindaco di San Giuseppe Jato Davide Licari, il direttore del Consorzio Lucio Guarino, il tenente colonnello Pierluigi Solazzo e il Capitano Paolo Del Giacomo del Gruppo Carabinieri Monreale e i rappresentanti delle Cooperative sociali Libera Terra, Lavoro e Non Solo e Placido Rizzotto.

“Una storia lunga e travagliata – ha dichiarato il presidente Di Matteo – quella del complesso aziendale Kaggio, sito in una delle zone calde della Sicilia e utilizzato negli anni 80 dal clan dei  corleonesi. Il 21 Agosto 2009 , grazie ad una delibera della mia giunta abbiamo  assegnato il complesso  immobiliare di 15000,00 mq al Consorzio Sviluppo  e Legalità il quale, coerentemente con il progetto di riutilizzo per finalità  sociali e occupazionali dei terreni agricoli e dei fabbricati rurali confiscati  nell’Alto Belice Corleonese a Cosa nostra, ha ritenuto di recuperare e  reinserire nel circuito produttivo il complesso immobiliare per destinarlo a  Centro aziendale e di sperimentazione al servizio delle attività consortili sui  beni confiscati”. 

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