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Politica

Spese legali del comune: Conflitto d’interessi o massima trasparenza?

Gli importi a sei cifre da liquidare agli avvocati da sempre al centro delle polemiche

Pubblicato il 14 marzo 2014

Spese legali del comune: Conflitto d’interessi o massima trasparenza?

Alcuni consiglieri comunali hanno più volte gridato allo scandalo per gli elevatissimi debiti contratti dal Comune di Monreale per le spese legali. Ci sono avvocati che vantano un credito superiore ai cento, duecento e trecento mila euro. Si sente parlare di conflitto d’interessi e fioccano le accuse di favoritismi nella scelta dei legali cui assegnare le cause. Abbiamo voluto fare il punto della situazione.
Il regolamento comunale degli anni ’90, approvato dalla Commissione Provinciale di Controllo, prevedeva che il sindaco potesse nominare fino a cinque avvocati per costituire l’ufficio legale. Il Dirigente dell’ufficio legale del comune attingeva quindi a questa cerchia ristretta per proporre alla giunta l’avvocato al quale assegnare una causa.

Nel 2009 la procedura venne modificata. Il Dirigente dell’Area Affari Generali, il Dott. Giancarlo Li Vecchi, sulla base del decreto legislativo 163/06 e del conseguente nuovo orientamento giurisprudenziale, ritenne non più applicabile il vecchio regolamento; Li Vecchi propose ed ottenne dalla giunta Gullo di pubblicare un avviso per invitare gli avvocati in possesso dei requisiti indicati ad essere inseriti in un elenco dal quale attingere per assegnare le cause. Risposero in diversi.
Dai 5 avvocati di fiducia scelti dal sindaco si è passati quindi ad un elenco, rinnovato per i primi anni fino al 2012. Da una prima lista di 20 nominativi si è arrivati a 50, un numero più che sufficiente per una media di 30 cause l’anno.

Il criterio di scelta. Per l’assegnazione della maggioranza delle cause si segue il criterio della rotazione. Non per tutte. Il dott. Li Vecchi spiega che è nell’interesse del Comune applicare una certa discrezionalità nell’assegnazione delle cause giuridicamente più difficili , specialmente se è in gioco una somma molto elevata. “Se c’è da difenderci nel contenzioso di 9 milioni di euro contro l’AMIA, o laddove sono in gioco importi ingenti, non posso che proporre all’amministrazione di affidarla ad avvocati di riconosciuta bravura ed esperienza o che hanno già seguito il contenzioso in argomento”. In questi casi risuona spesso il nome di Girolamo Rizzuto, “che ha permesso – sottolinea Li Vecchi – di vincere le cause vitali per l’Ente contro AMIA e AMAT”. L’avv. Rizzuto è stato sempre confermato all’interno della ristretta rosa dei cinque avvocati dalle amministrazioni succedutesi per più di vent’anni, fino al 2008, “a dimostrazione della credibilità guadagnatasi sul campo – chiosa Li Vecchi”, come si può evincere dalle numerose sentenze favorevoli al Comune.

Alcuni nomi di legali ritornano spesso perché si tratta di avvocati che hanno seguito da anni, a volte anche da più di venti, la stessa causa nei vari gradi di giudizio. Allora è logico non sostituire il legale che ha già approfondito il caso. E’ il caso dell’avvocato Rizzuto che da più di trent’anni, ad esempio, segue una causa di esproprio di terreni ad Aquino. 
Un altro nome che ritorna spesso è anche quello dell’avvocato Andrea Terranova, al centro degli strali dei detrattori del sindaco Di Matteo, perché collabora nel suo studio legale. C’è realmente un conflitto d’interessi? Terranova è stato nominato da Di Matteo in qualità di esperto del sindaco, e per questo riceve una retribuzione mensile. Si tratta di un incarico fiduciario, previsto dalla legge regionale n. 7/92 e successive modificazioni che da facoltà al sindaco di scegliersi fino a due esperti. L’esperto viene chiamato, oltre che per fornire consulenza legale agli uffici del comune, anche per valutare alcune situazioni giuridicamente rilevanti prese dall’Ente.
“Io sono un dipendente del comune e devo fare i suoi interessi. In alcuni contenziosi, con particolare riguardo a quelli dinanzi al T.A.R, ho preferito proporre alla giunta l’avv. Terranova – spiega Li Vecchi – perché aveva già studiato il caso nella sua funzione di esperto del comune o perché si trattava di problematiche da discutere e valutare nell’esclusivo interesse del comune, così come peraltro era già avvenuto con l’Avv. Comandè, esperto del precedente Sindaco Gullo. “In qualche contenzioso sia l’Avv. Terranova che l’Avv. Rizzuto hanno, correttamente e non richiesti, decurtato dal preventivo di parcella il valore inerente alla fase di studio, in quanto già a conoscenza dell’argomento”.
“I nomi che ho proposto in giunta sono quasi sempre stati approvati”. Il dott. Li Vecchi tiene a precisare che nessun sindaco, dall’anno in cui dirige l’area Affari Generali, il 1990, ha esercitato su di lui pressioni particolari per la scelta dell’avvocato, anche perché la giunta municipale può benissimo cambiare il nominativo proposto.
Un aspetto che fa gridare allo scandalo i cittadini è l’importo considerevole dei debiti fuori bilancio portati all’approvazione del consiglio comunale, e che fanno riferimento ai debiti con i legali. Cifre grosse. Anche superiori ai 300.000 € per avvocato. Ma si tratta di una lunga serie di parcelle accumulatesi negli ultimi 20 e passa anni.

