Mario Caputo (FI): Chi ha impedito la definizione del Piano Regolatore Generale?

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Araba Fenice desk

Monreale, 26 marzo 2014 – “Mi chiedo come mai nonostante siano trascorsi 5 anni dall’elezione del sindaco di Monreale Filippo Di Matteo e 10 anni dalla elezione dell’ex sindaco Salvatore Gullo, a distanza di qualche settimana dal voto, il Piano Regolatore Generale rimanga in fase di assoluta paralisi. Si è trattato di problemi di natura tecnica o finanziaria o di una precisa volontà di evitare che Monreale possa dotarsi di un moderno strumento urbanistico?

Mario Caputo, consigliere comunale di Forza Italia, riaccende le luci sull’inesistenza a Monreale del piano regolatore che permetterebbe di “evitare il proliferarsi di lottizzazioni che hanno disorganizzato il territorio oltre che avere incentivato il fenomeno dell’abusivismo edilizio”.

“È stato messo a disposizione negli anni – continua il consigliere – un locale appositamente organizzato per l’ufficio del Piano Regolatore; sono stati acquistati macchinari e materiali. Un gruppo di dipendenti comunali dotati di alta professionalità è stato sollevato da altri incarichi di lavoro e destinato esclusivamente alla redazione del Piano Regolatore Generale”.

Per Caputo la serie di commissari nominati dalla regione sarebbero conseguenza dei ritardi da parte dell’attuale amministrazione comunale nel definire lo strumento urbanistico. “L’attuale amministrazione ha anche avviato un contenzioso di natura amministrativa per osteggiare la nomina da parte della regione di un commissario ad acta. Ancora oggi il comune si trova commissariato e non sono state neanche reperite le somme per lo studio di fattibilità delle aree in frane”.

Temo però – ipotizza il consigliere – che non vi sia stata la volontà e la determinazione per definire lo strumento urbanistico e si sia preferito invece lasciare il campo a progetti di lottizzazione e variante che hanno disorganizzato il territorio.

Ho chiesto – ha concluso Caputo – all’assessorato regionale al territorio e ambiente di nominare un commissario non per verificare i ritardi, ma per relazionare sulle circostanze che hanno di fatto impedito la definizione dello strumento urbanistico della nostra città”.

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