THE DOORS – THE DOORS (album)

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Araba Fenice desk

Le Grandi Dionisie erano la festa più importante e ricca culturalmente dell’Antica Grecia, trainate dallo spirito ammaliante ed esaltato del dio Dioniso. Divinità del vino e della sregolatezza, dell’irrazionale e dell’eccitazione dei sensi, la più oscura, la più sensuale, la più incomprensibile dell’Olimpo. Ed anche la più venerata. Soprattutto da donne. Le Baccanti, come prima accennato, che durante i riti al loro dio entravano in una sorta di trance dove venivano direttamente possedute dal dio stesso, la “furia bacchica” appunto, grazie al quale esse, ebbre di vino, si abbandonavano alla vorticosa suggestione musicale della loro danza ritmica ossessiva ed estatica, e a comportamenti completamente dissoluti, senza alcun tipo di freno. Dopo l’avvento del Cristianesimo però, tutto ciò è stato impedito ed occultato, e a Bacco non è restato che tornare nel suo Olimpo. Ma chi l’ha detto che certe cose ormai perdute non possano ritornare e ri-manifestarsi, riadattate all’epoca di turno? A Dioniso evidentemente hanno ispirato gli anni ’70 per riscatenare la sua infervorata influenza, scegliendo una rockstar come suo più attuale alter-ego. E nel 1967, durante la psichedelia e il periodo Hippie più dirompente, l’alter- ego di Bacco fece la sua comparsa. Jim Douglas Morrison: provocante, bello, ribelle, poeta, impetuoso leader della band The Doors, il cui nome è tratto da dei versi di una poesia di William Blake: “Quando le porte della percezione si apriranno tutte le cose appariranno come realmente sono:infinite”, versi che incarnano perfettamente lo spirito dionisiaco di Jim. Non sto a dire che di band psichedeliche in quegli anni ve n’erano a bizzeffe, fino alla nausea, ma nessuna, nessuna possedeva la potente foga libidinosa e la voglia di libertà completa d’espressione dei sensi che questa band invece aveva, dalla voce ed i movimenti di Morrison sul palco alle tastiere di Manzarek. E nessuna band aveva un pubblico come il loro, di cui spesso facevano parte vere e proprie Baccanti moderne ebbre e sfrenate di una libertà selvaggia, ad idolatrare e seguire il loro dio Morrison, sfrontato ed audace, il loro dio Bacco. Dioniso apprezza. E già dal primo album della band, The Doors, capisce che ce l’ha fatta. Il disco si apre con Break On Through (To The Other Side), in cui già si viene posseduti dall’ irresistibile frenesia della melodia e della voce selvaggia di Jim. Segue Soul Kitchen, uno dei capolavori della band, dove le tastiere danno il meglio di sè, e anche la poesia di Morrison, che ammicca: “Lasciami dormire stanotte nella tua cucina dell’anima/scalda la mia mente davanti alla tua mite stufa”. Non manca il loro classico tocco incantatore, sempre presente nelle loro melodie. Tocco immancabilmente presente anche nella malinconica The Crystal Ship, che abbandona il furore per descrivere un’angoscia d’amore (“Liberami dai perchè/preferiresti gridare/preferirei volare”). Ma Dioniso è Dioniso, anche se a volte si lascia andare alla nostalgia, e non perde nemmeno un minuto per rivendicare il suo essere, così ci ritroviamo davanti brani come Twentieth Century Fox e Light My Fire (forse la più famosa della band), perfette per quello che vogliono esprimere: totale e naturale euforia sessuale e percettiva. Alabama Song (Whisky Bar) è una dissacrante versione dell’originale scritta da Bertolt Brecht per Kurt Weill, seguita dall’intensa Back Door Man, caratterizzata da una piena e particolare sfumatura della voce di Morrison, ora densa e voluttosa, ora roca e affranta. I Looked At You si avvicina di più delle altre al tipico spirito psichedelico dell’epoca, mentre End Of The Night guarda con fare rassegnato e trasognato la fine della notte. Take It As It Comes invece è un’altro esempio dell’abilità tecnica ed artistica del tastierista Ray Manzarek. Ma, come dicevano i latini, il dolce alla fine, e questo disco è uno dei dischi con il dolce più buono che si può proporre: The End, gioiellino dell’album e della band, una delle vette poetiche più alte della band, sia testuale che musicale. Una momentanea presa di coscienza (pur con un certo distacco), un infelice racconto di speranze e di sogni infranti, di bambini alienati e di viaggi on the road, di frustrazioni e di assassini. Ma il disco ormai è finito, e quando le porte della percezione sono state finalmente aperte, è estasi pura. Proprio come nei riti orgiastici dell’influente Dioniso. Lo stesso Jim ci dice che guardava alla storia del Rock come all’origine della tragedia greca. E dopo aver ascoltato questo disco, non possiamo fare a meno che crederci.

TRACKLIST: 

– Break On Through (To The Other Side)

– Soul Kitchen

– The Crystal Ship

– Twentieth Century Fox

– Alabama Song (Whisky Bar)

– Light My Fire

– Back Door Man

– I Looked At You

– End Of The Night

– Take It As It Comes

– The End

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