Come sta funzionando la scuola gestita dai nuovi dirigenti a Monreale?

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Araba Fenice desk

Il professore  Leto, fa il punto della situazione, a fine quadrimestre, con riflessioni sui punti di forza e di debolezza, autovalutazione e programmazione.

Da 1 a 10, come valuterebbe il lavoro che ha svolto in questo primo quadrimestre? 
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In che cosa si è impegnato con maggior enfasi?
Rapporti con il territorio, creazione di reti territoriali di scuole, armonizzazione delle programmazioni della scuola primaria con la secondaria di primo grado al fine di realizzare, in prospettiva, curriculum verticale.

Quali sono state le difficoltà maggiori e come le ha affrontate? 
Le maggiori difficoltà sono relative alla sicurezza dei locali dei sette plessi dislocati tra Monreale e San Martino, di proprietà della chiesa: ho svolto diversi incontri con gli enti proprietari e con l’amministrazione comunale e ho scritto tante lettere in cui comunicavo all’amministrazione le varie urgenze e ho provveduto a risolvere quei problemi che era nelle mie competenze e nelle possibilità finanziarie della mia scuola.

Che cosa ha voluto fortemente modificare e dove ha trovato maggiori resistenze?
Sto cercando di rendere effettiva la dimensione dell’istituto comprensivo. Tutti i segmenti dell’istruzione (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) sono organi del medesimo corpo e devono interagire con questa convinzione; il cammino non è semplice, ma si possono registrare i primi risultati.

Come ha gestito il Suo rapporto col territorio?
Con la convinzione che un’istituzione scolastica non può prescindere dalle esigenze del territorio e svolge un ruolo fondamentale in una realtà territoriale dove sono poche le attività culturali, sportive e ricreative soprattutto per i giovani. In questa direzione sto realizzando convenzioni con società sportive per fornire un servizio ai giovani necessario alla loro formazione. 

Di che cosa è maggiormente soddisfatto?
Sono soddisfatto dell’impegno dei docenti e della passione che molti di loro dimostrano nello svolgimento della loro azione educativa.

Da 1 a 10, in che misura ritiene che il lavoro svolto dalla “Scuola” contribuisca a modificare la cultura di un territorio?
Dalle scuole tutte in rete e da sole un 8 che spero diventi presto 10.

Programmazione per il prossimo quadrimestre: A quale argomento darà la priorità per la formazione dei Suoi docenti?
Nuove indicazioni per il primo ciclo d’istruzione e strategie per combattere dispersione e svantaggio.

Quali sono i progetti per gli alunni su cui punterà la Sua attenzione?
Innanzitutto abbiamo 17 corsi PON di lingua italiana, di matematica, di lingua inglese e di attività motoria-musicale, alcuni dei quali destinati agli adulti.

Come affronterà i problemi inerenti la “Dispersione scolastica” non solo come frequenza irregolare, abbandono, assenteismo, ma sotto gli aspetti del disagio e dello scarso apprendimento? 

Queste tematiche permeano trasversalmente tutte le attività scolastiche e vanno affrontate con il massimo impegno: abbiamo aderito alla rete territoriale REP di cui è scuola capofila la DD Pietro Novelli e avviato con l’amministrazione comunale il progetto “cuore” cui aderiscono anche le altre scuole monrealesi con il quale sarà avviato uno sportello di ascolto con un’equipe socio-psico-pedagogica.

In generale, cosa si ripropone per il secondo quadrimestre? 
Mi auguro di procedere con piccoli passi verso la realizzazione di una scuola a misura dei bambini e, soprattutto, dei più svantaggiati che non hanno le stesse opportunità degli altri e che la scuola possa sempre più rappresentare un punto di riferimento culturale per il territorio.

Cosa offre la Sua scuola al territorio? 
Abbiamo avviato quest’anno progetti rivolti agli adulti oltre che finalizzati al conseguimento del titolo di studio anche per avviare a mestieri come quello di cucito che rappresentano un patrimonio delle nostre tradizioni popolari, corsi per il conseguimento della patente europea ECDL; stiamo organizzando corsi di judo, di cheerleading, di chitarra e pianoforte e speriamo di avviare, per l’anno prossimo, un laboratorio cinematografico per i bambini della nostra scuola che li vedrà protagonisti di un cortometraggio.

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