Capizzi: “Polemiche sterili da parte di chi ha capito anticipatamente di essere arrivato al capolinea”

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Araba Fenice desk

La consultazione di domenica 2 marzo continua ad essere protagonista del dibattito politico.

Dopo la replica dei presidenti di seggio, non tarda ad arrivare la dura risposta dell’Avv. Piero Capizzi, neo eletto candidato sindaco della coalizione di centro sinistra, alle critiche mosse dal sindaco Di Matteo e dal Movimento politico Monreale Futura.

“Mi dispiace che il sindaco Di Matteo non abbia avuto modo di assistere personalmente alle operazioni di voto tenutesi presso il Collegio di Maria, gremito per tutta la giornata da centinaia di persone che continuamente andavano e venivano”. Sciorinando numeri e formule, Di Matteo aveva voluto mettere in discussione la concreta possibilità che un seggio potesse accogliere nell’arco delle dodici ore più di 2.400 elettori.

“La sua affermazione è un’evidente presa di coscienza del suo fallimento e della sua amministrazione”. “A questo punto – ironizza Capizzi – mi aspetto che a Maggio, appena ci sarà l’esito delle elezioni, Di Matteo chiederà di invalidarle”.

Anche Monreale Futura, il Movimento di Natale Sabella, in un articolo a firma del suo presidente Davide Parisi, aveva stigmatizzato la consultazione elettorale di domenica parlando di “primarie/farsa”.

“Non ritengo di dovere spendere nessuna parola nei confronti del Movimento “Monreale Futura” e del suo candidato Natale Sabella che stimo sotto il profilo personale e professionale. Ma non mi si può venire a dire di rappresentare il passato e non il rinnovamento da parte di chi ha amministrato in passato la nostra città con ruoli di governo attivi (Natale Sabella è già stato assessore del Comune di Monreale, ndr).

Ciò che ho fatto in qualità di consigliere e ancor prima di Presidente del consiglio comunale è sotto gli occhi della gente. Voglio solo ricordare che uno dei primi atti sotto la mia presidenza del consiglio fu la revoca di una convenzione scellerata che, sotto altra amministrazione, aveva concesso a terzi l’utilizzo del complesso monumentale Guglielmo II, per la somma di appena 10.000 € annui”.

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