Questione rifiuti? Per Monreale Futura la soluzione esiste: l’impianto a pirolisi

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Ieri pomeriggio, nei locali dell’ex Hotel Savoia, il Movimento “Monreale Futura” ha presentato come intende affrontare il problema rifiuti a Monreale. La soluzione prospettata ha un nome: impianto a “pirolisi”.

Numeri alla mano, il portavoce del Movimento, Davide Parisi, nonché designato assessore, ha illustrato la fattibilità del piano, spiegandone le caratteristiche e presentandone il business plan.

La relazione è stata preceduta da un veloce excursus sulle dichiarazioni rilasciate sulla questione rifiuti alla stampa locale dai passati sindaci (Di Matteo, Gullo, Caputo) e da alcuni esponenti della politica monrealese che, secondo le conclusioni di “Monreale Futura”, non avrebbero focalizzato il problema né tantomeno prospettato una soluzione concreta.

Quindi un’analisi dettagliata della situazione attuale, che trova negli elevati costi di discarica la vera causa di una tassa altissima, e quindi nella raccolta differenziata ma soprattutto in un impianto capace di ridurre al 5% la massa di rifiuti da portare in discarica, la soluzione concreta.

Un impianto a pirolisi è presente a Burgau, tra Stoccarda e Monaco di Baviera, già dal 1982, ad attestarne la fattibilità. In Italia si stanno presentando progetti per realizzarlo a Ragusa e in Val d’Aosta.

Il funzionamento. L’impianto permette di smaltire vari tipi di rifiuti, anche indifferenziati, come ingombranti, rifiuti speciali, rifiuti solidi urbani. Opera ad una temperatura di 450°, in assenza di ossigeno e sottovuoto, e quindi non produce diossina. A differenza degli inceneritori e dei termovalorizzatori che, lavorando rispettivamente a 1500° e a 1300°, in presenza di ossigeno, producono diossina.

Il rifiuto triturato viene caricato nel pirolizzatore e, tramite un processo termochimico, produce un gas, chiamato syngas, un po’ di olio e una piccola parte di ceneri che, dopo un passaggio in un gassificatore, sono inerti e vanno tranquillamente in discarica (5% della quantità iniziale di rifiuti).

Il gas, filtrato e con l’aggiunta dell’olio prodotto, alimenta due motori endotermici che producono energia elettrica. Impatto ambientale prossimo allo zero.

Il business plan presentato in sala ha dimostrato come il progetto possa essere finanziato tramite un leasing che permette di rispettare il patto di stabilità. Il leasing prevede un partenariato Pubblico/Privato, in cui il rischio di costruzione e di disponibilità rimane in capo al soggetto privato (costruttore – finanziatore). L’impianto viene consegnato alla P.A. chiavi in mano, pronto ad operare, senza che il comune abbia dovuto affrontare fino a quel momento alcuna spesa. Solamente dopo il collaudo l’Ente comincerà a pagare le rate del leasing.

Una sintesi del business plan:

Costo dell’impianto: 12 milioni di euro.

Valore rata leasing annuale: 1,5 milioni di euro

Costo manodopera (6 operatori): 150.000 euro

Costo complessivo annuo 1,65 milioni di euro

Analizziamo quindi la convenienza dell’impianto:

Attuale spesa per il conferimento in discarica, (anno 2013): (80 €/t x 60.000t) 4,8 milioni di euro

Ricavi vendita energia elettrica: 1,5 milioni di euro

Costo complessivo annuo 1,65 milioni di euro

Ricavi + risparmi: 6,3 milioni di euro

Bilancio: + 4,65 milioni di euro annui

Parisi ha inoltre spiegato che con il progetto “Jessica”, destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, si può accedere a fondi comunitari. Oppure si potrebbe finanziare l’impianto partecipando al bando comunitario “Orizzonte 2020”, presentando il progetto entro maggio 2015. In ogni modo, dopo avere terminato il pagamento delle rate del leasing, si abbatterebbe ulteriormente il costo annuale.

Il progetto di “Monreale Futura” consentirebbe quindi l’abbattimento del costo della TARES, a fine della prossima legislatura, dall’attuale 5,76€/mq a circa 1,60€/mq.

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