Una spremuta con: Natale Sabella

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Araba Fenice desk

L’architetto Natale Sabella ha già rivestito negli anni che vanno dal 1985 al 1992 l’incarico di consigliere comunale ed anche di assessore presso il comune di Monreale. Dopo una lunga assenza si ripresenta sulla scena politica monrealese. La prima domanda che gli abbiamo rivolto riguarda quindi il perché di questa decisione.

Durante questi ventidue anni la città, che prima aveva servizi ed un’organizzazione, ha vissuto un’esplosione edilizia che l’ha trasformata in una città senza servizi, disordinata, priva di una macchina comunale efficiente. Bisogna recuperare questo spazio temporale perduto. Di fronte ad una crisi mondiale la politica non ha avuto una capacità di incidenza, i privati non hanno trovato un punto di riferimento nel comune. Nella nostra città vi sono grandi disuguaglianze, forme di emarginazione, disoccupazione. La politica deve dare una risposta.

Perché il nome Monreale Futura?

Abbiamo scelto “Movimento Monreale Futura, città e territorio”, perché abbiamo una città ed un territorio, due elementi fondamentali che divengono un’unica cosa. Le frazioni sono parte del territorio, hanno bisogno di servizi, che non vengono offerti con la motivazione che non vi sono le condizioni economiche. Invece noi, come Meridione, possiamo essere inclusi tra le cosiddette “zone depresse” e progettare il nostro futuro attraverso i fondi comunitari. Abbiamo già svolto un incontro tematico sui fondi comunitari. E’ un fiume che ci passa accanto e noi non abbiamo saputo raccoglierne una sola goccia.

Le cause?

C’è un problema strutturale all’interno degli uffici tecnici. Bisogna fornire ai dipendenti pubblici la formazione necessaria per prepararli a presentare progetti per accedere ai bandi pubblici. L’amministrazione ha separato la parte politica da quella gestionale. La politica deve sovraintendere la parte gestionale, non entrare in conflitto con essa, come avviene oggi. La politica fornisce un indirizzo programmatico, a medio e a lungo termine. Oggi il piano triennale è un elenco che non vale niente. Così come il piano dei fabbisogni della classe impiegatizia.

La condizione delle strade è tale non perché manchino i soldi ma perché la classe politica non ha sfruttato le risorse presenti nel territorio per creare ricchezza: è necessario istituire percorsi enogastronomici, creare una rete di collegamento tra tutte le attività di ristorazione, i monumenti e le aree archeologiche presenti nel territorio e vicino al territorio.

Un’analisi della gestione dell’ATO e una valutazione dell’ARO.

Se con l’ARO dovessimo avere la traslazione dell’ATO non si risolverà nulla. Il problema sta nel non avere fatto mai la raccolta differenziata che, nell’arco di alcuni anni, ci permetterebbe di ridurre la TARES del 50%. Tramite un impianto a “Pirolesi” possiamo smaltire rifiuti producendo energia elettrica e termica per alimentare una frazione come quella di Grisì o di Pioppo. Il progetto è chiaro, semplice e già applicato in altri luoghi. Il costo, ammortizzato dal risparmio, non incide sul patto di stabilità. Ma abbiamo bisogno di cultura, di energie positive.

Come può il turismo diventare risorsa economica?

Noi di Monreale Futura abbiamo una visione della gestione del turista differente da quella del sindaco attuale. Non accettiamo che il turista vada a chiudersi all’interno del museo multimediale del Complesso Guglielmo II per vedere la rappresentazione digitale di quello che c’è a Monreale. Monreale, per la sua conformazione e per i suoi beni culturali e naturalistici, ha bisogno che il turista viva le sue strade, le sue chiese, vada nei suoi negozi. I posti letti di cui parla il sindaco sono dovuti unicamente alla capacità imprenditoriale dei privati. Bisogna creare un brand di Monreale, e pubblicizzare la nostra città all’estero. Bisogna essere attrattivi, creando ospitalità, vivibilità. Ai fini dell’inserimento nella lista dell’UNESCO, quali servizi offriamo al turista? Bisogna avviare percorsi costruttivi che diventino produttivi.  Adesso non riusciamo ad attrarre imprenditori, li allontaniamo.

Quali progetti per i giovani?

Molti giovani sono andati via per motivi di studio e di lavoro. Io chiedo a loro, ricchi delle esperienze fatte fuori, di aiutarci. I giovani possono tornare a lavorare a Monreale. Da sindaco ho in progetto di affidare a cooperative di giovani le terre demaniali, che potranno gestire utilizzando i finanziamenti statali ed europei.

Piano traffico.

E’ obbligatorio per i comuni sopra i 30.000 abitanti redigere il piano urbano del traffico. Noi non l’abbiamo fatto. A Monreale si vive di consuetudini. Non c’è più l’ordine, la normalità. Dobbiamo riportare ordine, disciplina, rispetto per i pedoni. Bisogna riordinare gli spazi pubblici.

Un’anticipazione della squadra di governo?

I nomi saranno ufficializzati il 30 Aprile. Tre persone sono già designate, e si occuperanno del territorio, del turismo, della sostenibilità, dell’ambiente. Non sono figure tecniche in senso stretto. (Nel corso dell’intervista l’arch. Sabella si fa scappare i nomi di Davide Parisi e Pippo Macaluso, ndr).

Tutto quello che è negativo può diventare positivo. Un esempio. E’ certo che dobbiamo ripristinare il servizio di trasporto pubblico dell’AMAT. Penso anche che il percorso pedonale che conduce dalla Rocca a Monreale, di concerto con il Comune di Palermo, possa essere rimodulato in chiave turistica, nel tratto tra la fontana del Drago e l’ex Ospedale di San Ciro.

A Monreale vanno riformati tutti i regolamenti, vecchi di 30/40/50 anni, che non servono più a nulla. E penso a quel grande motore di Monreale che è il piano regolatore. Non possiamo attendere altri 20/30 anni, ed intanto assistere al disastro che abbiamo intorno. Dobbiamo rivederlo. Non esisterà più la cessione del 30%. Le montagne franano, il dissesto idrogeologico è enorme.

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