Monrealese condannato per aggressione nei confronti del fratello

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La vicenda ha visto coinvolti due fratelli monrealesi entrati in contrasto per alcune vicende legate all’eredità dei genitori. In particolare l’imputato Triolo Salvatore in più occasioni aveva cercato di ostacolare il fratello Castrenze nell’utilizzo di un immobile.

Fra i due già in passato vi erano stati degli screzi, limitatisi a scontri verbali, fino all’otto luglio 2010, quando, così come è stato ricostruito in sede processuale, Salvatore si era recato a casa del fratello Castrenze e, senza bussare, si era addentrato all’interno della proprietà. Alla vista del fratello particolarmente agitato, Castrenze lo aveva invitato ad andare via. Tra i due era quindi nata una colluttazione in cui Castrenze aveva avuto la peggio, venendo ferito dal fratello Salvatore con dei morsi al volto ed al torace.

In particolare il morso al volto è stato particolarmente brutale da costringere il Castrenze a ricorrere alle cure del pronto soccorso e del reparto di chirurgia plastica dell’ospedale civico di Palermo. Per suturare la ferita a lembo con perdita di sostanza sono stati necessari ben 12 punti di sutura.

La parte lesa è stata difesa dall’avv. monrealese Rosaria Messina (nella foto). L’imputato è stato difeso dall’avv. Vincenzo Giambruno, anch’egli monrealese.

Al sig. Triolo Castrenze è stata riconosciuta una invalidità permanente.

Al fratello Salvatore sono stati contestati i reati di cui agli artt. 582, 583 comma 2 n 4 e 585 in relazione all’art. 577 comma 2 c.p., nonché il reato di cui all’art. 610 c.p., per i quali sono previste pene molto severe. L’avv. Vincenzo Giambruno in sede di udienza preliminare aveva chiesto nell’interesse del proprio assistito di procedere con le forme del rito abbreviato.

La parte offesa, Triolo Castrenze, nella stessa sede, si era costituita parte civile.

La tesi difensiva dell’imputato è stata improntata sull’ipotesi della legittima difesa, tesi non accolta dal Gup, atteso anche che agli atti non risulta alcuna prova della “controaggressione”. Infatti il Triolo Salvatore non ha depositato alcun referto medico né ulteriori prove.

L’avv. Messina sottolinea che, a differenza di quanto sostenuto dalla difesa dell’imputato, la lettura degli atti e le modalità stesse dell’aggressione non lasciano spazio ad interpretazioni equivoche o diverse rispetto a quelle correttamente valutate dal Tribunale.

Inoltre, la parte offesa sarà costretta a convivere per sempre con una cicatrice di oltre cinque centimetri sul volto, da ciò il diritto al risarcimento del danno la cui quantificazione è stata rimessa in sede civile.

Alla parte civile è stata comunque riconosciuta una provvisionale di €10.000,00.

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