Parte da Monreale il dibattito discusso anche sull’Avvenire: la scuola pubblica è laica?

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Parte da Monreale il dibattito innescatosi in riferimento al Bando di concorso presentato dalla Confraternita del Crocifisso di Monreale e di Maria Addolorata e San Domenico di Taranto, quando, qualche settimana fa, una insegnante della scuola pubblica monrealese, aveva sollevato dei dubbi sulla legittimità della pratica religiosa a cui erano stati sottoposti tutti i bambini delle quinte di scuola primaria di Monreale, in orario scolastico, presso il Santuario della Collegiata.

L’insegnante chiede delucidazioni al proprio sindacato, anche in relazione al fatto che la partecipazione alle attività previste dal bando, non era stata né discussa, né decisa all’interno degli organi collegiali, nel dubbio che bastasse questa decisione per potervi partecipare.

I Cobas, dunque, diramano, il 17 febbraio, una semplice nota a tutte le scuole primarie del territorio di Monreale e ai dirigenti degli uffici scolastici provinciali e regionali, in cui ricordano che “alle scuole non è consentita, a nessun titolo, l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto, celebrazioni o a qualsiasi altra attività di natura religiosa”, citando una sentenza del TAR Emilia Romagna del 1993. Ma anche una sentenza successiva e più recente ribadisce il concetto, la sentenza numero 3635 del TAR del Veneto del 15 novembre 2007, che stabilisce, come riporta anche la curia di Monreale, che “non fanno parte del programma di religione cattolica incontri di spiritualità e celebrazioni liturgiche, né l’attuale normativa prevede di far celebrare atti di culto per gli alunni che si avvalgono di tale insegnamento”. La citata sentenza, evidenziata come pietra tombale della discussione, dalla curia, si riferisce comunque alla legittimità delle visite pastorali e non alle celebrazioni di messe o altri atti di culto in orario scolastico e per di più la decisione del Consiglio di Stato numero 01911 del 2010 su ricorso UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti) ha censurato questa sentenza del TAR.

Si riapre così una discussione a livello nazionale – che periodicamente vede coinvolte diverse confessioni religiose, singoli cittadini, associazioni come l’UAAR – visto che, su questo argomento e su altri correlati, come la partecipazione degli alunni della scuola pubblica al “precetto pasquale”,  sono appena stati pubblicati articoli anche su “Avvenire” e che i Cobas nazionali risponderanno ai comunicati della curia monrealese.

Pubblicheremo in successivi articoli, per chi fosse interessato ad un approfondimento, una prima nota sull’aspetto formale-giuridico, in attesa di una risposta dei Cobas nazionali e dei pareri di altre organizzazioni religiose e non che vorranno partecipare al dibattito.

Per chi volesse seguire e approfondire l’argomento, si riportano già di seguito le prime “botte e risposte” intercorse tra i Cobas e la curia di Monreale.

Cobas Palermo:

In riferimento al Bando di concorso presentato dalla Confraternita del Crocifisso di Monreale e di Maria Addolorata e San Domenico di Taranto, avente come finalità quella di “mantenere vivo il ricordo del Capitano Emanuele Basile”, ma che vuole gli studenti impegnati nella presentazione di un disegno che illustri il tema “Le nostre tradizioni popolari” illustrando un momento tipico di una “Funzione religiosa”, si fa notare che, la manifestazione che ha preso il via in questi giorni, ha visto le scolaresche coinvolte in celebrazioni  in cui  gli alunni sono stati intrattenuti con “momenti di preghiera” all’interno della chiesa del Crocifisso di Monreale…

Questa O.S. ricorda che alle scuole non è consentita, a nessun titolo, l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto, celebrazioni o a qualsiasi altra attività di natura religiosa così come espressamente previsto dalla sentenza definitiva del T.A.R. Emilia Romagna n. 250/93. I principi espressi nella citata sentenza fatti propri dal Ministero dell’Istruzione con CM – Prot. N. 3084 1996, affermano infatti che:

a) gli atti di culto, le celebrazioni religiose, ecc.. non sono né attività scolastiche, né extrascolastiche;

b) tali attività non hanno nulla a che fare con l’insegnamento della religione cattolica;

c) il fatto più grave e antigiuridico è che le pratiche religiose e gli atti di culto abbiano luogo e svolgimento in orario scolastico cioè negli orari destinati alle normali lezioni, all’insegnamento delle materie oggetto dei programmi della scuola statale e vengano perciò previsti in luogo e in sostituzione delle normali ore di lezione;

d) immaginare che il compimento di atti di culto possa rientrare nella categoria e nel quadro delle attività extrascolastiche si configura una evidente violazione della legge e della Costituzione;

e) la facoltà di parteciparvi o meno non elimina il fatto obiettivo del turbamento e dello sconvolgimento dell’attività scolastica, consistente nella soppressione dell’ora di ordinario insegnamento e nella previsione, in luogo di essa, della effettuazione di una attività estranea alle finalità della scuola statale anche se deliberata contra legem dagli organi collegiali o proposta dalle componenti studentesche.

Pertanto la scrivente O.S., nel dichiararsi disponibile ad ogni chiarimento in merito, preannuncia sin d’ora che in caso di violazione delle disposizioni citate denuncerà il fatto all’Autorità giudiziaria perché venga accertato il reato di interruzione del servizio pubblico in danno degli studenti e siano perseguiti i responsabili a norma di legge”.

Qualche giorno dopo, il 5 marzo, dalla Curia di Monreale, arriva un comunicato a tutti i giornali on line monrealesi avente per oggetto: Attività religiose a scuola.

