Costituzione dell’ARO, fumata nera in consiglio comunale

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Alle ore 10,45 di questa mattina si è aperta la seduta del consiglio comunale.

18 consiglieri presenti. I capigruppo hanno consentito, su invito del vicepresidente del consiglio Grippi, l’apertura del consiglio comunale alle associazioni cittadine che avevano chiesto di intervenire. Il portavoce del Comitato No TARSU, Sergio Calderaro, ha quindi dichiarato che la legge prevede che il comune debba adottare, prima della costituzione dell’ARO, un PCRD (piano comunale della raccolta differenziata), che stabilisca modalità, tempi, impiego dei mezzi, risorse a disposizione, anche umane, e obiettivi che devono essere conseguiti dalle ditte appaltatrici del servizio di raccolta. “Il PCRD, oltretutto, sarà poi il riferimento sul quale valutare i risultati compatibili con gli obiettivi prefissati, oltre alla conguità delle tariffe. L’art. 4 della legge regionale n.9 dell’Aprile 2010, sulle varie competenze dei comuni, prevede che i comuni redigano il regolamento comunale per la raccolta differenziata, verifichino lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore anche attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici”.

Calderaro ha rimarcato che, sebbene l’approvazione dell’ARO sia indispensabile, si deve evitare che l’SRR dia una delega in bianco alle ditte appaltanti quando non abbiamo chiari gli obiettivi da perseguire. Da qui la richiesta al consiglio di un odg che preveda la costituzione di un tavolo tecnico per redigere il PCRD.

Riaperta la seduta, stavolta 19 consiglieri presenti, si sono susseguite le dichiarazioni delle forze di opposizione che hanno espresso le loro perplessità all’approvazione della delibera di costituzione dell’ARO.

Il consigliere Abruzzo, riprendendo l’’intervento di Calderaro, ha chiesto al sindaco di fornire adeguate informazioni al consiglio sul piano che sottende l’istituzione dell’ARO.

Il consigliere Lo Coco ha fatto una premessa ricordando la precedente gestione “scellerata”, per le assunzioni prive di evidenza pubblica, gli appalti, i noli a caldo e a freddo, già più volte denunziati. Entrando nel merito della delibera, ha ricordato che la regione Sicilia ha assegnato ai comuni linee guida concedendo però all’amministrazione la facoltà di riorganizzarsi. Da qui la sua proposta di optare per un servizio svolto in house, utilizzando il personale contrattista del comune, “con il doppio vantaggio di ridurre i costi di gestione ed assicurare a 94 persone un futuro certo”.

A questo intervento è seguita la replica del consigliere Venturella: “Se il servizio venisse svolto dai contrattisti andremmo contro l’obbligo di legge di garantire ai dipendenti attuali dell’ATO l’assunzione presso le ditte che si aggiudicano l’appalto”.

Il consigliere D’Alcamo ha voluto riprendere la legge regionale di riforma del sistema gestione dei rifiuti. Il consiglio comunale andrebbe informato adeguatamente sul Piano d’Ambito dell’ARO prima della sua costituzione. “Adesso ci viene chiesto di approvare una delibera priva dei documenti che la illustrino”.

Il sindaco Di Matteo, presa la parola, ha spiegato che “il consiglio comunale oggi è chiamato a votare o a bocciare la costituzione dell’ARO. Questo significa decidere se continuare a fare svolgere il servizio all’ATO o uscire da questo tipo di gestione. Il Piano d’Ambito che deve redigere l’SRR può essere fatto solo dopo la costituzione dell’ARO. Se la costituzione dell’ARO verrà bocciata il servizio passerà all’SRR che farà un bando per affidare il servizio ad una società esterna, senza più passare dall’approvazione del consiglio comunale. Diversamente, se verrà costituito l’ARO, il consiglio comunale potrà discutere sul piano industriale, che è un atto successivo”.

Affermazione non condivisa dal consigliere Lo Biondo che, nel suo intervento, chiede al sindaco di spiegare perché questo nuovo percorso di gestione dei rifiuti sia la scelta migliore per la città: “Non è vero che il Piano d’Ambito può essere redatto solo dopo la costituzione dell’ARO. Significa non avere fatto uno studio di indirizzo economico sociale”. Per Lo Biondo l’approvazione dell’ARO sarebbe una delega in bianco ad un progetto dell’amministrazione privo di garanzie: “Sindaco, lei deve spiegare adesso perché dalla nuova società si avrà una gestione migliore del servizio e un reale risparmio per i cittadini. Quali obiettivi di raccolta differenziata vi ponete come obiettivo, quale sarà la nuova tariffa per i cittadini”.

Per il consigliere Grippi, l’atto deliberativo che ci si appresta a votare non deve essere espressione di una maggioranza ma di tutto il consiglio comunale, dato che si guarda all’interesse collettivo della città. “Si dà alla città la possibilità di uscire dall’ATO e di decidere come gestire in futuro i rifiuti. “Visti gli errori del passato è fondamentale oggi costituire l’ARO per poi vedere, anche con le associazioni di categoria e il Comitato No Tarsu, come procedere per non incorrere negli errori del passato. Non possiamo stabilire il Piano d’Ambito senza prima costituire la società che dovrà disporlo”.

Per il consigliere Abruzzo sarebbe stato necessario che l’assessore al bilancio La Fiora avesse fornito le opportune delucidazioni all’assemblea prima di presentare la delibera per l’approvazione.

Per il consigliere d’Alcamo l’uscita dall’ATO non è competenza del consiglio comunale, dato che c’è già una legge regionale che lo impone. La legge prevede alcuni passaggi successivi. Dopo la costituzione dell’SRR, di cui Di Matteo è presidente, si sarebbe dovuto stilare il Piano d’Ambito per determinare perché l’ARO sia conveniente. Procedura nuovamente confutata dal sindaco Di Matteo: “Il Piano d’Ambito è invece lo step successivo alla costituzione dell’ARO”.

Nicola Giacopelli, relatore della proposta deliberativa, è stato chiamato ad illustrare gli aspetti tecnici della delibera, che sono comunque successivi ad un atto di indirizzo già espresso dalla giunta. “La legge prevede la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. E prevede che, data la situazione emergenziale e l’imminente chiusura delle società d’Ambito, si possa derogare e costituire prima l’ARO e poi procedere al Piano d’Intervento. Sarà necessario concentrarsi su un valido Piano d’Intervento dal quale dipenderà il futuro del servizio”.

E’ stata quindi la volta dell’intervento del consigliere Romanotto che ha sottolineato come la città debba cogliere oggi la possibilità di uscire dalla gestione ATO. “L’appalto ad evidenza pubblica permetterà di aggiudicare il servizio al prezzo più conveniente. Ma il grande vantaggio per il comune è che in caso di perdite economiche o di fallimento della società appaltante il comune non sarà chiamato a doverne risponderne, così come è avvenuto fino ad oggi con l’ATO.”

Terminati gli interventi, alle ore 12,35, si è proceduto alla votazione della delibera.

Ha espresso voto favorevole il consigliere Grippi. Contrario il consigliere Villanova. Si sono astenuti dal voto i seguenti consiglieri: Barna, D’Alcamo, Davì, Di Verde, Gelsomino, Lo Biondo, Lo Coco, Mirto, Russo, Schimmenti.

Essendo solamente 12 i consiglieri presenti in aula, la seduta è stata sospesa e rinviata di un’ora.

Alla riapertura dei lavori, alle 14,45, non essendoci il numero legale dei consiglieri presenti in aula, la seduta è stata rinviata a domani, ore 10,00.

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