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“Perché anche il silenzio può essere una grave complicità”: lettera aperta di Massimiliano Lo Biondo

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Gentile Direttore,
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Chiedendole di potere usufruire ancora del vostro spazio, con la presente, è mio auspicio determinare una riflessione e una consapevolezza sui motivi del silenzio politico sui costi della Tares, in particolare sulle improponibili somme chieste ai cittadini con l’invio dell’ultima rata, azzardatamente definita “conguaglio”.
La presente, già da qualche tempo in embrione, ha trovato una determinata accelerazione dopo che ho assistito alle lacrime di una donna, una madre, che si avviliva per le difficoltà a pagare le bollette, questa volta il “conguaglio” sulla Tares, ben oltre le 200,00 €!
Per quelle lacrime, in pubblica piazza, mi sono chiesto quante altre persone hanno pianto, stavano piangendo o piangeranno per questa o un’altra spada di Damocle.
Quella donna si disperava per trovare, con onore, le somme per saldare quella bolletta.
Mi sono chiesto quanta gente ha dovuto astenersi dal fare qualcosa, anche di affettivo, pur di pagare somme figlie di una gestione scellerata, aiutata (…!!) da chi per anni ha preferito il silenzio alla battaglia politica, dentro e fuori le Istituzioni!
Un silenzio fatto di parole, azioni e gesti, padre di un’ambiguità ugualmente colpevole, volta a non inimicarsi nessuno, “capace” di dare realtà alla celebre frase del “tanto peggio per loro tanto meglio per noi”.
Un silenzio che ho vissuto personalmente quando c’era d’alzare le barricate sulla delibera sul regolamento Tares: giungeva in Consiglio Comunale solo dopo che le bollette erano state già recapitate nelle case dei cittadini! Mi chiedevo e domandavo “com’era possibile che fossero state calcolate le somme senza avere prima approvato le tariffe….?!”
In quell’occasione mettevo in risalto anche l’assurdità dei pareri tecnici favorevoli, alla proposta di regolamento, soprattutto quello a firma di soggetti “tecnici” (fiduciari della politica poiché scelti e nominati dalla stessa) meglio conosciuti per l’attivismo politico e la partecipazione alle competizioni politiche.
Ma niente, nonostante l’evidenza e la ragione dei fatti, quella delibera fu approvata anche grazie a quel silenzio complice di quella gestione.
Una complicità per la maggiore piegata al gioco del “tanto peggio per loro tanto meglio per noi”.
Ma quello è l’emblema di un gioco durato decenni, finito col diventare troppo grande, per tutti, l’alleato oscuro di una gestione scellerata, causa di un dramma che continua a gravare su tanta gente, quella signora.
Una gestione scellerata, aiutata da un imperdonabile e complice silenzio politico (fonte Ministero degli Interni), che per i cittadini ha significato: € 4.885.844,00 nel 2003; € 5.273.884,00 nel 2004; € 6.814.160,00 nel 2005; € 9.324.577,00 nel 2006; € 9.830.631,00 nel 2007; € 7.104.858,00 nel 2008; € 6.478.625,00 nel 2009; € 8.189.613,00 nel 2010; € 8.139.719,00 nel 2011; € 9.927.684,00 nel 2012.
Una (non) gestione all’insegna dei noli dei mezzi, i cui costi (€ 75.969.595,00 alla data del 2012 – fonte Ministero degli Interni) si sono allargati vertiginosamente, di anno in anno, nonostante l’assenza di una vera raccolta differenziata, un’efficiente raccolta dei rifiuti e un trattamento quantomeno dignitoso dei lavoratori (stipendi, cessione del 5° dello stipendio alle finanziarie, contributi, visite mediche). 
E allora da queste mie brevi, molto brevi, considerazioni, nascono queste semplici domande:
A chi e a cosa è servito tutto questo?
E’ questa la “politica” che serve la città?
A cosa serve una “politica” che dopo tanto silenzio si sveglia solo per la campagna elettorale, solo per dire “Non ci sono soldi nelle casse Comunali. Noi non promettiamo nulla, facciamo solo quello che si può fare”?
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