Scintille tra Salvino Caputo e Filippo Di Matteo

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Monreale, 3 aprile. Stamani l’avvocato Salvino Caputo, esponente di Forza Italia, attaccava l’attuale sindaco di Monreale, nonché attuale presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità Filippo Di Matteo, in merito all’esclusione come parte civile dello stesso consorzio nel processo Nuovo Mandamento. Caputo ha ritenuto necessario evidenziare il silenzio dell’Amministratone comunale di Monreale.
Adesso arriva, puntuale e secca, la risposta del sindaco Filippo di Matteo che, come sembra, rispedisce al mittente le critiche mosse da Caputo. 

Di Matteo spiega che ad essere esclusi dalla costituzione di parte civile sono stati diversi enti, fra i quali il Comune di Palermo, Associazione Antonino Caponetto, Associazione SOS Democrazia e Libere Terre, Centro Padre Nostro, Confindustria Sicilia, IRSAF, l’Associazione “Libero Futuro” ed altri ancora. 
Il sindaco, inoltre, non tarda a inviare una frecciata al compagno di partito: “L’avvocato Salvino Caputo, prima di scrivere l’articolo e mettere in dubbio la professionalità dei colleghi, avrebbe fatto meglio a leggere la motivazione della esclusione che non è avvenuta per un fatto tecnico-professionale o per motivi di strategia difensiva poco efficace e non esaustiva, bensì per il seguente motivo: “Lo statuto prevede come scopo istituzionale dell’ente quello dell’amministrazione diretta e indiretta dei beni confiscati alla mafia, non c’è, pertanto, la necessaria immedesimazione con l’asserito interesse al contrasto della criminalità mafiosa”. Secondo il primo cittadino, il Consorzio Sviluppo e Legalità non sarebbe, pertanto, legittimato alla costituzione di parte civile.
“Credo – continua Di Matteo- che l’on. Caputo, non dica la verità nel momento in cui afferma che il Consorzio “Sviluppo e Legalità” altre volte si sia costituito parte civile in processi di mafia ed era stato regolarmente ammesso. Questa è la prima volta che il Consorzio si è costituito parte civile .Sono certo che l’avvocato Caputo in passato, quando rivestiva la carica di presidente del Consorzio “Sviluppo e Legalità, non si è costituito parte civile in processi di mafia, o perché aveva già anticipato la motivazione di oggi o per altri fatti a noi ignoti”.

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