Fino al 2008, per costante indirizzo giurisprudenziale, veniva impegnata unicamente una somma irrisoria a titolo di anticipo e di rimborso spese che non aveva riscontro con la parcella finale. Si procedeva alle liquidazioni impegnando la somma di volta in volta sulla base delle somme previste dal consiglio comunale nei bilanci di competenza. Da qui la creazione di debiti fuori bilancio per spese legali da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale. Una procedura che si interrompe nel 2008. Nel 2007, infatti, la Corte dei Conti della Sardegna aveva stabilito che gli Enti, per evitare di generare debiti fuori bilancio, avrebbero dovuto sforzarsi di far fare un preventivo di spesa, poi soggetto ai dovuti aggiustamenti in corso d’opera, e quindi ai successivi impegni integrativi di spesa. Cosicché la parcella finale sarebbe stata, il più possibile, coerente con quanto impegnato in bilancio.

I debiti fuori bilancio riferiti alle spese legali portati in consiglio, e che fanno sollevare molte polemiche, sono quindi riferiti agli anni antecedenti il 2008.
In questi mesi si parla molto di questa fattispecie di debiti, perché è giunta l’ora di pagarli.
Questi debiti sono stati inseriti all’interno del Piano di Riequilibrio Pluriennale, la cui adesione consente al comune di ricevere un congruo finanziamento per sanare le posizioni debitorie, anche quelle, ed è il caso delle spese legali, accumulate nel corso degli ultimi 15/20 anni, e che il comune non ha liquidato per mancanza di fondi. Per le somme previste nel piano può essere fatta una proposta transattiva ai creditori per abbattere il debito. Avviene con Telecom, Enel, Agip, ditte appaltatrici ed anche con gli avvocati.
Gli avvocati Gioacchino Scorsone, Rosaria Alba Aiosa e Carlo Comandè, appartenenti alla vecchia rosa dei cinque, hanno accettato la proposta che prevedeva una decurtazione del 25%, e che ha consentito al comune un risparmio di circa 80.000 €.
Gli avvocati Girolamo Rizzuto, Francesco Ganci e Filippo Di Matteo, anch’essi del ristretto gruppo, non hanno, ad oggi, accettato la transazione. Il sindaco Di Matteo ha rifiutato la proposta, non ritenendo opportuno discuterla durante la sua stessa sindacatura. Questi crediti non saranno quindi pagati ma verranno portati in consiglio comunale per essere riconosciuti.

Per onore di cronaca, il sindaco Di Matteo, accusato impropriamente di essersi liquidato durante la sua amministrazione crediti vantati con il comune, ha ottenuto un’unica liquidazione nel 2008 (Di Matteo si è insediato nel 2009) di 24.719,09 €, con determina dirigenziale del dott. Li Vecchi. Il pagamento effettivo è avvenuto nel 2010, in base alla disponibilità di cassa della Ragioneria.
Nel 2012, il D. M. 140, ha fissato dei parametri di riferimento per le spese legali, da applicarsi alle spese giudiziali. L’ufficio legale monrealese ha applicato un’ulteriore decurtazione fissa del 30% sul valore medio previsto dal D. M.. Non esiste discrezionalità. E’ un criterio applicato tanto alle piccole cause quanto a quelle milionarie. Se l’avvocato non accetta la parcella proposta, il dott. Li Vecchi scorre l’elenco e passa al nominativo successivo. Questa decisione del Dirigente, approvata dalla Giunta Municipale, ha quindi consentito una riduzione dei costi del comune per le azioni legali. Ma c’è dell’altro.

Dal 2009 il dott. Li Vecchi, su delega del Sindaco, ha cominciato a costituirsi in prima persona presso il Giudice di Pace, nei casi consentiti da legge, riducendo così di almeno il 30% il ricorso ad avvocati esterni. Un ulteriore risparmio per le casse del comune.

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