Primarie del centro sinistra: le critiche di M5S, Di Matteo, Monreale Futura

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Araba Fenice desk

Le primarie del centro sinistra, vissute come una festa di democrazia da parte degli organizzatori, hanno suscitato molti dubbi sulle altre forze politiche presenti nel territorio monrealese. Da chi ha ritenuto discutibile la trasparenza delle operazioni di voto a chi ha dato un’interpretazione politica dell’allenaza “diversa” da quella ufficiale.

Il Movimento 5 Stelle, nella sua pagina facebook (VEDI LINK), ha messo in dubbio la trasparenza delle operazioni di voto nei seggi elettorali allestiti nelle due frazioni.

Si legge: “…Gli abitanti di Grisì erano all’oscuro del luogo nel quale si stessero celebrando le primarie e nessuno ha saputo darci indicazioni in merito. Non un elettore che abbia votato era presente in paese e nessuno sapeva dire ove si trovasse il seggio.
Abbiamo anche incontrato ed interloquito con Angelo Vassallo (coordinatore del sub-circolo del Partito Democratico della frazione di Grisì) al quale abbiamo chiesto dove si trovasse il seggio e se potesse condurci personalmente nei suoi pressi. Ci ha riferito che il seggio si trovava all’interno di un’abitazione privata e che la stessa non era accessibile se non a coloro che si erano prenotati per tempo (non era pertanto consentito l’accesso al pubblico che volesse assistere e verificarne lo svolgimento dei lavori). Raggiunta l’abitazione privata (che risultava far capo ad una futura candidata di una lista interessata dalle primarie di coalizione!), l’abbiamo presidiata ed abbiamo riscontrato non solo la totale assenza di connotazioni distintive che pubblicizzassero o lasciassero intendere che lì vi si tenesse un seggio elettorale ma, cosa assai più inquietante, non abbiamo visto nessuno che si sia recato in quei luoghi durante tutto l’arco della nostra permanenza!”.

Invece a Pioppo “Sono cambiati i luoghi, ma non gli scenari: nessuno dei cittadini della frazione sapeva ove si trovasse la fantomatica postazione del seggio elettorale affermando anche che questa non si fosse costituita.”

L’accusa del M5S, per la quale abbiamo chiesto una replica ai presidenti dei due seggi, al comitato organizzatore delle primarie e al vincitore delle stesse, l’avv. Capizzi, è pesante: “Fortissimi dubbi nutriamo pertanto in merito alla regolarità di tali operazioni, che riteniamo esser state pianificate per filo e per segno (da tempi non sospetti) e che le vicissitudini che hanno segnato il loro cammino (dal cambio forzoso della segretaria cittadina prima, all’idea di abdicare quella scelta già effettuata dai cittadini verso un candidato del Pd, piegandola al volere di pochi poi) non fossero altro che il corollario necessario affinché i giochi oscuri del potere oscuro e precostituito prendessero forma”.

Il sindaco Di Matteo, in una nota inviataci, ironizza sulla capacità organizzativa mostrata nella gestione del seggio di Monreale (Presidente Massimiliano Birchler, da noi chiamato in causa per una replica):

“Sommando i dati dei rispettivi candidati (1679+730) si perviene al risultato di 2409 voti, e quindi 2409 persone che si sono recate al seggio (di Monreale ndr). Dividiamo adesso 2409 per 12, il numero di ore in cui era consentito votare, il risultato è  2409:12 =200,75. Quindi, ragionando, a votare ci sono andate 200 persone l’ora (considerate che per le elezioni vere vanno a votare circa 500 persone a sezione IN TUTTA LA GIORNATA)”.

Di Matteo arriva alla conclusione: “…dividiamo il dato orario (200 persone l’ora) per il numero dei minuti che la compongono (60) e otterremo un risultato davvero sorprendente, 200:60= 3,3333…. In un minuto sono andate a votare 3 persone e mezzo. Il risultato è quindi che ogni cittadino aveva a disposizione appena 18 secondi per uscire il documento, farsi consegnare la scheda, votare e andare via. In tutto questo non abbiamo considerato altri fattori: le cattive condizioni del tempo che domenica per buona parte della giornata sono state proibitive, il fatto che ci sono andate a votare 3,33 persone/minuto anche durante l’ora di pranzo (dalle 13 alle 15), i saluti e la confusione che si sarebbe dovuta formare all’entrata del Collegio di Maria durante tutte queste operazioni”.

Conclude la nota: “purtroppo questa volta il PD ha fatto per l’ennesima volta davvero una magra figura. Almeno prima di dare i dati analizzate se quello che state dicendo sia nella sfera del possibile!”

Monreale Futura, in un articolo pubblicato nella sua pagina (VEDI LINK), a firma del Presidente Davide Parisi,  definendo le “primarie/farsa”, preferisce fare un’analisi politica.

“La classe dirigente del PD sarà certamente ricordata per aver organizzato, per la prima volta in Italia, le primarie di centro/destra/sinistra.

A Monreale i dirigenti del PD si sono superati: hanno fatto in modo che fosse il popolo delle primarie a sancire l’alleanza con il centro destra e, per fortuna, il popolo delle primarie non è caduto nella trappola.

Non è stato un lapsus aver ribattezzato le primarie di coalizione come di centro/destra/sinistra. Basti guardare chi l’Avvocato portava e porta tutt’ora in grembo: una lista, “In autonomia e libertà”, che ha fatto bella mostra di se sui marciapiedi di fronte al Collegio di Maria, che proviene dalla destra meno moderata del paese; alcuni consiglieri attualmente del PDL, personaggi in cerca d’autore, come il Consigliere che ha aperto a Capizzi le porte della scuola media di Pioppo per un comizio elettorale fuori stagione; alcuni uomini dell’ex centro destra, delusi dalla politica dell’attuale sindaco.

Le idee e i programmi, che dovevano essere i protagonisti dell’evento democratico, sono rimasti nei cassetti delle segreterie, degli illustri sconosciuti, così come quell’idea di fare del confronto pubblico un momento di condivisione, di rafforzamento, di presa di coscienza. Annunciò un programma condiviso Zuccaro; lo stesso fece Capizzi. Ma Monreale è il paese degli annunci, non c’è niente da fare!

Poi lo stesso si crogiola dello straordinario momento vissuto con le primarie. Ma si sarà reso conto che 2000 voti rappresentano a stento il 6% degli aventi diritto a Monreale, poco sopra la soglia dello sbarramento. Se consideriamo i possibili astenuti, potremmo in proiezione arrivare al 10%. Non ci pare granché.   

L’Avvocato non rappresenta a Monreale né il nuovo, né il cambiamento. È sulla scena politica monrealese da 15 anni, è stato all’opposizione, ma ha avuto anche compiti di governo nella precedente legislatura. Invito i Monrealesi a ricordarci un solo atto politico messo in campo da Capizzi e dalla sua parte politica durante il periodo in cui ha sostenuto l’amministrazione Gullo, un atto significativo per la cittadinanza, di grande rilevanza sociale. Il cambiamento dall’Avvocato sbandierato, non sappiamo su quali basi possa poggiare, visto che NON ABBIAMO MAI ASCOLTATO IN QUESTI MESI NULLA CHE POTESSE FAR PENSARE A UN CAMBIAMENTO. Solo la vecchia politica, solo le solite strategie di partito, che con la gente non c’entrano niente”.

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