ARS, istituiti i liberi consorzi dei Comuni e delle Città metropolitane

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Araba Fenice desk

Ieri, dopo una dura discussione in aula sul maxi-emendamento 117, tutti i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana hanno espresso le proprie dichiarazioni di voto e poi votato l’intero ddl sull'”istituzione dei liberi consorzi dei Comuni e delle Città metropolitane”: dei 78 deputati presenti sono stati 62 i voti favorevoli, 14 i contrari e 2 gli astenuti.

Con questo rivoluzionario disegno di legge la Giunta Crocetta ha eliminato definitivamente le Province e le ha sostituite con i “liberi consorzi comunali”.
Ogni consorzio sarà composto dai comuni facenti parte delle vecchie province, (Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa e Siracusa), dovrà avere almeno 180 mila abitanti, continuerà ad esercitare le funzioni già attribuite alle vecchie province regionali e ne utilizzerà la sede, oltre che le risorse finanziarie, materiali ed umane.
Sarà comunque data ai comuni che hanno continuità territoriale la possibilità di creare nuovi consorzi, purché entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge ciò venga deliberato dai rispettivi consiglio comunali (a maggioranza di 2/3 dei componenti), superando successivamente un referendum confermativo.
Per quanto riguarda gli organi istituzionali, i consorzi saranno composti da un’Assemblea, formata dai sindaci dei comuni aderenti ad esso; da una giunta e da un presidente, eletto tra i diversi sindaci da un’assemblea allargata anche a tutti i consiglieri comunali.

Ai liberi consorzi si aggiungeranno anche le Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina. L’elezione del “sindaco metropolitano” sarà affidata ad una legge successiva mentre, per stabilire quali saranno i comuni aderenti a queste città, si farà riferimento al decreto del presidente della Regione del 1995, con cui venivano definite le aree metropolitane. Monreale potrebbe fare parte del consorzio coincidente con la provincia di Palermo, rimanendo esclusa dalla Città metropolitana, o viceversa. Dipenderà tutto da cosa deciderà di fare la prossima Amministrazione comunale.

Tra gli intervenuti, in rappresentanza del gruppo dei Democratici e Riformisti per la Sicilia (Drs), vi è stato il deputato monrealese Salvo Lo Giudice, che, dopo aver parlato di “criticità” del ddl, ha invitato il Presidente Crocetta ad adoperarsi nel breve termine affinché questa riforma, oltre ad evitare di mettere a rischio il posto di lavoro di tanti cittadini, non crei inefficienze organizzative e conflitti di competenza.
Sull’abolizione o meno delle province è in gioco la credibilità e il valore dell’autonomia siciliana – continua Lo Giudice – Noi dei DRS, quindi, siamo ancora una volta schierati con il governo perché sono la Sicilia e i siciliani che chiedono questa riforma, una Sicilia che ha due possibilità: avviare un reale percorso di cambiamento o essere destinata a una lenta ma inesorabile involuzione”

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