Si riporta testualmente per dare ai lettori un’idea della misura del contendere:

Curia di Monreale:

“Si prega di dare più ampia diffusione” – chiede la curia monrealese, citando anche un articolo di Paolo Ferrario, pubblicato su Avvenire, avente per argomento le benedizioni pasquali – “(cfr. anche Avvenire del 4. marzo 2104,p.11) dato che il sindacato dei Cobas della Sicilia ha minacciato di denunciare ed in qualche caso ha sporto denuncia contro dirigenti scolastici che, pur nel rispetto della normativa vigente, hanno autorizzato attività estrascolastiche e anche visite guidate in luoghi di culto. Solo chi ama veramente la scuola la sa servire”.

Segue dunque l’articolo a firma di Nicola Incampo, consulente sindacale per lo SNALS, pubblicato sul sito: culturacattolica.it:

La Sindacalista e gli atti di culto

E’ di oggi 2 marzo la notizia che un Sindacato “ricorda ai Dirigenti Scolastici che nelle scuole non è consentita l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto, celebrazioni o a qualsiasi altra attività̀ di natura religiosa così come espressamente previsto dalla sentenza del T.A.R. Emilia Romagna n. 250/1993 e dalla successiva C.M. prot. n. 3084/1996.” (Cfr. http://www.orizzontescuola.it/news/non-consentita-organizzazione-orario-scolastico-attivita-natura-religiosa).
Peccato che la Sindacalista si è fermata a leggere solo la sentenza del TAR!
La Sindacalista dovrebbe saper che dopo quella sentenza del TAR (Emilia Romagna n. 250/1993)ci sono state 2 – dico due – Ordinanza del Consiglio di Stato che hanno affermato esattamente il contrario ed un’altra sentenza del TAR del Veneto in sintonia con le Ordinanze del consiglio di Stato.
Le ordinanze che la sindacalista dovrebbe leggere sono le seguenti: 
Ordinanza del Consiglio di Stato, sezione sesta, n. 391/93 del 26.3.1993
Ordinanza del Consiglio di Stato, sezione sesta, n. 392/1993 del 26.3.1993.
Sentenza numero 3635 del TAR del Veneto del 15 novembre 2007
Solo dopo aver completato la lettura delle norme si capirà che non fanno parte del programma di religione cattolica incontri di spiritualità e celebrazioni liturgiche, né l’attuale normativa prevede di far celebrare atti di culto per gli alunni che si avvalgono di tale insegnamento.

Seguendo invece le normali vie istituzionali scolastiche, inoltrando cioè domande ai Dirigenti Scolastici e ai Consigli di Circolo e d’Istituto da parte di famiglie e/o alunni, Insegnanti di religione, essi possono essere legittimamente ed opportunamente, essere proposti e realizzati.

Infatti “Il Consiglio di Circolo o Istituto, …, ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e della attività della scuola … nelle seguenti materie” (Cfr. comma 3 dell’articolo 10 del Decreto Legislativo numero 297 del 16 aprile 1994) e tra le attività della scuola al comma e) dello stesso articolo leggiamo ancora che Il Consiglio di Circolo o Istituto ha potere deliberante in merito ai “ Criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, …, alle libere attività complementari,..”.

Si nota chiaramente che non si tratta di iniziative connesse all’insegnamento della religione cattolica, ma di iniziative che acquistano legittimità nella scuola al pari di ogni altra attività di cui è viva la scuola.

Ecco il testo della CM 13.02.1992 nota 13377/544MS del 13 febbraio 1992.
La suddetta circolare è ancora valida.

OGGETTO: Partecipazione degli alunni ad attività di carattere religioso
Continuano a pervenire quesiti concernenti:

a) la partecipazione degli alunni a cerimonie religiose quali, ad esempio, la celebrazione della Messa all’inizio dell’anno scolastico o in occasione della Pasqua e la benedizione pasquale delle aule;

b) gli incontri delle scolaresche con i vescovi diocesani nell’ambito delle visite pastorali da essi effettuate.

In proposito questo Ministero è dell’avviso che la partecipazione degli alunni ad atti di culto possa avvenire soltanto a seguito di specifiche deliberazioni assunte dai competenti organi di democrazia scolastica.

Si ritiene, pertanto, che il consiglio di circolo o di istituto avvalendosi delle attribuzioni riconosciutegli dall’art. 5 del D.P.R. 31 maggio 1974 n. 416 possa deliberare, con l’osservanza delle disposizioni ivi stabilite, di far rientrare la partecipazione a riti e cerimonie religiose tra le manifestazioni o attività extrascolastiche previste dalla lettera d) di tale articolo.
Analogamente si ritiene possa operarsi per quanto attiene alle visite pastorali del Vescovo, le cui date di effettuazione dovranno, ovviamente, essere comunicate dalla Curia con un congruo anticipo, così da poterne concordare in tempo utile le modalità con le istituzioni scolastiche interessate. In ogni caso, la partecipazione degli alunni e dei docenti alle iniziative di cui sopra dovrà essere libera. Si pregano le SS.LL. di comunicare quanto sopra alle istituzioni scolastiche delle rispettive circoscrizioni.

Così termina il comunicato integrale della Curia monrealese.

L’articolo pubblicato anche sul sito: culturacattolica.it ha questa premessa:

Come sempre i «compagni» – di qualunque colore siano – sono accecati nel loro furore antidemocratico. Rinfrescate le idee per quanto riguarda le norme e le sentenze! Solo chi ama veramente la scuola la sa servire”.

Mia convinzione è che “Chi ama la scuola pubblica la vuole laica e inclusiva e desidera che nessuno rimanga escluso, da alcuna attività proposta, nemmeno un solo bambino”.

Piera Autovino

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