Gli alunni del Novelli in una giornata dedicata alla legalità

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Magnifica giornata, mercoledì scorso, con la Polizia di Stato in occasione del progetto “Se vuoi”: un percorso che mira a riscoprire valori universali come il rispetto, l’onestà, la giustizia e la legalità.

Alcuni poliziotti: Salvatore, Sergio, Gaspare, Alberto e Giuseppe, a bordo di un pullman della Polizia di Stato, hanno accompagnato gli studenti delle classi V B e V E della Scuola elementare “Pietro Novelli” all’interno della città di Palermo presso quei luoghi dove alcuni uomini, per stare schierati dalla parte del BENE e della GIUSTIZIA, hanno perso la vita.

Giunti nei siti hanno ascoltato le testimonianze dei familiari o dei collaboratori del tempo che furono e, così, hanno potuto conoscere i pensieri di questi uomini e i loro ideali. Al mattino, gli alunni sono partiti alla volta di piazza Anita Garibaldi, luogo dell’uccisione di P. Pino Puglisi.

Dalla testimonianza raccontata da un fedele che ha conosciuto Puglisi nel periodo in cui lui era parroco, è emerso che Don Pino non era un prete antimafia, in quanto non era Anti rispetto a niente, ma lui era Pro l’uomo cioè per l’uomo perché ognuno, in un percorso di totale legalità e rispetto dell’altro, potesse comprendere la propria vocazione.

Procedendo, sono giunti presso la pasticceria Marsicano dove hanno consumato qualcosa acquistata proprio in questo bar, in quanto facente parte di quei negozi che espongono il logo ADDIOPIZZO \ PAGO CHI NON PAGA, dal momento in cui il titolare ha denunciato gli estorsori che puntualmente gli chiedevano il pizzo. La moglie del titolare, dopo la lettura di una lettera scritta dal figlio in cui parlava del problema della mafia, invitava i bambini a lottare contro questa piaga rispettando le regole, seguendo sempre la legge della giustizia e cercando di essere coerenti con le proprie idee.

Successivamente hanno raggiunto il Reparto Volo, sito a Boccadifalco, dove hanno visitato gli interni di un elicottero della Polizia di Stato, hanno assistito all’atterraggio di uno di questi e hanno visionato un filmato importante nel quale venivano rappresentati episodi che simulavano diverse forme di illegalità a cui i ragazzini possono andare incontro: atteggiamenti di bullismo, uso di droghe, abusi da parte di pedofili attraverso internet. Alcuni spot presenti nel filmato, inoltre, li invitavano a non essere deboli di fronte a qualunque situazione pericolosa gli si poteva presentare e ad essere coraggiosi nel denunciarla o nell’evitarla.

Dopo un pranzo, consumato presso la Caserma “Lungaro” sono andati al reparto scorte, all’interno della suddetta, dove hanno incontrato il Capo del Reparto Scorte che gli ha illustrato le dinamiche di questo tipo di servizio.

Successivamente, sono giunti nella sezione della Squadra Mobile dove sono stati accolti da alcuni funzionari della sezione investigativa S.C.O. che gli hanno fatto vedere alcuni cortometraggi sulla lotta al racket e sulle stragi del 1992. Nello stesso luogo hanno incontrato il Vice Questore, Dr. Antonio Sfamemi che in maniera molto esaustiva ha risposto alle diverse domande che gli studenti hanno posto facendoli riflettere sui vantaggi che si possono avere rispettando le regole sin da ora che sono in fase di crescita.

Nel pomeriggio sono andati a Cinisi presso la “Casa Memoria di Peppino Impastato” dove, Giovanni, il fratello di Peppino, ha raccontato loro la storia del giornalista, li ha accompagnati nella visita dei locali dell’abitazione e li ha guidati nel tragitto che, dalla casa di Peppino Impastato, portava in quella di Badalamenti, contando tutti insieme i CENTO passi che distanziano i due edifici. Alla fine, Giovanni Impastato li ha salutati invitandoli a riflettere sull’opportunità di rispettare le regole comportandosi in modo coerente con le proprie idee.

Ultima tappa della visita guidata, ma l’inizio del percorso della loro vita, così l’ha definita, l’ex capo delle scorte che a quei tempi scortavano il giudice Giovanni Falcone, è stata il luogo adiacente il canale dentro il quale sono stati collocati quei quantitativi di tritolo la cui esplosione ha ucciso il giudice, la moglie e gli agenti della scorta. L’ex poliziotto ha raccontato diversi momenti in cui lui avrebbe rischiato la vita durante la sua professione, evitati grazie a delle situazione occasionali che gli hanno impedito di essere presente a diversi attentati tra cui quello di Giovanni Falcone. Dopo aver invitato i ragazzini ad un minuto di raccoglimento sotto la Stele, lì presente, su cui sono scritti i nomi di tutte le vittime della strage di Falcone, li ha esortati a seguire l’esempio del giudice, cioè, ad essere coerenti con le proprie scelte, sin da ora, seguendo i valori della giustizia, del rispetto, dell’onestà e della legalità.

A fine giornata, gli alunni hanno riflettuto sul fatto di quanto sia molto meglio vivere dalla parte delle Forze dell’Ordine ed in generale delle Istituzioni e di quanto sia bella una vita vissuta seguendo sempre la legge della GIUSTIZIA.

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