Nuovo Ordinamento Contabile degli Enti Locali

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Dal 01 gennaio 2015 entrerà in vigore il Nuovo Ordinamento Contabile degli Enti Locali che si armonizzerà con le procedure contabili delle altre pubbliche amministrazioni, anche al fine del consolidamento dei conti pubblici.

L’art. 1 del D.Lgs. 170/2006 sottolinea come “l’armonizzazione dei bilanci pubblici ha per oggetto l’omogeneità dei bilanci e dei sistemi di rilevazione contabile delle Regioni e degli enti locali rispetto al bilancio dello Stato e le consequenziali procedure di consolidamento dei conti pubblici anche ai fini di garanzia degli equilibri di finanza pubblica e del rispetto del patto di stabilità e crescita”.

 

D: Come si sta preparando il Comune di Monreale a questo appuntamento?

Abbiamo incontrato l’assessore al bilancio Giuseppe La Fiora al quale abbiamo rivolto la nostra domanda.

R: “Il primo gennaio 2015 è una data storica per l’ordinamento contabile degli Enti Locali. Infatti dopo un periodo di sperimentazione iniziato nel 2012 e che ha visto coinvolti alcuni Comuni pilota e qualche Regione, dal prossimo 1 gennaio il nuovo ordinamento contabile entrerà definitivamente in vigore per tutti gli Enti Locali. Tale cambiamento, disciplinato dal D. Lgs. 118/2011 e dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) 28 dicembre 2011, non riguarda tuttavia soltanto l’armonizzazione dei sistemi contabili, come Lei ha ricordato, con l’adozione di piani dei conti e schemi di bilancio uguali da parte di tutte le amministrazioni pubbliche al fine della loro comparabilità e consolidamento, ma l’aspetto che invece ritengo più importante della nuova contabilità degli enti locali è dato dall’introduzione del principio contabile della “competenza finanziaria potenziata” (e dalle sue modalità applicative), che rivoluzionerà sensibilmente le registrazioni contabili, avvicinando chiaramente il bilancio di competenza a un bilancio di cassa”.

D: Potrebbe spiegare meglio, anche per i non addetti ai lavori, quest’ultima novità?

R: “La gestione delle entrate e delle spese di un Ente locale prevede sostanzialmente due fasi. Per le Entrate c’è prima la fase dell’accertamento, che in genere coincide con il momento in cui sorge per l’Ente il diritto a percepire quell’Entrata. Poi c’è la fase della riscossione effettiva, che può avvenire anche in un esercizio successivo. Per le spese invece si parla di impegno e di successivo pagamento. Attualmente il bilancio degli Enti viene redatto per competenza, per cui vengono imputate le entrate al momento del loro accertamento e le spese al momento del loro impegno, anche se verranno rispettivamente incassate o pagate in un esercizio successivo. Questo comportamento dà luogo al fenomeno dei residui attivi e passivi, cioè ad entrate e spese accertate e/o impegnate in un esercizio ma riscosse e/o pagate in un esercizio successivo.

Con il nuovo principio della competenza finanziaria potenziata che sarà introdotto dal 01 gennaio 2015 invece le entrate e le spese dovranno essere imputate nel bilancio dell’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza, seppure giuridicamente perfezionata in un esercizio precedente”.

D: Può farci qualche esempio per essere più chiari?

R: “Se la bolletta dell’acqua del II semestre 2014, emessa nel 2014, ha scadenza 28 febbraio 2015, benché l’obbligazione si sia giuridicamente perfezionata nel 2014 in quanto il diritto del Comune a percepire quell’Entrata è già sorto, tuttavia poiché la scadenza è nel 2015, l’entrata relativa dovrà essere imputata nel bilancio 2015 dell’Ente. Fino ad oggi invece tale entrata sarebbe stata imputata sul bilancio 2014 in quanto l’accertamento è del 2014, dando origine poi a residui attivi per un pari importo.

In sostanza nei bilanci andranno soltanto entrate e spese che scadono nell’esercizio cui si riferisce il bilancio stesso, riducendo al minimo il fenomeno dei residui attivi e passivi. Capite bene cosa questo comporta e quale impatto avrà nella predisposizione dei futuri bilanci”.

D: Quindi questo determina una rivoluzione anche sotto l’aspetto gestionale.

R: “Decisamente, lei ha centrato l’argomento. Quello che voglio evidenziare è che le novità del nuovo ordinamento contabile non sono solo un “problema” degli Uffici di Ragioneria, ma rivoluzionano tutta la gestione dell’Ente, per cui coinvolgono amministratori, dirigenti e funzionari che gestiscono entrate e spese.

La riforma richiede un cambiamento culturale da parte di tutti gli attori della gestione dell’Ente, oltre che ad una revisione immediata di tutti i residui attivi e passivi conservati in bilancio al fine di verificarne i presupposti del loro mantenimento in funzione della riforma. Per fortuna noi abbiamo già fatto un primo importante lavoro di revisione straordinaria di tutti i residui in occasione dell’adozione del piano di riequilibrio pluriennale, ma l’attenzione va tenuta alta su questo fronte”.

D: Come pensate di muovervi?

R: “Dobbiamo muoverci con congruo anticipo, perché non si può aspettare il 01 gennaio 2015 in maniera passiva. Occorre già avviare comportamenti attivi finalizzati a trovarsi pronti con l’appuntamento, non solo da parte degli Uffici di Ragioneria. Abbiamo già programmato per giorno 20 marzo prossimo alle ore 09:00 una riunione di servizio a Villa Savoia alla quale faremo partecipare tutti i dirigenti ma anche i dipendenti che si occupano nei loro uffici di gestione delle entrate e delle spese. Bisogna subito familiarizzare con le novità ed avviare il cambio culturale, oltre che operativo. Ritengo che a seguire organizzeremo dei corsi di formazione mirati”.

D: Pensa che il Comune di Monreale è pronto per tale cambiamento?

R: Ci sono almeno due motivi per rispondere si alla sua domanda. Il primo motivo risiede nella fortuna di disporre, nel nostro Comune, di un Ufficio di Ragioneria che, insieme all’Ufficio Tributi, sono chiari esempi di eccellenza. Senza voler togliere nulla a nessuno, posso affermare che vi lavorano “professionisti” seri e dotati di grande elasticità e attitudine al lavoro, che hanno dimostrato, e continuano a farlo, di sapere affrontare adempimenti complessi e nuovi, come è avvenuto in occasione del Piano di Riequilibrio Pluriennale. Il tutto anche senza la guida di un dirigente di ruolo, ma con grande senso di abnegazione e autodeterminazione. Senz’altro sapranno essere da traino ai colleghi di tutti i settori con i quali si troveranno a gestire operativamente il cambiamento e da parte dei quali, sono sicuro, ci sarà la massima collaborazione.

L’altro motivo di fiducia risiede in tutto il lavoro fatto con l’adesione al Piano di Riequilibrio Pluriennale, con il quale abbiamo messo in sicurezza i conti del Comune, per cui ci presentiamo con le carte in regola a tale appuntamento storico, a differenza di molti Comuni per i quali invece tale appuntamento si presenterà come devastante.   

Il lavoro svolto in occasione del Piano di Riequilibrio è un patrimonio enorme, seppure per certi versi oscuro, che la futura amministrazione, qualunque essa sia, riceverà in eredità e dovrà essere in grado di valorizzarlo e trasformarlo in occasione di sviluppo e di crescita della nostra città”.

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