Consorzio Sviluppo e Legalità, Salvino Caputo accusa: “Silenzio dell’Amministratone di Monreale”.

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Araba Fenice desk

Monreale, 3 aprile – “Non so se sia stata determinata da una strategia difensiva poco efficace o da una non esaustiva illustrazione a Giudice Gioacchino Scaduto , del ruolo del Consorzio Sviluppo e Legalità nel concreto contrasto alla Mafia nel nostro comprensorio, ma è chiaro che l’esclusione dall’ammissibilità delle parti civili nel processo Nuovo mandamento rappresenta una mortificazione del ruolo dell’importante sodalizio”.

Con queste parole, Salvino Caputo, tra i fondatori del Consorzio che gestisce i beni confiscati alla criminalità organizzata, attacca duramente l’amministrazione del Comune di Monreale in merito all’esclusione del Consorzio Sviluppo e Legalità dal novero delle Parti civili ammesse nel Processo avviato nei confronti di boss e gregari del nostro territorio di Monreale.

“E’ certamente non condivisibile – dichiara Caputo – dal punto di vista giuridico e sociale l’esclusione dalle Parti civili del Consorzio che dal 2000 a oggi ha rappresentato la punta avanzata nel territorio tra Monreale e Corleone del contrasto a Cosa Nostra. Così come Cosa nostra con la sua costante attività di minacce, intimidazioni e attentati nei confronti delle cooperative giovanili che gestiscono e coltivano i beni sottratti ai boss mafiosi o di danneggiamenti nei confronti degli stessi immobili, ha arrecato gravi danni alle iniziative di contrasto a Cosa nostra e ai suoi più pericolosi esponenti.

L’esponente di Forza Italia critica la partecipazione del Direttore del Consorzio Lucio Guarino partecipa a un incontro Onu sul ruolo del Consorzio Sviluppo e Legalità proprio mentre lo stesso Consorzio è escluso dal novero delle Parti civili nel processo.

Infine l’attacco all’amministrazione: “Mi stupisce il silenzio proprio dell’Amministratone comunale di Monreale il cui vertice rappresenta, come presidente di turno il Consorzio. Vero è che siamo al termine dell’esperienza di quest’Amministrazione ma mi sarei aspettato una forte presa di posizione giuridica e politica contro questa decisione che penalizza quattordici anni d’impegno concreto contro la Mafia”.

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