Proposta di legge per la stabilizzazione dei lavoratori forestali

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Araba Fenice desk

Monreale 21 Febbraio. Si è svolto oggi a Monreale, presso un’affollata aula consiliare, il V “Convegno alla rovescia”, organizzato dal SiFUS (Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione), per affrontare il tema dei lavoratori forestali e del loro passaggio dal mondo del precariato a quello del lavoro stabile.

Ad aprire i lavori il Sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo, che ha salutato l’assemblea ed auspicato una rapida risoluzione dell’annosa questione della stabilizzazione dei lavoratori forestali, con l’approvazione della proposta di legge di cui si parla oggi nel convegno.

A seguire, l’intervento dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Monreale, Mimmo Vittorino, il quale ha ricostruito l’iter di presentazione della proposta di legge, sottolineando l’importanza del momento attuale, con le manifestazioni che hanno attirato l’attenzione di tutte le forze politiche regionali e nazionali.

È quindi intervenuto Maurizio Grosso, segretario generale del Sifus stesso, che ha spiegato cosa accadrà durante “un convegno alla rovescia: un incontro virtuoso fra i parlamentari e i lavoratori forestali, ove ognuno dirà ciò che vuole e come intende muoversi, sulla condizione del comparto forestale.”

Grosso ha poi chiesto ai parlamentari presenti, i quali rappresentano la maggior parte possibile delle forze politiche regionali, di far recedere la proposta di finanziaria del 2014, ove si stanziano 180 milioni di euro per i lavoratori forestali, a fronte dei 250 milioni realmente necessari. Ed ancora, le ultime notizie dicono che dopo la revisione del commissario di stato, il governo regionale vorrebbe ridurre la somma di un ulteriore 30%.

Riguardo la nota discrepanza fra i lavoratori forestali della Lombardia (che avrebbe circa 5000 lavoratori, ma a tempo indeterminato) e quelli della Regione Sicilia (26000, ma a tempo parziale), Grosso ha sottolineato come i “forestali” siciliani in realtà costino come 8500 lavoratori a tempo indeterminato, a fronte di una differenza climatica e territoriale fra Lombardia e Sicilia che rende l’impianto e la gestione boschiva molto più difficoltosa nella nostra regione.

Ha inoltre sottolineato come non sia vero, come invece affermerebbero CGIL CISL e UIL, che i lavoratori forestali non vorrebbero la stabilizzazione poiché avrebbero il doppio ed il triplo lavoro, ponendo attenzione infine all’importanza degli operatori del settore anche per quel che riguarda la salvaguardia idrogeologica del territorio siciliano, potendo così attingere ad ingenti fondi comunitari.

“Quello che chiediamo noi a parlamentari è di fare una grande alleanza, che vada dal centro destra al centro sinistra per fare una legge che guardi alla stabilizzazione dei precari, alla messa in sicurezza ed alla salvaguardia del patrimonio boschivo siciliano”.

L’On. Erasmo Palazzotto, parlamentare nazionale di “Sinistra Ecologia e Libertà”, ha elogiato l’operato del SiFUS a fronte di una politica regionale che da 20 anni non attua nessuna operazione in questo senso. Palazzotto, ha ribadito i punti salienti dell’intervento di Grosso, mettendo in priorità alcune richieste da portare avanti al governo regionale la garanzia delle giornate lavorative previste dalla legge e l’apertura di una trattativa col governo centrale, per reperire fondi europei (utilizzabili per la messa in sicurezza del territorio) e una concertazione con l’INPS.

Ha infine chiesto ai lavoratori di non affidarsi passivamente alla politica, ma di continuare ad essere protagonisti attivi di una battaglia per un loro diritto, che è anche una grande risorsa per la nostra Regione.

In seguito, l’On. Totò Lentini, di Articolo 4 ha auspicato l’appoggio alla legge delle tre commissioni e dei deputati in essa presenti, aggiungendo alle proposte di stabilizzazione l’idea di pensare alla creazione di una società strumentale che contenga questi lavoratori e dando inizio così ad una nuova start up

L’On. Vincenzo Figuccia, di Forza Italia, ha ribadito il pericolo derivante dal taglio di fondi presente in finanziaria, chiedendo contestualmente come mai si continuino a pagare 240 euro all’anno (per ogni lavoratore) per una visita medica che non può essere svolta, non si capisce bene perché, dai medici dell’ASP. In chiusura, non è mancata una frecciata alla politica che in questi anni ha affrontato la questione senza riuscire a dare risposte: “La peggiore colpa che la politica ha avuto in questi anni è l’ignoranza con la quale è stata affrontata la questione”.

A chiudere i lavori del convegno, l’intervento del deputato Salvatore Siragusa, del Movimento 5 Stelle, che ha definito questo convegno come una giornata di “politica al diritto”, puntando il dito su questo periodo in cui il diritto al lavoro è sempre più messo da parte. Un lavoro, afferma Siragusa, che non può divenire mezzo di coercizione elettorale. Riguardo i tagli previsti in finanziaria, Siragusa ha sottolineato come i tagli da attuare sarebbero in ben altri settori, ma non i quelli che riguardano i lavoratori. Infine ha dato tutto l’appoggio possibile da parte del M5S affinché la proposta di legge possa andare a buon fine.

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