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Editoriali

Il programma, quel grande assente della campagna elettorale monrealese

Dovrebbe essere il principale protagonista ma ancora tarda ad arrivare

Pubblicato il 23 marzo 2014

Il programma, quel grande assente della campagna elettorale monrealese

Durante gli ultimi due weekend la politica locale è stata posta al centro dell’attenzione dei cittadini monrealesi. Il dibattito si è posizionato tutto sulla prova di forza dei due principali aspiranti al trono del sindaco uscente Di Matteo.

Il presidente del consiglio Alberto Arcidiacono e il consigliere comunale Piero Capizzi hanno aperto la campagna elettorale per le amministrative 2014 dinanzi ad una fitta platea di sostenitori acclamanti, circondati da un parterre di tutto rispetto di deputati regionali e nazionali che hanno serrato i ranghi intorno al proprio candidato.

Una dimostrazione di forza forse utile ad intimorire gli avversari e a convincere gli elettori più reticenti a ripiegare verso un voto utile. Ma anche una manifestazione volta ad impressionare e a persuadere i consiglieri comunali uscenti e i tanti candidati consiglieri ancora incerti su quale schieramento scegliere. E soprattutto indirizzata a convincere qualche big sponsor ancora titubante, a fare la scelta di campo più opportuna nella direzione del candidato più forte, ma anche più accreditato e influente sui quei politici di serie A, quelli dei Parlamenti regionale e nazionale accorsi all’evento.

In entrambe le assemblee i presenti hanno potuto assistere allo stesso copione: una veloce disamina dei problemi della città non ancora risolti dall’attuale amministrazione, a testimonianza del suo fallimento e della necessità di un ricambio, a seguire una rapida e superficiale esposizione dei punti al centro del loro programma, e quindi un’apologia del candidato, chiamasi Arcidiacono o Capizzi, rilasciata dagli illustri rappresentanti regionali e nazionali, accorsi a presentare il proprio candidato come l’unico soggetto politico capace a Monreale di interpretare il cambiamento e di trovare la soluzione ai problemi del paese. Un endorsement, quest’ultimo, che verrà certamente restituito in occasione della contemporanea campagna elettorale per le Europee.

Il fragore degli applausi da parte degli astanti non è mancato e il calore nei confronti degli aspiranti sindaci si è sentito. Forte. Il pubblico intervenuto si è dimostrato pienamente soddisfatto dinanzi a quanto ha assistito, e i tanti candidati al consiglio comunale che riempiranno le liste elettorali collegate ai due candidati sindaci avranno trovato la giusta conferma per la scelta fatta. Obiettivo raggiunto.

Due pomeriggi di grande festa, che hanno replicato lo stesso format presentato più di un mese fa da Forza Italia, in occasione dell’avvio della campagna elettorale a sostegno del sindaco Di Matteo. Anche lì abbiamo assistito all’abbraccio dei big di FI nei confronti del sindaco uscente.

A mancare, durante queste presentazioni, è stato ancora il vero protagonista, tanto atteso, della campagna elettorale: il programma. Preannunciato, ma non ancora sottoposto al giudizio degli elettori. Sorge il timore che le soluzioni ai numerosi problemi del paese non siano all’altezza delle aspettative. Ed il dubbio che gli argomenti a disposizione delle forze politiche intenzionate a sottrarre la poltrona a Di Matteo saranno basati più su annunci che su dati e misure concrete.

A soli due mesi dal voto ci viene chiesto di dare il nostro sostegno ad un progetto politico ancora privo di contenuti. E’ come se ci venisse proposto di acquistare un bellissimo pacco dono del quale conosciamo solamente la carta che lo avvolge, ma non il suo contenuto. Un pacco ancora da riempire. Con la promessa di riempirlo in futuro.

Speriamo, da elettori, di rimanere invece sorpresi, durante questi 60 giorni che ci separano dal voto, dal peso dei contenuti e dalla solidità dei programmi che ci verranno sottoposti.

Su quella piattaforma inviteremo i cittadini a riflettere ponderatamente per fare la scelta più opportuna.

Rimaniamo in attesa che arrivi quel giorno.

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