Palazzo Arcivescovile di Monreale: Presentazione del saggio “Ad erudiendam fidelium plebem”

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Introdurrà la presentazione S.E.R. Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, Interverrà il Prof. Marco Clementi, dell’Università della Calabria, modererà Antonino Pileri Bruno, della Facoltà Teologica di Sicilia. Sarà presente l’autrice del volume.

Questo volume propone un’accurata versione italiana del primo catechismo paleobulgaro/paleoslavo (il Prologo della Vita Methodii di Clemente d’Ocrida) e della Biblia pauperum russa, la quale peraltro ha – secondo lo studio sviluppato dall’Autrice di queste pagine – tante eco nell’ammirabile Bibbia musiva che si dispiega dentro il Duomo di Monreale, nel cuore del Mediterraneo.

“Operai dell’ultima ora” solevano definirsi gli Slavi di fede ortodossa per la loro tardiva conversione. Il Vangelo era stato loro predicato soltanto fra gli ultimi lustri del secolo IX (il Primo impero di Bulgaria) e la vigilia del Mille (la Rus’ kieviana). La loro cristianizzazione segnava anche il loro ingresso nella grande storia europea.

Fra i tanti, repentini, cambiamenti radicali, che la conversione alla fede cristiana apportò alla loro esistenza, svetta la scoperta delle litterae, che a breve avrebbe favorito la nascita di due ragguardevoli tradizioni scrittorie, rispettivamente a Occidente e a Oriente del Ponto. In capo a qualche lustro sbocciavano letteralmente dal nulla in Preslav e Ocrida le due scuole scrittorie del Primo impero di Bulgaria tra fine IX e inizio X secolo. La Rus’ kieviana, invece, immersa nel fonte battesimale per volere del principe Vladimir Svjatoslavič nel 988, cominciò ad affermare il proprio anelito a una tradizione scrittoria autoctona subito dopo l’insediamento del primo metropolita russo, greco però di natali, in quel di Kiev nel 1037.

La grande fierezza etnica e il radicato amore per l’indipendenza, elevati a bene supremo della propria dignità, stimolarono la genesi di una produzione scrittoria atta a garantire la trasmissione della propria memoria storica. Kiev, come già Preslav e Ocrida, seppe dare prove encomiabili di grande autonomia e soprattutto di ragguardevoli capacità di fruire con disinvoltura delle variegate conquiste di una tradizione, quale era quella del cristianesimo orientale, di poderosa ricchezza tematica e complessità di percorsi individuali.

Questo volume racconta e documenta anche tale storia.

(fonte www.aldakossova.it)

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