Le primarie del centro sinistra, una competizione sottotono

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Si tratta di una competizione importante per il futuro della città. Il nome che ne uscirà vincente potrebbe essere quello di colui che da giugno amministrerà la città per i prossimi cinque anni. Dalla prossima settimana la coalizione di centro sinistra si presenterà molto forte e competitiva e con le carte in regola per affrontare una campagna elettorale difficilissima, dall’esito per niente scontato.

Domani il popolo di centro sinistra monrealese sarà chiamato ad esprimere un voto. Sarà un voto consapevole, meditato, convinto, adeguatamente maturato? Avranno avuto modo, i circa 4000 iscritti nelle liste elettorali, di acquisire consapevolezza del bagaglio culturale e politico in possesso ai due candidati? Avranno avuto modo di meditare sulle idee e sulle proposte di Capizzi e di Di Salvo relative ai problemi del turismo, del commercio, dell’artigianato, della scuola, della pubblica amministrazione, della legalità? Avranno avuto modo di convincersi realmente del potenziale e della forza riformista dei loro programmi? Avranno avuto modo di maturare chi, tra i due candidati, possiede le capacità e le competenze necessarie per trascinare questo paese fuori dal baratro in un percorso virtuoso di rinascita economica e culturale

Insomma, è stata data agli elettori l’opportunità di chiarirsi le idee?

Solo qualche sparuto comunicato è stato inviato da uno dei due candidati alla stampa locale (Filo Diretto è stato cancellato dalla sua mailing list), mentre a noi non è stato permesso di fare un’analisi approfondita dei due protagonisti.

La nostra testata ha infatti sollecitato la conduzione di un confronto tra i due candidati, che però non hanno trovato il “tempo” per incontrarci. Comprensibile? Peccato che il PD, protagonista durante le scorse primarie di partito di una forte apertura al confronto, al dibattito, alla partecipazione dell’elettorato, non sia riuscito in questa occasione a replicare quell’esperienza. Peccato.

Quali differenze politiche tra chi possiede la tessera del PD e chi non l’ha mai presa

La presenza di un consigliere comunale tesserato nel PDL tra i sostenitori di un candidato è motivo di imbarazzo o di vanto dinanzi all’elettorato di centro sinistra

Quali progetti sono cantierabili nei primi cento giorni di ipotetica amministrazione del comune e, soprattutto, con quali risorse?

Con quali forze politiche accetterebbero di coalizzarsi in fase di ballottaggio?

Un confronto pubblico avrebbe permesso a Capizzi e a Di Salvo di rispondere a queste e ad altre domande, ed avrebbe consentito agli elettori di misurare competenze e pragmatismo, o di smascherare superficialità e inadeguatezza ad amministrare un comune. In poche parole, avrebbe permesso agli elettori di arrivare pronti alle urne.

Così non è stato. La campagna elettorale è stata condotta sottotono.

Il comitato delle primarie ha deluso le aspettative.

A vincere domenica saranno le buone idee e i validi programmi? Non è dato saperlo. Certamente dalle urne non uscirà vincitore chi ha saputo convincere la maggioranza degli elettori della forza delle proprie idee, magari persuadendo gli indecisi, bensì colui che sarà stato capace di portare alle urne il maggior numero di amici o di sostenitori. A prescindere.

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