BLONDE REDHEAD – 23

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In questa corrente sperimentale non possono mancare i Blonde Redhead, gruppo Alternative Rock statunitense creatosi negli anni ’90 dalle giovani menti dei gemelli italoamericani Amedeo e Simone Pace e da due artisti giapponesi, la cantante Kazu Makino e il batterista Maki Takashi. Takashi abbandonerà quasi subito la band, che si stabilirà nella formazione del trio.

Già dalle origini dei componenti si può notare l’insolita mescolanza di stili e culture che li caratterizza ( cultura giapponese, italiana, americana), ma non è da questo che nasce il loro modo di suonare. L’intento dei Blonde Redhead è quello di trasportarti nel mondo dei sogni, non a caso uno dei generi a loro accreditati è quello del Dream Pop, “Pop del sogno”. Kazu ti conquista con la sua voce eterea, “innocente” ma lievemente graffiante, accompagnata da atmosfere post-psichedeliche, oniriche, strane, acide, Noise e Garage Rock, rese splendidamente dal loro sapiente mix di elettronica e strumenti tradizionali, che ricorda molto i Radiohead. Hanno saputo creare, pur essendo influenzati da altri gruppi, l’Universo Blonde Redhead: incantato, corrosivo ed inimitabile.

Il disco di cui parleremo stasera (oops, non è sera in realtà per voi al momento della pubblicazione, ma sto scrivendo a mezzanotte, vabbè), dal nome “23”, è il migliore per iniziare ad ascoltarli se non li conoscete ancora. Ed a continuare ad apprezzarli se già l’avete fatto.

Si apre con la title track 23, introdotta da note di synth che ci portano alle particolari sonorità shoegaze della band: la voce onirica e melodica che funge da strumento e non da accompagnamento, leggermente distorta dal vocoder, e forte utilizzo del riverbero per la chitarra, che con un feedback potente crea un muro del suono simile ad una versione riveduta e corretta di quello inventato da Phil Spector.

Nel secondo brano, Dr Strangeluv, l’aspetto “fantastico” delle sonorità peculiari della band viene arricchito da una chitarra più melodica ed un curioso uso di campanelli. La voce della Makino è così trasognata e singolare, un incrocio tra un uccellino ed una cantante Noise, che spesso non si distingue la presenza o l’assenza del vocoder.

Nel terzo The Dress diventa un sussurro sospirato e tagliente, con una chitarra insistente ma più “pulita” del solito e una batteria che si introduce nei punti giusti, dando al brano l’energia esatta. I sospiri che fanno da sottofondo danno all’atmosfera un senso di angoscia e claustrofobia. La batteria e la chitarra si fanno più incisive nella terza SW, e danno il via al lamento intenso di Simone Pace, che non ha caratteristiche vocali molto differenti dalla collega Kazu, per quanto riguarda il mix di purezza ed aggressività che la caratterizza. Verso metà canzone si introducono strumenti a fiato, che si amalgamano benissimo al resto della canzone, puramente shoegaze, nonostante siano strumenti che solitamente appartengono a generi completamente diversi. Ma nell’Universo Blonde Redhead tutto, anche le cose apparentemente più incompatibili, ha un’armonia collettiva.

Simone canta anche la successiva Spring And By Summer Fall, a mio parere la canzone centrale del disco: intro di synth assolutamente incantevole (quasi ci vuole comunicare che la nostra mente deve imparare a viaggiare in un’altro Universo per comprendere appieno la sua musica), che scoppia in un’eplosione di piano, chitarra, batteria e voce di Simone assolutamente incomparabile. In certi punti la voce è piena, pur rimanendo impalpabile, in altri abbandona la sua parte umana per diventare definitivamente un qualcosa che va al di là del comune sentire. Dal terzo minuto in poi della canzone è ufficiale: sembra di volare. Il finale è una seconda esplosione di suoni “colorati” che ci riporta al punto esatto con cui il brano è partito, in un ciclo infinito. Silently è una delle più melodiche ed elettroniche della band, in cui la voce di Kazu somiglia molto a quella di Bilinda Butcher, cantante dei My Bloody Valentine, nonostante la voce di quest’ultima sia completamente separata da qualsiasi connotazione umana.

Lo stesso stile raffinatamente elettronico è replicato nell’intro della seguente Publisher, cantanta da Simone, che contemporaneamente però svela il lato più aggressivo e “Rock” della band. Chitarre distorte al limite, per poi sfociare in accordi acuti ed acidi, introducono Heroine. Se prima parlavamo di sogno, quà, ascoltando il particolare modo in cui la voce di Kazu è stata plasmata dagli effetti del vocoder, potremo parlare di trip da LSD. Ancora una volta, nella parte centrale del brano, le chitarre si mantengono più pulite e “malatamente” melodiche. Fantastico il giro di note chitarristico finale, e i surreali rumori di sottofondo.

Arriviamo a Top Ranking, caratterizzata da tastiere che sembrano suonate da Marte e da una batteria incalzante, insieme all’onnipresente sound di chitarra tipico della band. Nel finale si riesce quasi a toccare con mano quest’atmosfera spaziale. Successivamente ci ritroviamo davanti alle orecchie un perfetto ed irresistibile connubio tra chitarra acustica, distorsioni di fondo, assoli di batteria ed effetti vocoder sulla deliziosa voce di Kazu, che, anche se siamo da poco giunti alla fine del disco e dell’esperienza incantatoria, già ci è diventata indispensabile. Disco che, anche al primo ascolto, crediamo abbia sempre fatto parte del nostro inconscio, nonostante sia strano come la tennista con quattro gambe raffigurata nella copertina.

TRACKLIST:

-23

-Dr Strangeluv

– The Dress

– SW

– Spring And By Summer Fall

– Silently

– Publisher

– Heroine

– Top Ranking

– My Impure Hair

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